Ai lov dis gheim di Gianni Corsolini
L'altra sera ho assistito a una simpatica intervista fatta da Fazio a Zaccheroni, oggi ct. della nazionale giapponese di calcio. Nonostante i recenti disastri, l'allenatore romagnolo ha deciso di restare, anche perché amante del rispetto delle regole e della sicurezza che in Giappone sono una religione. Invece mi ha sorpreso un particolare. Ha raccontato l'igiene e il comportamento degli sportivi professionisti negli spogliatoi. I giocatori portano veramente tutto a casa, dalle scarpe e provvedono loro stessi al lavaggio. Da noi i giocatori sono abituati come i bambini che vanno all'asilo con le merendine preparate dalle mamme. Ma in tema di paesi stranieri sarà bene che finiamo di lamentarci con la Svizzera. Noi porteremo capitali nella confederazione, ma una volta tanto la Svizzera ci ha restituito un vero capitale, tale Brunner. Complimenti ad Anna Cremascoli. Penso davvero che possa essere un valore aggiunto. Infine, dopo i risultati dell'ultima giornata, la Bennet è chiamata ad un'altra performance in Coppa Italia a Torino. Non ci saranno squadre piemontesi alle finali e quindi gli organizzatori dovranno darsi da fare per riempire il palazzo. L'andata della stagione regolare ha confermato il primato di Siena, ha offerto la sorpresa di Pesaro, l'arrivo faticoso di una Milano indecifrabile e una migliorata Bologna. In generale il nostro campionato americano-comunitario è stato equilibrato, vario e piacevole, sicuramente migliore del celebrato torneo spagnolo. In particolare vorrei aggiungere al "premiato club del '35" anche un certo Matteo Soragna. A Milano è vero che manca Hairston e l' assenza pesa, ma credo che manchino, almeno al momento, il cuore, la testa e gli attributi maschili. In effetti appena gli avversari cominciano a pressare, a lottare, a menare un poco, come fanno in molti, la squadra milanese scompare. E ora eccoci alla seconda fase dell' Eurolega. La Bennet ha già fatto il miracolo della qualificazione. Complimenti a proprietà, staff tecnico, giocatori, medici e, perché no, ai tifosi.
Gianni Corsolini