Esclusiva PB

Michele Staccini : "La scelta di Umbertide di fare la A2 senza straniere"

Il coach della formazione umbra racconta il rapporto con la sua città, la storia, e perchè nella PF Umbertide quest'anno con ci sono straniere
22.01.2026 08:45 di  Eduardo Lubrano  Twitter:    vedi letture
Michele Staccini : "La scelta di Umbertide di fare la A2 senza straniere"

Pallacanestro Femminile Umbertide ed Alpo Villafranca Verona: le uniche due società di serie A2 (ed A1) che non hanno straniere nel roster. Una scelta coraggiosa in uno sport nel quale ogni tanto si sente chiedere di aumentarne il numero."Per noi - dice Michele Staccini 41 anni umbertidese doc e da sei anni sulla panchina della società -  si tratta di una scelta che nasce dalla consapevolezza di non avere quel budget così importante che hanno altre società. A questo punto invece di andare a prendere una giocatrice che non sa niente del nostro campionato, dell'ambiente, insomma invece di fare una scommessa, preferiamo una giocatrice italiana in più ed andare sul sicuro. Anche perchè prendere una straniera che ha già giocato in Italia costa di più. E poi comunque, visto che non siamo contro le straniere, ci teniamo un jolly da impiegare nel corso dell'anno se proprio dovesse servire. Qualche anno fa si ruppe Pompei e prendemmo una giocatrice cipriota. Ci può stare".

Facciamo il punto sul momento di Umbertide?

"Abbiamo giocato un ottimo girone di andata, abbiamo perso con Matelica all'ultimo minuto, qualche partita l'abbiamo vinta anche con un pò di fortuna, comunque fino a dicembre siamo andati benissimo. Poi è arrivato l'infortunio di Amatori con la conseguenza di dover redistribuire minuti e responsabilità su altre giocatrici meno abituate. E questo ci ha portato un pò di stanchezza fisica e mentale perchè non siamo una squadra dal roster profondo come altre. Lì per lì abbiamo tamponato poi siamo state in difficoltà. Il livello del campionato è alto ed altre formazioni si sono già rinforzate in vista del girone di ritorno che sarà difficile. Per noi sicuramente, ma stiamo lavorando per affrontarlo nel migliore dei modi. Chiedendo ad ognuna delle giocatrici un extra sforzo fino a quando Amatori, che è il nostro play titolare, non sarà tornata in piena efficienza. A cominciare dalla prossima trasferta, a Trieste una di quelle squadre che come Rovigo, secondo me non meritano la classifica che hanno in questo momento".

Suo papà è stato un'istituzione ad Umbertide, da giocatore e da allenatore tanto del Basket Fratta che della Pallacanestro Femminile che è nata proprio dal BK Fratta, il palazzetto porta il nome di suo papà: sente il peso di questa storia importante?

"Direi responsabilità. Ma è soprattutto un piacere sapere che mio papà è stato un punto di riferimento ed una persona importante per questa città e lo sport del basket.Però una volta che si entra in palestra la concentrazione va a quello che bisogna fare e la storia non c'entra più. Io sono nato qui, ho giocato qui fino alle giovanili, poi un pò perchè ho capito di non essere un giocatore di chissà quale livello, ero anche un pò pigro come giocatore, un pò perchè l'idea di allenare mi aveva affascinato, ho deciso subito di intraprendere questa strada. Ho fatto tutta la gavetta dal MIniBasket, le giovanili ed a 25 anni sono diventato capo allenatore in serie C con relativa promozione nella serie B. Intanto cresceva il femminile e sono diventato assistente allenatore di Lollo Serrventi in serie A1. Ed oggi eccomi alla guida della squadra della mia città in A2".

Ha detto del livello alto del campionato di A2, ce lo spiega?

"Credo che il fatto che il numero delle squadre sia diminuito ed andrà a ridursi ancora di più, contribuisca al fatto che le giocatrici migliori vadano in meno squadre e quindi si creino roster più forti con partite più interessanti. La qualità si concentra in meno squadre. Certo non è un campionato per le giovani perchè alla fine proprio per la qualità del gioco, la differenza la fanno le veterane. Noi abbiamo una politica giovanile ma mi rendo conto che per loro in assoluto è difficile trovare spazio per competere ad alto livello perchè poche società hanno il coraggio di metterle in campo specie nei momenti decisivi di una partita. Poi c'è poco ricambio perchè le giocatrici di pallacanestro in Italia sono poche. E ci sono le eccezioni: faccio l'esempio di Gianangeli che è arrivata da noi tre anni fa e per la quale abbiamo costruito un percorso di crescita che oggi la porta ad essere il nostro centro titolare, lei che è del 2005, perchè in questi anni si pè guadagnata fiducia e minuti. Anche il cambiare squadra ogni anno non va bene per la crescita di una giocatrice ma questo è un altro discorso".

Torniamo al livello della A2...

"Secondo me è il più difficile tra i campionati di secondo livello in Europa. C'è fisicità,, tecnica e tattica. Gli allenatori sono bravi, preparati ed hanno una notevole capacità di preparare le partite. E un campionato impegnativo".

Siete là in alto nella classifica del girone B, ma non siete una squadra che segna molto, come mai?

"L'attacco e la sua produzione dipendono dal tipo di squadra che hai. Alcune possono permettersi di giocare con un alto numero di possessi e dunque tanti tiri anche nei primi secondi dell'azione. Ma un tipo di gioco del genere è dispendioso ed ecco perchè serve un roster importante. Noi siamo una squadra tra le più giovani come età media, ma le nostre giovani hanno già una buona esperienza di questo campionato. Però come detto non siamo una squadra lunga dunque per controllare e preservare le nostre energie, giochiamo una pallacanestro controllata, ragionata nella quale lo spazio per correre c'è sempre, ma con attenzione".

Cambierete qualcosa in questo girone di ritorno per far fronte al momento difficile?

"Certamente. Dobbiamo trovare e le stiamo già studiando, delle soluzioni tattiche e tecniche che ci permettano di usare con attenzione le nostre energie. In queste ultime partite la nostra difesa è stata meno efficace di altre ed è proprio su questo che cercheremo di ragionare e controllare meglio gli sforzi".

Cosa fa fuori dal basket?

"In realtà la pallacanestro per me è totalizzante. Quando non mi occupo della prima squadra e delle giovanili, mi piace guardare il resto dei campionati, l'Eurolega, la serie A. Passione e lavoro insieme. E poi amo la buona cucina per la quale ho la fortuna di essere nato in una terra dove il cibo è buonissimo".