Trento ai Playoff, Nardelli difende Cancellieri: «Si è seduto su una panchina non facile da prendere»

10.05.2026 23:15 di  Iacopo De Santis  Twitter:    vedi letture
Trento ai Playoff, Nardelli difende Cancellieri: «Si è seduto su una panchina non facile da prendere»
© foto di Balzanelli/Ciamillo

L'amministratore delegato di Aquila Trento Andrea Nardelli ha parlato dopo la vittoria contro Milano che ha permesso alla Dolomiti Energia di qualificarsi ai playoff. Il dirigente bianconero ha voluto sottolineare l'annata dei bianconeri con Massimo Cancellieri al comando delle operazioni. Il coach è stato spesso criticato dalla stampa locale. Le sue parole raccolte da Pianeta Basket: "È una vittoria importante fare i playoff. A inizio stagione diciamo che dobbiamo salvarci, perché davvero è la cosa che dobbiamo fare. Ma abbiamo anche sempre detto che dobbiamo salvarci e provare a fare il meglio che possiamo.", esordisce. "È importante per le competizioni europee, che è la dimensione che vogliamo avere. E' importante per le persone che hanno lavorato e lavorano, perché ahimè siamo all'interno di un mondo in cui i risultati certificano, a volte anche in maniera superficiale, il lavoro fatto. Non è che le persone non lavorano se la palla non entra nel canestro. A volte questa cosa qua non si capisce".

Nardelli parla quindi di coach Cancellieri. "Su questo dico subito una cosa: Cancellieri è stato un buon allenatore, ed è ancora per noi un allenatore importante. Che si è seduto su una panchina che non era facile da prendere, dopo una stagione non solo incredibile, ma che Trento non deve fare. Una stagione che non c'entra niente con noi. Massimo si è seduto, ha iniziato a lavorare con un gruppo di ragazzi giovane, e non credo che ci siano squadre in Serie A che con una media età di 23.5 hanno fatto i playoff, ma non solo quest'anno. Non è scontato che un allenatore accetti una sfida come questa, oltrettutto con risultati straordinari. Che sembrano l'unica cosa che conta, e Massimo ci ha portati a un canestro dalla semifinale di EuroCup, giocando un quarto incredibile. E oggi siamo arrivati ai playoff. Poi possiamo dire che nella stagione ci sono stati alti e bassi, potevamo gestirla meglio. Ma questa cosa l'avrei detta anche se non ci fossimo qualificati. Per il lavoro che ha fatto. Poi come quando uno si sposta e divorzia, succede. Non è che le persone devono andare d'accordo tutta la vita. Parlo di lui perché ha fatto da parafulmine in un sacco di situazioni. Anche immeritatamente. Però ha sempre lavorato impegnandosi. Il rispetto del suo lavoro gli va riconosciuto, e a volte non gli è stato riconosciuto".

Su come ha vissuto la stagione, tra alti e bassi, Nardelli replica: "C'è la parte emozionale che incide in tutto noi. Quando si perde siamo più arrabbiati, quando si vince si è più contenti. Poi c'è una parte professionale, che fa parte di qualcuno di noi, chi ha ruoli manageriale e lavora all'interno della struttura. E chi invece è vicino alla struttura, penso al CdA, i soci, e non tutti vivono in maniera professionale. Faccio questa distinizione perché chi vive da tifosi può viverla come vuole. Un conto è chi lavora tutti i giorni, e avendo costruito una macchina insieme. Se pensiamo che Trento - nel mondo di oggi della pallacanestro, dove NBA, miliardi, Quinn Ellis e Saliou Niang andranno negli USA con contratti milionari - debba sempre vincere con il suo budget, non abbiamo capito chi è Trento. Gli alti e bassi li hanno tutti. Una società come la nostra non ha budget faraonici, e decide di investire nella crescita delle persone - e non giocatori - si va incontro a alti e bassi. Ellis il primo anno non era lo stesso del secondo. Lo stesso Saliou. Lo stesso sarà per Cheickh e Hassan l'anno prossimo. Ma bisogna essere orgogliosi del percorso che si fa, e non è scontato che tutti gli allenatori vogliano fare questo tipo di lavoro. E fare i playoff con questo organico è una cosa ancora più straordinaria dei playoff dell'anno scorso. Una cosa straordinaria. Guardate chi abbiamo davanti e chi dietro".

Iacopo  De Santis
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Iacopo De Santis
Editore di Pianeta Basket, 26 anni. Sempre connesso con il mondo della palla a spicchi con focus su notizie e analisi.