Il Partizan torna a respirare: colpo a Monaco e prima gioia per Peñarroya
A Monaco è successo quello che, dopo sette sconfitte consecutive, molti iniziavano a considerare quasi impossibile: il Partizan Mozzart Bet ha ritrovato la vittoria in Eurolega, imponendosi 67-63 sul Bayern in una partita brutta da vedere ma enorme per peso specifico e significato. La squadra di Joan Peñarroya, finita sul fondo della classifica e travolta da un filotto di ko che aveva minato certezze e fiducia, ha scelto la via più dura per rialzarsi: difesa, contatti, lotta su ogni possesso, in una serata in cui l’estetica è passata in secondo piano rispetto alla necessità di dare un segnale di orgoglio. Senza Jabari Parker ormai fuori dal progetto e con un reparto esterni decimato dagli infortuni di Washington, Marinkovic e Milton, il Partizan ha riscoperto un senso di squadra che sembrava smarrito, con i giocatori a sostenersi a vicenda, esultare per ogni recupero e tuffarsi su ogni pallone vagante, fino a trasformare il SAP Garden in un’arena ostile per i padroni di casa.
In un contesto offensivamente povero, con il Bayern fermato a soli sette punti nel primo quarto e costretto a inseguire in una gara dal punteggio insolitamente basso per gli standard recenti dei bianconeri (32-34 all'intervallo), sono emerse alcune figure chiave: Cameron Payne ha guidato l’attacco con 16 punti e quasi 32 minuti di responsabilità continua, Sterling Brown ha trovato canestri pesanti dall’arco nonostante le difficoltà nel tiro da due, mentre Tonye Jekiri ha messo sul parquet una prova di sostanza fatta di punti, rimbalzi e una presenza costante nel traffico. Nick Calathes ha aggiunto leadership silenziosa, con punti, assist e palloni recuperati nei momenti in cui l’inerzia sembrava scivolare verso i tedeschi, soprattutto quando il vantaggio in doppia cifra del Partizan si è dissolto e il Bayern ha provato il sorpasso. Alla fine, però, a fare la differenza è stata la tenuta mentale: i serbi hanno resistito ai parziali avversari, hanno vinto una partita “di nervi” e ora possono guardare alla sfida contro l’Hapoel Tel Aviv, sempre a Monaco, con una consapevolezza diversa. La rincorsa al play-in resta un miraggio, ma se questa versione combattiva del Partizan dovesse diventare la norma, ogni avversario dovrà mettere in conto una serata molto più complicata del previsto.