L'agente dice che Sasha Vezenkov non aveva supporto da Kings

09.04.2026 19:10 di  Umberto De Santis  Twitter:    vedi letture
L'agente dice che Sasha Vezenkov non aveva supporto da Kings
© foto di Kings X

Ci sono storie NBA che non fanno rumore, ma che raccontano molto più di quanto sembri. La parabola di Sasha Vezenkov, MVP d’EuroLeague arrivato a Sacramento con l’etichetta del giocatore “pronto”, appartiene esattamente a questa categoria. La sua stagione 2023/24 — l’unica vissuta negli Stati Uniti — è stata un percorso in salita sin dal primo giorno. Non tanto per limiti tecnici, quanto per un contesto che non ha mai davvero creduto in lui. Lo conferma il suo agente, Nikos Lotsos, che ha parlato senza filtri: l’approdo in NBA è stato spinto più dalle aspettative esterne che da una reale convinzione del giocatore. E quando la motivazione non nasce da dentro, ogni difficoltà pesa il doppio.

Ma il punto centrale è un altro: Vezenkov non ha mai avuto il sostegno dell’uomo che più conta in una franchigia NBA, l’allenatore. Secondo Lotsos, “tutti lo volevano, tranne Mike Brown”. Una frase che, da sola, spiega l’intera stagione. Perché in NBA non basta essere un tiratore da 37.5% da tre, un giocatore intelligente, un interprete moderno del ruolo di forward. Serve fiducia, serve un ruolo, serve un progetto tecnico che ti includa. Vezenkov non ha avuto nulla di tutto questo.

Il risultato è stato un minutaggio ridotto, una presenza intermittente nelle rotazioni e numeri che non raccontano il suo reale valore: 5.4 punti, 2.3 rimbalzi, 12.2 minuti. Statistiche che non appartengono a un MVP europeo, ma a un giocatore che non ha mai avuto la possibilità di essere se stesso. La NBA è piena di storie di europei che hanno sfondato. Ma è altrettanto piena di storie di europei che non hanno trovato il contesto giusto. Vezenkov, oggi, appartiene alla seconda categoria. Non per mancanza di talento, ma per mancanza di spazio, fiducia e visione. E allora la domanda non è se Sasha fosse “da NBA”. La domanda è se Sacramento fosse “da Vezenkov”. La risposta, guardando indietro, sembra evidente.