Luca Banchi: «Possiamo tornare a essere competitivi. DiVincenzo? Il destino si è messo di traverso»

30.04.2026 12:05 di  Iacopo De Santis  Twitter:    vedi letture
Luca Banchi: «Possiamo tornare a essere competitivi. DiVincenzo? Il destino si è messo di traverso»
© foto di Ceretti/Ciamillo

Una 'generazione predestinata' quella attuale con i vari Sarr, Suigo, i fratelli Niang, definitiva così dal CT Luca Banchi che a QS ribadisce: "C'è un piano concreto per inserirli stabilmente nel giro della nazionale maggiore? Sì e i segnali sono già chiari. Questi ragazzi possano realisticamente combinare alla futuribilità la competitività. Se poi devo immaginarli, da qui a breve, raggiungere il massimo delle loro potenzialità credo che possiamo pensare di tornare ad essere anche una nazionale molto competitiva", dice il coach Azzurro, che torna anche a parlare di Donte DiVincenzo. Il passaporto italiano ha da poco rimediato un grave infortunio: "Purtroppo il destino (si è rotto il tendine di Achille, ndr) si è messo di traverso. Avevo avuto un confronto con lui che mi autorizzava a pensare che la sua e la nostra strada si potessero nuovamente incrociare. A oggi è impensabile prima dell'estate prossima".

Banchi parla anche dell'obiettivo Mondiale in estate. "Certo, ma non è scontato che noi possiamo raggiungere la qualificazione. Se riusciremo a superare questo primo turno, incroceremo Serbia, Turchia e Bosnia quindi tre delle principali forze del panorama continentale e se abbinate a Italia, Lituania e una tra Gran Bretagna e Islanda significa sei squadre in corsa per tre posti: un imbuto un po' stretto".

Altri prospetti sott'occhio. "Sì sì ce ne sono e mi piace che alcuni di loro stiamo ancora giocando a livello giovanile e altri nei campionati minori. Alcuni di questi ragazzi possono essere dei predestinati e avere la possibilità a 19 anni già di trovare una vetrina di alto livello. Penso a Suigo, Garavaglia, Ferrari che sono già protagonisti, con le prime squadre. Ce ne sono altri che hanno bisogno ancora di un percorso di formazione, magari di tre, quattro anni. E questo mi dà un senso di responsabilità, perché è importante continuare a seguire il movimento nella sua interezza. Abbiamo continuato a fare raduni per accendere i riflettori sui migliori prospetti under 22 del campionato di serie B e A2e proprio perché vogliamo far percepire a tutto l'ambiente che c'è un sottobosco di giocatori che hanno il che meritano di essere ancora seguiti monitorati. Sarebbe riduttivo pensare a 19 anni di interrompere il percorso di formazione. Alcuni sono pronti, altri hanno bisogno ancora di lavoro".

Iacopo  De Santis
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Iacopo De Santis
Editore di Pianeta Basket, 26 anni. Sempre connesso con il mondo della palla a spicchi con focus su notizie e analisi.