Fontecchio c'è, ma Sharpe e i Blazers non concedono nulla agli Heat
A Portland si respira un’aria diversa, quella delle squadre che hanno trovato ritmo e identità. Contro Miami arriva un altro successo convincente, 127-110, costruito sulla serata esplosiva di Shaedon Sharpe, capace di incidere in ogni zona del campo e di guidare un gruppo che continua a sorprendere per continuità e maturità. Il vantaggio tocca anche i 21 punti, segno di una partita sempre tenuta in pugno, con i Blazers che sfruttano al massimo la loro energia perimetrale e una fiducia crescente nei propri mezzi. L’infortunio alla schiena che costringe Deni Avdija a lasciare il parquet non spezza il ritmo dei padroni di casa, che trovano contributi diffusi e una fluidità offensiva ormai riconoscibile. Il 9-2 di gennaio, miglior record NBA del mese, racconta bene il momento: una squadra che corre, apre il campo, punisce da tre e non si lascia intimidire nemmeno quando l’avversario prova a rientrare. È una Portland che gioca con leggerezza ma anche con consapevolezza, qualità che negli ultimi anni erano mancate.
Il dato che più impressiona, però, è un altro: con il 23-22 complessivo, i Trail Blazers tornano sopra il 50% di vittorie dopo 45 partite per la prima volta dalla stagione 2020-21. Un traguardo simbolico, certo, ma che fotografa la trasformazione di una squadra che ha ritrovato ambizione e struttura. Caleb Love, Toumani Camara e Jrue Holiday aggiungono solidità e ritmo, mentre la difesa regge nei momenti chiave, permettendo a Portland di controllare il finale senza affanni. Miami prova a restare in scia con le iniziative di Bam Adebayo e Norman Powell, ma la differenza di impatto dall’arco — 20 triple dei Blazers contro le 9 degli Heat, di cui 3 su sei tentativi di Simone Fontecchio, che mette insieme una prova da 17 punti (7/11 al tiro), 4 rimbalzi, 3 assist e un recupero in 24'39" — diventa un muro difficile da scavalcare.