A2 - Derby a Bologna, parla Boniciolli "Due squadre competitive e ben allenate"

 di Redazione Pianetabasket.com  articolo letto 330 volte
A2 - Derby a Bologna, parla Boniciolli "Due squadre competitive e ben allenate"

Non manca mai l'occasione di parlare di derby. E la serie A2 propone uno dei più classici derby della pallacanestro italiana, mettendo a confronto le due formazioni bolognesi Virtus e fortitudo. Ne parla, oggi, Damiano Montanari su Stadio con il coach dell'Aquila Matteo Boniciolli. Ecco le sue parole:

Guardandosi indietro, è pienamente soddisfatto del mercato dell’Aquila? Con la società si è lavorato con grande anticipo. Il mercato o si fa subito o si fa negli ultimi giorni, quando i giocatori buoni che non hanno ancora trovato spazio hanno prezzi diversi da quelli proposti inizialmente. Abbiamo fatto tutto quello che volevamo. Bravi tutti. Lamma, Pasi, Pavani. Dopo la mancata accettazione della nostra proposta da parte di Amoroso, siamo stati rapidi nel fare le mosse giuste. A Valerio abbiamo proposto il nostro massimo. Stiamo seguendo un programma.

In questi mesi ha fatto scelte precise. Abbiamo valutato che Candi avesse bisogno di un play importante al suo fianco, perchè i suoi alti e bassi sono stati utili per la sua crescita, ma se vuoi fare un salto di qualità non puoi metterti nelle mani di un ragazzo di vent’anni. E’ arrivato Ruzzier, un play anni Ottanta, che pensa prima agli altri e poi a sé. Avrà un rendimento costante. Con Candi formerà una coppia di altissimo livello, anche considerando la penuria generale nel ruolo. Quaglia, che sta trattando per fare il terzo lungo in A2, è migliorato tanto, dimostrando il suo valore, ma ha bisogno della certezza di stare in campo abbastanza. Quindi siamo andati su Gandini, un giocatore di grande consistenza.

Ed è arrivato Mancinelli per Amoroso… Siamo stati molto bravi ad aspettare Valerio. Quando prendi un giocatore, lo paghi molto rispetto ai tuoi parametri e lui o gioca menomato o non gioca, possono esserci dei malumori. Ma la società è stata molto equilibrata e si è fidata delle mie indicazioni. Valerio ha giocato play off importanti in condizioni accettabili. A oggi non ha ancora firmato con nessuno. Ognuno si comporta come preferisce. A quel punto abbiamo avuto la “fortuna” che Mancinelli finisse il suo rapporto con Torino. L’avevo fatto giocare qui da ragazzino nella mia prima esperienza in Fortitudo. Ha costi ragionevoli per la società. E ha dimostrato che, se si vuole un posto, si può anche rinunciare a qualche soldo.

Come risponde alle recenti polemiche di Daniel e di Amoroso nei suoi confronti? Sono molto dispiaciuto di quello che ho letto, ma ho assolutamente il cuore in pace. Entrambi sanno cosa è successo. Ognuno ha diritto di vedere le cose con il suo punto di vista: il loro non è stato il nostro.

La Fortitudo ha cambiato la coppia degli americani. Un rischio? Roberts è di sicuro affidamento, Knox è arrivato per la necessità tattica, dopo l’arrivo di Mancinelli, di avere un lungo più lungo e con maggiore perimetralità di Daniel. Per me è molto interessante. E’ maturo, vediamo come si adatterà. Concordo con Finelli: la squadra è stata completata seguendo il programma di due anni e mezzo fa. Ed è una importante per la categoria. Comunque vedo che anche la “retrocessa” si è mossa bene”.

La “retrocessa” è la Virtus. E’ già un clima da derby. Oggi chi è più forte? La Virtus ha un roster molto competitivo. Leggo di Bryon Allen. Lo avevo già opzionato: in caso di Serie A avrebbe giocato con la Fortitudo. Poi lui ha fatto le sue scelte. In panchina è arrivato Alessandro Ramagli, uno dei pochi amici veri che ho nella pallacanestro. Grazie alla Virtus, faremo un “tortellino night” a settimana. Sia la Fortitudo, sia la Virtus sono ben costruite e saranno ben allenate. Dovranno confrontarsi con Mantova, Treviso, Ferentino, Ravenna, che per me sarà la sopresa, Trieste. In Serie A non è neanche cominciata la prestagione e sappiamo già chi ha vinto lo scudetto (Milano). La LNP è un bell’esempio di incertezza vera e non fittizia del risultato: ci sono almeno otto squadre in lotta per la promozione.

Concorda con Finelli quando dice che la Fortitudo non deve necessariamente salire in A quest’anno ma può farlo nel giro di due o tre anni? Non sono così sciocco da pensare che siamo più bravi di tutti. Soprattutto con una promozione su 32 squadre. Firmerei per fare il percorso di Brescia: una finale persa, una semifinale persa e una finale vinta. Credo che faremo un campionato importante. Ma quando pensi che se non vinci è un disastro, al 99% vai verso il disastro. Abbiamo avuto più di 1600 abbonamenti dopo dieci giorni; altre società ne hanno 250 dopo un mese. Vogliamo consolidare il rapporto col pubblico, vincere più partite. E magari avere una sfortuna leggermente inferiore: l’anno scorso è successo di tutto.

Dopo tante scommesse vinte, quella di quest’anno sarà Campogrande da play? Sarà Campogrande da giocatore importante. Per duttilità può ricoprire tre ruoli. Dopo Candi migliore Under 22 di A2 e Montano scoutizzato da molti club di A sarebbe un grande risultato.

Tra i giovani c’è Di Poce, arrivato dalla Sam Basket. E’ un play di 1,94 m, gran tiratore. E’ stata un’operazione economicamente molto vantaggiosa per la società. Speriamo segua la strada di Campogrande. Come Errera sarà nei dodici.

Come finirà la telenovela per Diop? Sono sicuro che non arriverà. La società (Virtus Feletto) vuole tenere il ragazzo un altro anno perchè ha ambizioni di risultati a livello giovanile. Probabilmente andrà a Udine, in A2, in doppio tesseramento. Gli auguriamo le migliori fortune.

Il 23 e il 24 settembre la Fortitudo giocherà all’Unipol Arena la prima edizione della Supercoppa di LNP. Un’altra iniziativa intelligente. Ma – lo dico scherzando – se qualcuno mi dicesse che per andare in Serie A dovessimo arrivare quarti in Supercoppa, non qualificarci per la Coppa Italia e perdere i due derby, ci metterei la firma.