Mavericks da quattro in fila: Warriors piegati nel finale

Mavericks da quattro in fila: Warriors piegati nel finale
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Senza fare rumore, e soprattutto senza il tandem Irving-Davis, i Mavericks infilano la loro quarta vittoria consecutiva, la miglior striscia della stagione, e lo fanno contro dei Warriors privi di Jimmy Butler ma sempre pericolosi quando Stephen Curry decide di alzare il volume. L’avvio è tutt’altro che scintillante: Golden State resta a secco per oltre tre minuti, Dallas si limita a un 6-0 di pura sopravvivenza e le palle perse si sommano ai tiri sbagliati da entrambe le parti. È l’ingresso delle seconde linee a cambiare il tono della serata, con De’Anthony Melton che prende in mano il gioco dei Warriors, dialoga con Brandin Podziemski e Al Horford e permette agli ospiti di chiudere avanti il primo quarto (27-24). Nel secondo periodo l’attacco di Golden State continua a vivere più di viaggi in lunetta che di percentuali dal campo, mentre Dallas, pur restando disordinata nella gestione del pallone, comincia a dominare a rimbalzo e a correre in transizione. Il momento chiave prima dell’intervallo è la doppia botta subita da Jonathan Kuminga, che si fa male a caviglia e ginocchio mentre va al ferro: trova comunque la forza di segnare i due liberi del +6 (45-39), ma da lì i Mavs rispondono con un 12-0 che ribalta l’inerzia, con Cooper Flagg protagonista dietro e Max Christie che si prende la scena in attacco per il 55-50 di metà gara.

Al rientro dagli spogliatoi, mentre si diffonde la notizia dell’eventuale risonanza magnetica per Kuminga, i Warriors provano a rimettere la testa avanti con un 8-0 firmato Moses Moody (58-55) e con un Curry che nel terzo quarto si accende come ai tempi migliori, aggiungendo 13 punti e restituendo fiducia a un gruppo che chiude sul 89-84. La partita però cambia davvero volto nell’ultimo periodo, quando i Mavericks riescono a sporcare ogni possesso, rallentare il ritmo e imporre una fisicità costante su entrambe le metà campo. Il vero spartiacque arriva con l’ennesimo flagrant foul fischiato a Draymond Green: sulla scia di quell’episodio, Dallas piazza un 11-0 che apre il solco (113-101) e porta all’espulsione del veterano a quattro minuti dalla sirena. Da lì in poi i Warriors, stanchi e a corto di idee, non riescono più a trovare contromisure né offensive né difensive, mentre i Mavs gestiscono con lucidità gli ultimi possessi, trovando la tripla pesante di PJ Washington e i liberi di Marshall che blindano il 123-115. Per la squadra di Jason Kidd è un successo che li riporta a ridosso della Top 10 a Ovest.