Bulls di carattere: rimonta e 9-0 finale per piegare i Timberwolves
A volte una partita sembra scivolare via già nel primo tempo, ma i Bulls hanno deciso che contro Minnesota non sarebbe stato così: sotto di 14 nel primo tempo, Chicago si ricostruisce possesso dopo possesso e alla fine ribalta tutto con un 120-115 che profuma di svolta, più ancora che di semplice successo in regular season. La gara è una continua altalena emotiva, con i Timberwolves che nel quarto periodo trovano addirittura un 13-0 per rimettere le mani sul match a titolo definitivo, salvo poi spegnersi proprio quando il traguardo sembra a portata di mano. Il momento della svolta arriva nell’ultimo minuto abbondante: dopo che Coby White viene fischiato per infrazione di passi a 2'08" dalla sirena e le squadre si scambiano canestri (penetrazione di Anthony Edwards, risposta con schiacciata di Jalen Smith e tripla dall’angolo di Jaden McDaniels per il 115-111 Wolves), sembra che la serata sia segnata. Invece quella sarà l’ultima volta che Minnesota vede il fondo della retina: da lì in poi parte un 9-0 Bulls in 66 secondi, aperto dalla tripla dall’angolo di White che riporta lo scarto a un solo punto e mette pressione su una squadra già nervosa per i falli e per il metro arbitrale.
Gli ultimi possessi sono una piccola lezione di gestione e lucidità: dopo il canestro di White, i Timberwolves si auto-sabotano con due palle perse pesantissime, la prima con McDaniels che perde il controllo del pallone e lo spedisce oltre la linea laterale, la seconda con Julius Randle che, dopo una serata offensivamente brillante nonostante i problemi al piede sinistro, si fa tradire proprio nel momento clou. Chicago ringrazia e colpisce in transizione con Tre Jones, che appoggia al vetro il layup del sorpasso a 31.1" dalla fine, prima che Smith si presenti in lunetta con 11,0" rimasti alla sirena per i liberi che allungano definitivamente il margine. Minnesota, che aveva avuto 30 punti da Randle e 20 a testa da Edwards e Naz Reid, non trova più il canestro nell’ultimo minuto, complice anche la gestione dei falli (Edwards chiude con cinque personali) e un divario netto nei viaggi in lunetta: 33 tiri liberi per i Bulls, con 27 realizzati, contro appena 15 tentativi per i Wolves. Il risultato è una quarta sconfitta consecutiva che pesa come un campanello d’allarme per la squadra di Chris Finch, mentre Chicago allunga a tre la propria striscia vincente e dà la sensazione di aver trovato una versione più matura, capace di restare in partita anche quando l’inerzia sembra completamente girata dall’altra parte.