Il 16 luglio è convocato il Consiglio Federale della FIP che approverà la composizione dei campionati 2026-2027. Alla stesura di questo articolo non è stato ancora comunicato l'ordine del giorno, e siamo in attesa che venga reso noto. In mezzo alle scadenze tecniche che caratterizzano da sempre il primo Consiglio Federale, ci attendiamo che vengano proposti due temi che in questo momento sono veramente delicati da affrontare per le conseguenze implicite che potrebbero scaturire dalle decisioni che verranno assunte.
Punto uno: Paul Matiasic e l'iscrizione di Roma Maxima. La segretezza con cui l'ex presidente della Pallacanestro Trieste ha condotto fin dai primi passi la realizzazione del progetto Maxima che strizza l'occhio a EuroLeague e NBA Europe, e la carenza di informazioni dettagliate e surrogate da documentazione inopponibile hanno lasciato spazio a teorie che paventano una irregolarità pesante: essere Matiasic proprietario di entrambi i club e perciò in difetto in base alla normativa che vieta la proprietà di due club iscritti alla stessa serie.
Ora
dall'avvio dell'iter per il trasferimento della Pallacanestro Brescia a Roma del 26 giugno non sono state comunicate variazioni nella composizione societaria, per cui si presume che presidente e proprietà facciano formalmente ancora capo a Mauro Ferrari, nonostante le dichiarazioni dello stesso nella conferenza stampa di chiusura. Cosa sentenzierà la FIP?
Punto due: verso la radiazione di Trapani Shark e Valerio Antonini. Il Consiglio Federale, secondo una nostra interpretazione degli usi e costumi di Via Vitorchiano, dovrebbe prendere atto che Valerio Antonini ha rifiutato di pagare tutte le multe che ha ricevuto dalla penalizzazione di maggio 2025 ad oggi, l'ultima delle quali aveva per oggetto l'esclusione dal campionato e la richiesta di 600.000,00 di oneri federali per la parte rimanente della stagione agonistica che la Shark non avrebbe giocato.
Nel sistema normativo della Federazione Italiana Pallacanestro, la competenza a deliberare sull’affiliazione delle società sportive — inclusa la revoca — non è contenuta nei regolamenti tecnici o disciplinari, bensì nello Statuto federale, che definisce le attribuzioni degli organi centrali.
Il riferimento normativo è: Statuto FIP – Art. 21, comma 1, lettera b
Il Consiglio Federale ha il potere di:
«deliberare sulle affiliazioni e sulle revoche dell’affiliazione delle società sportive». Si tratta di una competenza amministrativa, non disciplinare. Essendo aperta la procedura amministrativa delle sanzioni non pagate è del tutto naturale che il CF deliberi la revoca dell'affiliazione della Shark.
Il CF potrebbe anche sollecitare un intervento della Procura federale per avviare l'azione della radiazione della Trapani Shark e del suo presidente Valerio Antonini presso il Tribunale Federale.
Nel quadro normativo della Federazione Italiana Pallacanestro, la sanzione della radiazione rientra tra le misure disciplinari più gravi previste dall’ordinamento federale. La competenza ad applicarla spetta al Tribunale Federale, organo di giustizia di primo grado, che opera sulla base del Regolamento di Giustizia FIP.
La fonte normativa è chiara: gli articoli 2, 44 e 59 del Regolamento di Giustizia disciplinano sia i doveri dei tesserati e dei dirigenti, sia il catalogo delle sanzioni e le modalità con cui il Tribunale Federale procede nei casi di deferimento. La radiazione è espressamente prevista come sanzione applicabile nei confronti di tesserati, dirigenti e presidenti di società, nei casi di condotte particolarmente gravi o incompatibili con la permanenza nell’ordinamento federale.
La conferma più autorevole arriva da una decisione del Collegio di Garanzia del CONI del 18 marzo 2025, che aveva esaminato un provvedimento di radiazione inflitto dal Tribunale Federale FIP, richiamando proprio gli articoli 2, 44 e 59 come base giuridica della sanzione.
La radiazione della Trapani Shark e di Valerio Antonini porrebbe fine a tutte le ambizioni di rientro dell'imprenditore romana che solo qualche giorno fa avrebbe ipotizzato di trasferire la Shark da Trapani a Palermo. Ma anche di rendere nulla ogni azione legale - e tra basket e calcio Antonini ne ha attivate tante - mancando il soggetto, a cominciare dal deposito delle motivazione della sentenza sul caso Alibegovic di cui ci siamo recentemente occupati.
Per un curioso caso del destino, il 16 luglio è attesa anche la sentenza della Corte di Giustizia Europea sul ricorso presentato dall'ex presidente della Juventus Andrea Agnelli. Il TAR del Lazio, respingendo i ricorsi di Antonini, ha sempre ribadito di non avere il potere di giudicare l'operato della giustizia sportiva e annullarne gli effetti ma solo di poter stabilire un risarcimento per sentenze sbagliate o iter processuali non corretti.
Una vittoria di Agnelli scardinerebbe questo sistema e segnerebbe una rivoluzione nella giustizia sportiva, sovente criticata e non soltanto in casa FIP di opacità di interpretazione regolamentare e mancata trasparenza lasciando la sensazione che l'amministrazione della giustizia sia condizionata dai presidenti federali e non parte terza come dovrebbe essere. Chi arriverà prima il 16 luglio a sentenziare: Lussemburgo o Roma?