I Pistons travolgono i Pacers: serata perfetta a Detroit

I Pistons travolgono i Pacers: serata perfetta a Detroit
© foto di nba.com

A Detroit è andata in scena una di quelle serate che restano negli almanacchi: i Pistons asfaltano i Pacers 121-78, firmando un +43 che eguaglia la nona vittoria più larga nella storia della franchigia e racconta da solo il divario visto in campo. La Little Caesars Arena capisce subito che aria tira: Indiana si presenta senza i suoi quattro migliori realizzatori, con Pascal Siakam tenuto a riposo e Benedict Mathurin, Andrew Nembhard e Obi Toppin ai box per infortunio, a cui si aggiunge anche l’assenza di T.J. McConnell. Dall’altra parte, Detroit fiuta il sangue e non fa sconti: Cade Cunningham e Duncan Robinson mettono 16 punti a testa in minuti limitati, Jalen Duren domina vicino al ferro e, soprattutto, la rotazione di J.B. Bickerstaff si allarga fino a 13 giocatori a referto, segnale di una squadra che sta vivendo il suo momento migliore con cinque successi nelle ultime sei uscite.
L’impatto iniziale è da partita già scritta: i Pacers sembrano una versione da G League, sbagliano 10 dei primi 11 tiri, perdono cinque palloni in un amen e si ritrovano sotto 24-2 dopo appena sette minuti, mentre i Pistons corrono, spingono e trovano ritmo offensivo senza nemmeno dover forzare: all’intervallo è 59-25, con gli ospiti inchiodati al 23,3% dal campo (10/43), un misero 1/18 dall’arco e sette liberi sbagliati su 11 tentativi. Basterebbe dire che Cunningham, Robinson e Duren, da soli, mettono insieme 30 punti, più di tutto il roster Pacers (25) nei primi 24 minuti: è la miglior metà campo difensiva dell’anno per i Pistons e, allo stesso tempo, la peggior metà offensiva della stagione per Indiana, fotografia perfetta di una gara mai davvero in discussione. Detroit continua a spingere nella ripresa fino a toccare il +44, poi Bickerstaff decide che è il momento di tirare il freno e premiare la panchina, togliendo i titolari con largo anticipo. Duren è l’unico dello starting five a superare i 20 minuti, mentre Cunningham e Robinson si fermano appena sopra quella soglia. Indiana prova a trovare qualche segnale positivo dalle seconde linee, con Jarace Walker e Tony Bradley che guidano il tabellino ospite, ma la sensazione è quella di una squadra svuotata, reduce da un buon periodo (quattro vittorie nelle precedenti cinque) ma improvvisamente senza riferimenti e senza gerarchie.