Marcello Di Russo primo head coach di formazione italiana su una panchina NCAA

NCAA
giovedì, 25 aprile 2024 alle 11:01
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E' Marcello Di Russo il primo allenatore di formazione italiana a sedere come head coach su una panchina NCAA. Dopo tre stagioni da assistente, il City College of New York, scuola di Division 3, ha infatti scelto di puntare su di lui per guidare la squadra femminile che partecipa alla CUNYAC conference. Un percorso finora unico, perché secondo le regole NCAA per ricoprire il ruolo di capoallenatore è indispensabile essere laureato in un'università americana.
Di Russo, pescarese classe 1988, dopo essere cresciuto nel settore giovanile dell'Antoniana, a 19 anni si è trasferito a Firenze per frequentare l'università. Qui ha subito iniziato ad allenare e nel giro di tre stagioni è diventato responsabile del minibasket e allenatore delle giovanili per il Pino Firenze. Nel frattempo ha partecipato come assistente della selezione Toscana al Trofeo delle Regioni e dal 2009 al 2011 ha collaborato con il Settore squadre nazionali. Nel 2011 poi il trasferimento alla Juve Pallacanestro Pontedera come allenatore del settore giovanile e assistente della prima squadra, al tempo in Divisione Nazionale C.
Nel 2015 la scelta di trasferirsi negli Stati Uniti per studiare e provare ad allenare. La sua carriera nel basket femminile è iniziata al LaGuardia Community College (nel Queens, a New York) dove è stato due anni e nel 2016 da assistente ha aiutato la squadra a terminare la stagione 23-8 vincendo la CUNYAC conference. Poi ancora una stagione da assistente della squadra alla Cristo Rey Brooklyn High School e infine dal 2019 al 2021 al Five Towns College, università della USCAA a Long Island. Intanto nel 2020 ha conseguito il suo diploma in composizione musicale al conservatorio del Brooklyn College e nel 2024 il Master's in Arts Administration al Baruch College, sul campo da pallacanestro invece a partire dal 2021 è stato assistente al City College prima della promozione a capo allenatore arrivata in questi giorni.
«Sono venuto negli Stati Uniti senza conoscere nessuno, con la volontà di tracciare un percorso che fino a quel momento nessuno aveva fatto – dice Di Russo -. Ho scelto di iniziare dal basso perché volevo mettermi subito in gioco e ho preferito avere un ruolo attivo piuttosto che fare il volontario in una grande università. Studiavo al LaGuardia e così sono andato a propormi come allenatore nell'ufficio dei coach. Sono stato snobbato dal maschile mentre lo staff della squadra femminile mi ha dato un'opportunità. Non è stato facile perché non avevo nessuno a cui chiedere o da seguire perché aveva già fatto questo percorso. Sono felice di essere il primo anche per aver dimostrato che è un obiettivo possibile da raggiungere».
Il City College of New York è un'università storica fondata nel 1847 il cui campus si trova nella zona nord di Manhattan tra Harlem ed Hamilton Heights. Conta 12 premi Nobel tra gli ex studenti e cinque campioni olimpici – tutti nella scherma. La squadra di pallacanestro maschile è stata l'unica a vincere nello stesso anno (1950) sia il torneo NCAA sia il NIT.

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Fritzcarraldo
Terminata l'era messiniana,finiti i tempi in cui il budget stanziato poneva la squadra nelle prime sei posizioni dell'Eurolega,rivoluzionato il roster con il saluto a tanti giocatori di sostanza e di qualità,l'Olimpia della prossima stagione appare prodiga di sogni e di incertezze come ogni squadra oggetto di una profonda ricostruzione.Come in ogni realtà che deve adeguarsi ad un mercato impazzito evitando di andare oltre limiti di spesa certificati la differenza la potrà fare l'abilità nelle scelte e nello scouting e l'inventiva nel mettere insieme tante nuove personalità diverse.Poeta potrà sviluppare le idee di gioco già viste a Brescia con gli adeguati aggiustramenti in un contesto differente:dunque gioco di squadra in transizione veloce,di flusso,con intensità difensiva mediamente elevata.Si parte con quindici giocatori,sappiamo che il coach non ama i roster troppo affollati e questi potrebbero essere numericamente sufficienti alle bisogne della stagione sempre che non si verifichino troppi infortuni(lecito sperare una tantum anche nella buona sorte..).Personalmente,se la composizione complessiva mi appare equilibrata nei ruoli e tuttosommato mi soddisfa,avrei aggiunto un lungo di sostanza,magari in grado di ricoprire sia posto 4 che posto 5,perchè nonostante la gran presa di Moses Wright il pitturato resta la zona debole dell'Olimpia 2026/2027.Diop ha mostrato cose interessanti ed apprezzabili sul finire di stagione ma è tremendammnete esposto ad infortuni vari,Booker è rimasto fermo a guardare la squadra da aprile ed ha lacune vistose se viene fatto giocare da 5 essendo comunque troppo lento se spostato in 4,Ricci fa tutto quello che può ma non gli si può chiedere di fare i miracoli,Peters eccellente ala forte e grande fluidificatore di gioco offensivo ma certo non un intimoratore dell'area piccola,Burnell ,come Akele,giostrerà tra 3 e 4 a seconda delle esigenze:insomma manca un giocatore che possa sostituire Wright ed inevitabilmente Diop nei confronti sotto canestro,se si fosse riusciti a convincere Eboua a restare,in una prospettiva di minutaggi comunque soddisfacenti per lui dato il carico della stagione impegnativa,sarei stato più tranquilllo.Il tiratore deputato al posto di Brooks sarà Mathews e spero che il nuovo arrivato possa non far rimpiangere il partente:giocatore diverso per caratteristiche da Brooks,non attaccherà quasi mai il ferro ma si renderà pericoloso dal perimetro ricevendo gli scarichi dei compagni o i palloni da ribaltamento di fronte offensivo(in questo Guduric sarà maestro).Il reparto esterni mi piace molto,variegato,con buoni passatori,velocisti e contemporaneamente ostici difensori(in certe partite dove vuoi togliere aria agli esterni avversari puoi schierare contemporaneamente Hall,Bolmaro e Thompson,un lusso mica da poco).Manca uno scorer rapido da attacco al ferro si dice:vero,dovendo fare le nozze con i fichi secchi io punto dieci euro su Cole che se dovesse assorbire rapidamente il salto di categoria in Eurolega potrebbe essere una delle sorprese dell'anno,rimanendo giocatore che può mettere in ritmo adeguato i centri per il pick and roll,pur essendo tiratore da tre con buone percentuali e avendo contemporaneamente,appunto,grandi doti di velocità e di penetrazione verso canestro. Nei miei sogni estivi di tifoso ,le partite punto a punto con i giochi rotti me le chiude lui...(ma siamo infatti a luglio,non vorrei risvegliarmi bruscamente a gennaio)
lug 21, 11:10
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