Cantù, è caccia a un nuovo GM. Santoro verso la permanenza ma con altro ruolo
La Pallacanestro Cantù continua a muoversi dietro le quinte, ma senza ancora affondare il colpo decisivo che molti tifosi si aspettavano. Forte della settimana di vantaggio rispetto alle altre squadre di Serie A, il club brianzolo avrebbe potuto accelerare sul fronte organizzativo e tecnico, ma per ora tutto resta in fase di costruzione. Dal consiglio societario degli ultimi giorni sono però emerse linee guida precise: confermare Walter De Raffaele in panchina e ridisegnare la governance dell’area tecnica attraverso l’inserimento di un nuovo general manager. Nel frattempo il tecnico livornese, rientrato temporaneamente a casa, sarà nuovamente in Brianza per l’omaggio al suo storico maestro e amico Carlo Recalcati, protagonista della serata dedicata al film “Per tutti Charly”.
L’intenzione della società è quella di ripartire da basi economiche simili a quelle della scorsa stagione, con l’auspicio di poter presto aumentare il budget e garantire così ambizioni più solide. Dopo una salvezza sofferta, l’obiettivo è costruire una squadra più competitiva e stabile. Da capire anche il futuro di Sandro Santoro, il cui ruolo potrebbe essere rimodulato verso mansioni più organizzative all’interno del club. Nonostante alcune voci di possibili separazioni, nelle ultime ore è emersa la concreta possibilità che il dirigente pugliese possa comunque restare nell’universo biancoblù, mantenendo un legame con una realtà che sta attraversando una fase di trasformazione profonda.
Il nodo principale riguarda ora la scelta del nuovo general manager. Salvo sorprese, il duello sembra ristretto a due profili: Nicola Alberani, reduce dall’esperienza a Strasburgo, e Simone Giofré, manager dal forte legame con Cantù. Entrambi incarnano quella visione internazionale e orientata al modello americano che il club vuole sviluppare, soprattutto in vista della nuova arena e dell’accordo imminente con Legends Global per la gestione dell’impianto. L’obiettivo della società è presentarsi al futuro con una struttura moderna, meno provinciale e più vicina ai grandi standard internazionali.