Embiid in tripla doppia e Maxey piegano i Rockets dopo un supplementare
L’inizio tra Philadelphia e Houston è di quelli che ti lasciano in sospeso: ritmo spezzato, tanti possessi, tanti tiri, ma la partita non trova davvero una direzione precisa. Si segna da una parte e dall’altra, il punteggio resta alto ma un po’ vuoto (32-34), finché sono i Sixers a decidere che è il momento di cambiare marcia. Joel Embiid alza il livello dietro, protegge il ferro e innesca le corse dei compagni, mentre dall’altra parte Kevin Durant e Amen Thompson tengono in piedi l’attacco dei Rockets, gestendo il minimo sindacale per restare agganciati. Il primo vero strappo porta però la firma di Tyrese Maxey: un 8-0 che chiude il primo tempo, coronato da un poster clamoroso su Jabari Smith Jr., spinge Philadelphia sul 68-61 e racconta bene il cambio di tono. Dopo l’intervallo la partita si incattivisce, le difese si fanno più fisiche, le mani sono sempre addosso e Paul George trova il canestro allo scadere del terzo quarto per tenere i Sixers appena davanti sul 90-88, come a dire che la serata si deciderà solo nei dettagli degli ultimi minuti.
Quei dettagli, per un attimo, sembrano sorridere a Houston: Reed Sheppard apre il quarto periodo con due triple consecutive, una delle quali con fallo subito, e guida un 12-0 che ribalta l’inerzia, con un’altra bomba a segno poco dopo: Rockets con il vento in poppa. Tari Eason aggiunge due tiri pesanti dall’arco e la squadra di Ime Udoka sembra aver messo le mani sulla partita, mentre il pubblico di Philly trattiene il fiato. Maxey non ha alcuna intenzione di alzare bandiera bianca: attacca il ferro in serie, infila layup su layup e riporta i Sixers a contatto fino al 115-115 che manda tutti al supplementare. Lì la differenza la fanno lucidità e gestione: le truppe di Nick Nurse controllano ritmo e possessi, Houston si inceppa tra palle perse e tiri affrettati, e la tripla doppia di Embiid diventa il telaio perfetto su cui Maxey e soci costruiscono il 128-122 finale.