Quando il main sponsor è tutto: FIAT superpotenza, dubbio Enel

 di Alessandro Palermo  articolo letto 6584 volte
Giorgio Armani
Giorgio Armani

In questo editoriale analizziamo l'importanza del main sponsor di una società di Serie A, prendendo gli esempi di FIAT e Enel, completamente diversi tra loro e che in questo momento stanno vivendo situazioni (sportive) opposte. Con la multinazionale torinese fondata da Giovanni Agnelli, l'Auxilium ha trovato l'oro. Ora la formazione piemontese si candida ad un posto tra le big del prossimo campionato. A Brindisi, invece, i tifosi potrebbero svegliarsi senza squadra, un incubo che potrebbe essere più reale del previsto.

Stamane la notizia shock: la New Basket Brindisi può sparire dal panorama cestistico italiano. A sganciare la "bomba" è stato il presidente Nando Marino, intervistato da "Il Quotidiano di Puglia".

«Potremmo essere costretti a considerare chiusa la favola del basket a Brindisi», questa è la frase simbolo dell'intervista a cura di Roberta Grassi, che alle orecchie dei tifosi pugliesi rimbomba a tal punto da far venire il mal di testa, e non solo quello. «L'azienda - prosegue Marino - ha utili per 15 miliardi, ha sponsorizzato il Giro d'Italia e ha fatto bene. Ma ora attendiamo che si faccia viva con noi. Se non c'è lo sponsor di Enel potremmo chiudere col basket». Parole dure, quelle del presidente Marino, che fanno venire i brividi lungo la schiena a tutti i tifosi biancoazzurri. Brindisi è una città passionale, che ha saputo - nel giro di pochi anni - trasformarsi in una delle piazze più calde dell'intera Serie A. Non a caso, in occasione della recente Coppa Italia, Rimini è stata invasa dai tifosi pugliesi, giunti da lontano per sostenere la propria squadra nel match contro l'Olimpia Milano. E, da non sottovalutare, di giovedì (16 febbraio scorso), un giorno lavorativo e scomodo per tutti.

«Potremmo prendere in seria considerazione l'eventualità di chiudere la favola basket Brindisi», Marino non scherza affatto, per sfortuna dei tifosi brindisini non si tratta di un pesce d'aprile posticipato. «Non abbiamo al momento ricevuto alcuna proposta - racconta il patron della New Basket - ma abbiamo le idee chiare su quali siano le nostre aspettative: abbiamo più volte detto che chiediamo a Enel il rispetto della nostra storia sportiva degli ultimi 5 anni. I risultati conseguiti sono stati brillanti. Da quanto emerge dagli studi fatti dagli advisor nazionali sull'esposizione del marchio, per altro, attraverso la maglia, attraverso i giornali, risulta che l'investimento fatto da Enel a Brindisi è più basso rispetto al beneficio ricevuto. Quindi non capiamo come un'azienda che produce utili per 15 miliardi, che investe per il Giro d'Italia possa seguire una logica di riduzione del contributo a un progetto sportivo vincente che continua ad andare bene e che ha una sua cassa di risonanza a livello nazionale. Stiamo parlando di una delle squadre che è andata più spesso sui canali Sky ottenendo i migliori responsi in termini di audience migliori».

Ma non è finita qua, perché c'è dell'altro. Qualcosa che farà ancora più male al tifoso brindisino, una ferita enorme: «Qualora Enel dovesse fare una proposta non in linea con le nostre aspettative, considerando che i tempi della trattativa si sono già dilatati forse anche troppo, visto che abbiamo già inoltrato pratiche per l'iscrizione, potremmo seriamente prendere in considerazione di chiudere. Vendere il titolo? Non è un'ipotesi da scartare». Brindisi potrebbe vendere il suo sogno, è questa la triste quanto dolorosissima verità. Marino, sempre a "Il Quotidiano di Puglia", spiega come Enel non si faccia viva da sei mesi, ritardando il confronto attorno ad un tavolo. E, se le cose stanno davvero così, non sono di certo segnali positivi.

PALAZZETTO
Che dietro al silenzio di Enel ci sia la querelle legata al nuovo palazzetto? Possibile, questa però è soltanto una nostra personalissima opinione. Dai prossimi playoff, stagione 2017-'18, tutte le società di A dovranno avere un impianto da gioco di almeno 5.000 posti, obbligo che diventerà tale per tutte le squadre poi anche dalla regular season dell'anno seguente. Legabasket ha preso una decisione che mette nei guai molti club attualmente nel massimo campionato italiano, tra questi, c'è Brindisi. Troppo pochi i 3.534 posti del "PalaPentassuglia", inaugurato nel 1981 e ristrutturato nel 2010, dopo la promozione della New Basket in Serie A. Con il consenso del CONI e dei Vigili del Fuoco, il "Pentassuglia" è passato dai 2502 posti, agli attuali 3534, non più sufficienti per mantenere la categoria in futuro. Il problema palazzetto, a Brindisi, è qualcosa che preoccupa i tifosi da diverso tempo ma - a quanto pare - non così drammatico per Marino: «La questione palazzetto mi preoccupa molto meno. Dinanzi a un contratto biennale con le cifre giuste, tenuto conto che non vi saranno variazioni negli investimenti dei soci, ci sarebbero le possibilità anche per poter pensare in grande a una nuova casa del basket. Ma tutto passa attraverso il finanziamento dell'Enel». Ecco, alla faccia che la questione palazzetto non preoccupa, se dipende tutto da Enel, Brindisi rischia davvero di salutare la Serie A... e sarebbe un gran peccato.

TORINO
L'Auxilium, invece, e con lei tutti i suoi tifosi, sta vicendo una situazione ben diversa, praticamente opposta. Stipulando un prestigioso accordo con FIAT, la formazione gialloblù ha stravolto le proprie ambizioni, candidandosi come una delle protagoniste della prossima stagione. FIAT e l'Auxilium sono intenzionate a fare le cose in grande, e non lo stanno dimostrando con le parole ma con i fatti. La firma di un coach come Luca Banchi potrebbe bastare per presagire una stagione ai vertici ma, d'altronde, senza grandi giocatori non si va da nessuna parte. Ed i grandi giocatori come si prendono? Con i soldi, ovviamente, e per FIAT - questo - non è di certo un problema per Torino.

In realtà, però, ci riferivamo a ben altro: oggigiorno, in Europa, più di tutto contano le coppe. Partecipare ad una competizione internazionale permette al club di farsi conoscere e, soprattutto, di attrarre atleti di un certo calibro. Con una coppa in ballo, i giocatori sono molto più attratti da eventuali proposte anche di un campionato come il nostro con sempre meno fascino. La vetrina, però, deve essere luccicante. Lasciando da parte le metafore, disputare una stagione in FIBA Cup o in FIBA Champions League è un conto, giocare in EuroCup - ad esempio - è un altro. Per questo motivo la FIAT ha presentato domanda per l'iscrizione nella seconda coppa più prestigiosa del continente, appunto l'EuroCup, seconda soltanto ad EuroLega. Torino ha fascino in Europa, da anni è molto conosciuta e apprezzata per gli sforzi fatti in ambito sportivo, per questo EuroCup potrebbe accogliere a braccia aperte l'Auxilium. Senza dimenticare la potenza del marchio FIAT, conosciuto in tutto il mondo. Ma è ancora presto per festeggiare. Banchi, nel frattempo, ha fatto capire quanto tutto dipenda dalla partecipazione alla coppa in questione: «L'EuroCup è un sogno, da cui dipenderà il modo di costruire la squadra»,  Il discorso non fa una piega. Intanto, non a caso, alla FIAT viene accostato nientepopodimeno che Daniel Hackett, talento dell'Olympiacos e della Nazionale italiana. Fino a due anni fa, Torino, non si sarebbe mai potuta permettere un giocatore così ma adesso, con Banchi in panchina, con un aumento del budget e con la possibilità concreta di giocare una coppa, tutto è cambiato. Nella stagione 2017-'18, l'Auxilium avrà molto probabilmente un budget secondo soltanto a quello della corazzata Olimpia Milano, sponsorizzata dal potente Giorgio Armani. Sicuramente in estate ne vedremo delle belle, Torino potrebbe creare una formazione molto competitiva. E pensare che l'accordo con FIAT è stato sottoscritto soltanto a settembre inoltrato, con il roster già fatto. Chissà cosa sarebbe successo se Auxilium e FIAT avessero stretto l'accordo a giugno! Torino avrebbe potuto puntare allo scudetto già in questa stagione. Scudetto, già, scudetto. Parola forte? Con i soldi si possono fare tante cose, Armani avrà un avversario tosto da qui ai prossimi anni.

CONCLUSIONE
Brindisi e Torino, situazioni diverse, anzi opposte. Per i pugliesi tutto dipende da Enel, in ballo c'è il futuro di una città intera che potrebbe ritrovarsi senza squadra. Dall'altra parte, invece, per l'Auxilium tutto dipenderà dalla partecipazione o meno alla prossima EuroCup. Scenari completamente diversi. Torino potrebbe avere una squadra blasonata, in caso di coppa, oppure una squadra meno profonda e competitiva... ma sempre squadra sarà, i tifosi gialloblù non corrono il rischio di svegliarsi in un incubo. FIAT fa fare sogni tranquilli.
Editoriale a cura di Alessandro Palermo