Lakers, difesa ritrovata per spegnere i Raptors

Lakers, difesa ritrovata per spegnere i Raptors
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I Lakers arrivavano alla sfida con i Raptors con un obiettivo semplice ma pesante: smettere di vedere gli avversari volare oltre quota 130 punti, come successo contro Hornets e Blazers, e ritrovare una parvenza di identità difensiva. L’inizio però non sembra dare ragione alla volontà: Toronto prende subito il controllo, spinta dall’energia del rookie Collin Murray-Boyles, che apre la gara, trova un 2+1 e si fa sentire a rimbalzo e in aiuto difensivo, arrivando a stoppare per due volte un Luka Doncic comunque produttivo in attacco. Los Angeles resta aggrappata al match grazie al proprio backcourt, ma dalla panchina dei canadesi esce un Sandro Mamukelashvili in versione microonde: dodici punti in sei minuti, impatto totale e primo quarto che si chiude con i Raptors avanti 30-23, mentre la Crypto.com Arena rumoreggia chiedendo una reazione vera, soprattutto dietro.

La risposta dei gialloviola arriva in apertura di secondo quarto, quando la partita cambia tono e ritmo: i Lakers piazzano un 13-1 che ribalta l’inerzia, con LeBron James a orchestrare il gioco, segnare e servire i compagni nel momento in cui la gara rischiava di sfuggire di mano. Deandre Ayton diventa il terminale perfetto per gli alley-oop voluti da JJ Redick: il lungo chiuderà con 25 punti, 13 rimbalzi e un irreale 10/10 dal campo, simbolo di una serata in cui l’attacco di Los Angeles trova finalmente equilibrio tra perimetro e pitturato. Toronto però non molla: un parziale di 9-0 rimette tutto in discussione, Brandon Ingram punisce dall’arco e Immanuel Quickley trova il floater che può riportare i canadesi negli spogliatoi con fiducia. È ancora Doncic, però, a firmare il canestro che vale il 55-54 Lakers all’intervallo, un vantaggio minimo ma psicologicamente enorme per una squadra che aveva bisogno di sentirsi di nuovo in controllo.

Il terzo quarto riparte sulla falsariga del secondo: i Lakers provano la fuga, Toronto rientra, ma qualcosa è ormai cambiato. Dopo aver martellato la zona vicino al ferro, gli uomini di Redick iniziano a colpire anche dall’arco, con tre triple in sequenza che aprono definitivamente il campo e costringono i Raptors a inseguire a testa bassa. Nel quarto periodo LeBron firma il jumper dalla media che vale il +11 (91-80), una sorta di sigillo emotivo su una serata in cui il leader dei Lakers non ha avuto bisogno di forzare per indirizzare la gara. Da lì in avanti Toronto non trova più il bandolo della matassa offensiva, mentre Ayton chiude il discorso dalla lunetta e con il suo decimo canestro consecutivo dal campo, fissando il 110-93 finale. 25 di Doncic, 24 di James e 10 di Hachimura per i Lakers nel tabellino finale; 22 di Barnes, 20 di Mamukelashvili, 19 di Ingram per i Raptors.