L'estate di Daniel Hackett: niente Bologna, ok Nazionale e poi sposo a luglio

12.06.2018 07:39 di Redazione Pianetabasket.com  articolo letto 3166 volte
L'estate di Daniel Hackett: niente Bologna, ok Nazionale e poi sposo a luglio

Daniel Hackett e una agenda estiva abbastanza intensa, che vedrà il suo clou il prossimo 13 luglio a Osteria Nuova di Pesaro, dove convolerà a nozze con Elisa. Ma prima c'è il tempo per il mercato e per la Nazionale azzurra. L'intervista è di Camilla Cataldo per La Gazzetta dello Sport.

Congratulazioni. “Grazie, sarà una grande festa. Ho già fatto la prova del vestito ma non posso svelarvi quale sarà il mio look! La scorsa settimana c’è stato l’addio al celibato a Civitanova con gli amici di Pesaro. Gli invitati saranno, tra gli altri, Marco Belinelli, Pietro Aradori, David Moss, Andrea Cinciarini, CJ Wallace, Taj Gibson dei Minnesota Timberwolves. In viaggio di nozze andremo alle Maldive”.

Bamberg forse, no Bologna. “Uscendo in semifinale, la squadra non si è qualificata per l’Eurolega e io ho una clausola di uscita in caso di chiamata da club che parteciperanno alla massima competizione continentale. Spero di non tornare in Italia a breve, quella di Bologna è una fantasia. Sto bene all’estero e conto di rimanerci”.

Nazionale e World Cup. “Avremo due gare per le qualificazioni ai Mondiali 2019 che per noi hanno solo il fascino della sfida perché attendiamo la seconda fase, già nostra. La squadra ha fatto grandi passi avanti e io tenevo a esserci e a fare gruppo. Poi voglio vedere da vicino Nico Mannion, un talento con un futuro importante. Non vedo l’ora di allenarmi con lui e dargli consigli”.

Naturalizzati in Nazionale. “È la nuova moda, usata da anni a cominciare dalle formazioni del’Est. Burns ha radici italiane ed è plausibile, Brooks ha sposato un’italiana e suo figlio è nato nel nostro paese. I discorsi politici non mi interessano, sono ottimi giocatori e quindi ben vengano”.

EA7 Emporio Armani e coach Pianigiani. “Non ho visto i playoff di Serie A, ho preferito staccare la spina. Milano è una formazione di grande qualità e, con Trento che ha perso Flaccadori, è ancora più favorita. Quando hai 17 giocatori da ruotare, stranieri del livello di Kuzminskas e Goudelock e una serie al meglio delle sette partite è più facile. Con Simone ho condiviso momenti in Nazionale e mi sono sempre trovato bene, è un tecnico diretto con cui si riesce a parlare”.