Draymond Green resta ai Warriors: il rinnovo di Kerr cambia gli scenari
L’accordo biennale appena firmato da Steve Kerr con Golden State non è solo una mossa di continuità in panchina, ma anche una chiave importante per il destino di Draymond Green. All’interno della franchigia cresce infatti la convinzione che la permanenza del coach renda più probabile anche quella dell’ala, considerata ancora centrale negli equilibri tecnici e nello spogliatoio. Green ha in mano una player option da 27,7 milioni di dollari per la prossima stagione, con scadenza il 29 giugno per comunicare la propria decisione. Potrebbe scegliere di esercitarla e restare alle attuali condizioni, ma non è esclusa una strada diversa: rifiutare l’opzione e trattare un nuovo accordo pluriennale con i Warriors, con una cifra annuale più bassa ma più anni garantiti, soluzione che darebbe respiro al salary cap senza rompere il nucleo storico.
Dalle indiscrezioni filtrate, la dirigenza non avrebbe alcuna intenzione di voltare pagina rispetto a Green, né tramite una trade né lasciandolo libero sul mercato. A San Francisco lo considerano ancora un pezzo irrinunciabile per difesa, leadership e capacità di guidare i compagni in campo, qualità che Kerr sfrutta da anni trattandolo quasi come un assistente aggiunto durante le partite. In un contesto in cui il futuro dei Warriors viene messo spesso sotto la lente, la posizione del club su Green appare quindi chiara: la priorità è tenerlo dentro al progetto, trovando la formula contrattuale più sostenibile. Il prossimo passo sarà la scelta del giocatore sulla player option, ma tutti i segnali vanno nella stessa direzione: la storia tra Draymond e Golden State non sembra ancora arrivata ai titoli di coda.