Toni Cappellari, intervista senza freni sul caso Gentile! "Proli? Chapeau"

06.12.2016 13:28 di Alessandro Palermo   Vedi letture
Gentile, Cappellari e Proli
Gentile, Cappellari e Proli

Ieri la notizia shock: Alessandro Gentile non è più un giocatore dell'Olimpia Milano. Tema del giorno ieri, tema del giorno oggi e forse anche domani e dopodomani. Il comunicato ufficiale della società ha scioccato davvero tutti, forse perché nessuno si sarebbe mai aspettato una separazione a stagione in corso.

Per parlare di Gentile (ma non solo) abbiamo contattato Antonio Cappellari, da sempre uomo-Olimpia ma soprattutto uno di cui fidarsi. Ed il motivo è piuttosto semplice: è uno dei pochissimi a parlare senza peli sulla lingua. Se ha qualcosa da dire lo dice eccome, senza pensarci due volte. Questa intervista ne é la prova.

Cappellari, sa già di cosa vogliamo parlare...
"Sì, lo so. Non c'è neanche bisogno di dirlo"

Cosa pensa di tutta questa faccenda?
"Io, prima di iniziare ad analizzare la questione Gentile, voglio fare i miei più sinceri complimenti a Livio Proli. Sta continuando a sostenere il proprio allenatore e con questa scelta lo dimostra ancora una volta. Tutta Milano era a conoscenza del problema principale dell'Olimpia, appunto Gentile. Tutto il gruppo sapeva che c'era qualcosa che non andava, un qualcosa di troppo ingombrante. Con questo non voglio dire che tutte le colpe erano di Alessandro ma che fosse un problema per la squadra mi pare evidente. Sapevo e si sapeva già da tempo che si sarebbe arrivati prima o poi a questa situazione, il dubbio c'era. Non è andato a Kazan e ha saltato la partita con Trento per un dolore alla schiena che io, personalmente, definirei un maldischiena politico. Io dico che la separazione era già nell'aria da quindici giorni, qualcosa si era mosso già due settimane fa. E non è il solo che lascerà l'Olimpia..."

Ora siamo curiosi, molto curiosi. A chi si riferisce?
"Il prossimo sarà il Sig. Miroslav Raduljica. Se non si dà una svegliata al più presto, penso che sarà un altro a dover fare le valigie. Così come..."

Addirittura un altro?
"No no, Gentile non sarà l'unico. Anche Kalnietis rischia tantissimo anche se - per quello che mi hanno riferito - gode di una grande stima perché si distingue per essere un bravo ragazzo ed un ottimo professionista. Però - e qui parlo da tifoso - sta giocando da cani, in questo ultimo periodo"

Torniamo a Gentile, quali sono stati secondo lei i motivi del divorzio?
"All'Olimpia le teste calde sono sempre state gestite, oppure sono state loro a farsi gestire. Evidentemente Alessandro non ha voluto farsi gestire e questo mi sembra abbastanza chiaro. Gentile non è un campione, di più. Per la sua età, credo sia uno dei giocatori più forti d'Europa, per non dire del mondo. La società, privandosi di Alessandro, ha dovuto fare un sacrificio enorme ma se hanno deciso di prendere questa decisione è perché avevano i loro buoni motivi"

Ecco, veniamo a questi motivi. Quali possono essere state le cause?
"La società ha mandato via Gentile perché ha dovuto scegliere tra lui e l'allenatore. E hanno scelto di spalleggiare Repesa. Se il rapporto tra coach e giocatore fosse stato buono, col cavolo che finiva tutto così. Ho vissuto dentro l'Olimpia per 25 anni, anzi 27 per essere precisi. Calcolando anche il prima, da ragazzo, direi che conosco l'Olimpia da almeno 50 anni. In tutto questo tempo ho visto passare per Milano un sacco di teste di cavolo ma la società ha sempre saputo gestire queste situazioni. Plaudo ancora il signor Proli, ci tengo a ribadirlo. Ha avuto grandissimo coraggio e professionalità perché ha preso una decisione - seppur non popolare - che sostiene allenatore e squadra. Poi, chiaro, se noi sappiamo 100 di questa storia, le due parti sanno almeno 120. Non possiamo sapere tutto quello che è successo. Comunque giù il cappello a Proli ed alla società per questa decisione"

Cosa augura adesso a Gentile?
"Spero questa situazione possa servirgli, per formarsi e per capire cosa fare come atleta e tutto il resto. Perdere un giocatore del genere, per la nostra Nazionale e non solo, sarebbe un dramma sportivo. Mi auguro che lo capisca, che non faccia la vittima e che scelga ciò che è più giusto per lui. E' uno sportivo italiano troppo importante per tutti noi"

Fosse in Gentile, dove andrebbe? Si anche di NBA...
"Dubito che il mondo NBA possa accoglierlo, non in questo momento. Tutte le squadre sono già complete"

Non è facile per un europeo andare in NBA in questo momento, un conto in estate dove le cose sono un tantino diverse.
"Esatto, difficile vederlo oltreoceano. Credo che l'ipotesi più calda sia l'Europa. Magari al Barcellona, visti i tanti infortuni oppure al Bamberg di coach Trinchieri"

Il Barça, infatti, sembra la squadra più accreditata per firmare Gentile.
"Il Barcellona ha come General Manager Rodrigo de la Fuente, cosa da non sottovalutare perché è in ottimi rapporti con Nando Gentile. I due si conoscono bene e si stimano dai tempi della Virtus Roma, dove papà Gentile allenava proprio l'ala spagnola. Hanno un rapporto diretto, si parlano, si conoscono... questo potrebbe fare la differenza"

Però ha citato anche il Bamberg, potrebbe raggiungere Melli in Germania?
"Ecco, a proposito di Melli devo dire la mia. Prima, però, dico che il Bamberg sarebbe perfetto per Gentile, sarebbe l'occasione giusta per rimanere in un basket di alto livello. Che sia Barcellona o Bamberg, sono entrambe due ottime situazioni. In Spagna per de la Fuente, in Germania per la presenza di Trinchieri, sul quale devo prendermi i meriti per aver cresciuto un grandissimo allenatore. E' merito mio, devo ammetterlo. Se Gentile firmasse al Bamberg sarebbero tutti contentissimi: allenatore, dirigenti, presidenti, tutti tranne uno. Questa cosa devo dirla: se Gentile dovesse raggiungere Trinchieri, Melli non prenderebbe bene la notizia"

Ah! Questa cosa mi stupisce, perché i due non sono in buoni rapporti?
"Non dico che Melli sia andato via da Milano per Gentile ma quasi. Ne ho parlato in passato anche con Trinchieri e anche lui mi ha confermato questa cosa. Tra i due giocatori, ai tempi dell'Olimpia non scorreva buon sangue"

Questa cosa mi sorprende, glielo devo dire.
"Non bisogna sorprendersi di nulla. Se Gentile non andava d'accordo con il gruppo degli slavi, degli americani, ecc... un motivo ci sarà no? Non ha un carattere semplice da gestire"


Mai banale Cappellari, uno che davvero non teme di aprire bocca e di dire la sua opinione. D'altronde siamo in un Paese libero, no?
Intervista esclusiva a cura di Alessandro Palermo,
 

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