Mazzulla guida i Celtics con fede e presenza mentale: “Il giorno più importante, ogni giorno”
In una stagione segnata da cambi di roster, aspettative crescenti e una classifica che vede i Boston Celtics al terzo posto a Est con un record di 26-16, Joe Mazzulla ha scelto una bussola molto chiara per restare saldo: la fede cattolica. Il coach biancoverde, come raccontato da Brandon “Scoop B” Robinson, torna spesso a un versetto dell’Ecclesiaste per ricordarsi che “oggi è il giorno più importante”, un modo per non farsi travolgere dal rumore di fondo che circonda una franchigia abituata a convivere con la pressione. Mentre fuori si parla di “gap year” dopo l’uscita ai playoff e gli addii di veterani come Al Horford e Jrue Holiday, Mazzulla ribalta la prospettiva: il mondo della NBA cambia ogni 24 ore, ma “la conoscenza che trovi nella fede è l’unica cosa che resta stabile mentre tutto ti scivola sotto i piedi”. Da qui nasce una cultura quotidiana che mette al centro responsabilità, preparazione e presenza mentale, più che la corsa alla classifica.
Questo approccio si riflette anche sul gruppo, dove i vuoti lasciati dai veterani vengono colmati da giovani come Anfernee Simons, Neemias Queta e Baylor Scheierman, chiamati a crescere dentro un contesto che li protegge dalle aspettative eccessive: “Quando ti concentri sul giorno più importante, permetti ai ragazzi di giocare con fiducia e capire il processo senza esserne schiacciati”, spiega Mazzulla. Il tecnico cammina spesso a bordocampo con un rosario ricavato dal legno del vecchio TD Garden, un simbolo fisico del ponte tra la sua vita spirituale e il caos di una stagione da 82 partite. Anche stelle come Jaylen Brown, che viaggia a 29,7 punti di media e non nasconde come il coach possa essere “un po’ folle” nelle scelte tattiche, riconoscono che quella stessa fermezza dà sicurezza allo spogliatoio nei momenti di gioia come in quelli di frustrazione. Così, mentre Boston prepara l’ennesima corsa playoff, il mantra resta semplice e radicale: “Il giorno più importante, ogni giorno”. È lì che, per Mazzulla, deve stare davvero il focus di una squadra che vuole competere al massimo livello senza perdere di vista chi si è e per chi si gioca.
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