Lega A - Livio Proli "Le colpe sono mie, adesso guardiamo al nuovo ciclo"

 di Redazione Pianetabasket.com  articolo letto 1529 volte
Lega A - Livio Proli "Le colpe sono mie, adesso guardiamo al nuovo ciclo"

Archiviata una annata in chiaroscuro (vittoria nelle Coppe italiche, ma debacle in EuroLeague e campionato) con tifosi e addetti ai lavori a guardare il bicchiere mezzo vuoto, Livio Proli si lascia intervistare dal Corriere della Sera, partendo dal rapporto con Giorgio Armani: "Gli ho chiesto scusa, perché a lui che insegna che bisogna lavorare ogni giorno con spirito di sacrificio e grande attenzione al particolare, abbiamo portato risultati che dimostrano poca tenacia e, in alcuni passaggi, poca attenzione ai grandi particolari. Alla fine siamo cascati sulle cose più importanti. Lui mi ha risposto: Spero che questa cosa venga messa a posto perché Milano non può avere questa immagine sportiva in Italia e in Europa".

Colpe. "Io non sono altro che la sintesi della società, forse sono solo più esposto. Quindi la colpa resta mia. Allenatore o giocatori? Le scelte sono sempre condivise, tutte. Quando si parla di staff, di allenatore, di giocatori come entità separate, io non capisco. È un sistema comodo per cercare un colpevole, ma io non condivido questa visione. La realtà è che quando le cose vanno bene è merito di tutti, quando vanno male è colpa di tutti. Siamo una società, non un insieme di individui che lavorano ognuno per conto proprio".

Due errori. "Il primo è stato non aver supportato allenatore e squadra in modo corretto. Il secondo è non aver percepito che il nostro miglior giocatore nella dichiarazione di distacco aveva dato un messaggio più forte di quello che avevamo interpretato. Ho sovrastimato la possibilità che con Alessandro ci potesse essere una continuità serena. Alla fine abbiamo pagato noi e lui. Con il senno di poi, sarebbe stato meglio per entrambi crescere in maniera disgiunta. Un errore di affetto, e resterà un rimpianto".

#noPianigiani. Infastidito? "Tantissimo perché sono pregiudizi non legati al valore della persona. Vi chiedo: ma sono il coach e i giocatori ad aver creato un sistema, o è qualcun altro? Lui allenava, loro giocavano. Punto. Ho preso da Siena allenatori e giocatori serenamente, eppure sono l'unico ad aver denunciato il sistema Siena."