Euroleague: nella sconfitta con Gran Canaria regia dell’Olimpia divisa tra Dr. James e Mr. Cincia

Contro gli spagnoli l’Armani conferma il calo di energia, ma denuncia anche qualche problema strutturale
07.12.2018 02:48 di Paolo Corio Twitter:   articolo letto 1552 volte
Euroleague: nella sconfitta con Gran Canaria regia dell’Olimpia divisa tra Dr. James e Mr. Cincia

Se le batterie in riserva paiono non fermare l’Olimpia Milano in Campionato, diverso è il discorso in Euroleague: la sconfitta interna contro Gran Canaria per 86-94 va infatti principalmente letta alla luce di un deficit di energia che ha sistematicamente impedito agli uomini di coach Pianigiani di riprendere in mano il match dal secondo quarto in poi. Ma ci sono anche altri fattori da considerare…

La doppia faccia del play

Vero, Dr. James è il genio un po’ folle che trova nel finale le due giocate vincenti per le (oggi ancora più preziose) vittorie interne su Khimki ed Efes. E’ quello che poi assicura canestri e carattere per mettere in cascina altro fieno a Istanbul sul parquet del Darussafaka e al Forum contro il Baskonia. Ed è di gran lunga il migliore per punti realizzati (19,5 di media) e assist (7,4) in queste prime undici partite di Eurolega, oltre a essere il più tenuto in campo (35’25”) con notevole distacco su tutti gli altri, eccezion fatta per Micov (31’31”). Ma è anche quello che a volte coltiva il sogno di sparigliarla da solo proprio come avvenuto contro Gran Canaria, senza però che le sue medie, a dispetto dei 26 punti e 8 assist a referto, rendano possibile l’impresa: 4/8 da due, 3/11 da oltre l’arco, con un esaustivo -6 di valutazione. Ma quel che è peggio, con le sue incursioni offensive dal palleggio che non riescono a ottenere nulla, se non di far saltare schemi e tempi d’attacco di tutta la squadra.

Mr. Cincia(rini) è invece quello che rimane in panchina a guardare la partita per più di due quarti e mezzo, poi entra e mette ordine con una semplice ma efficace regia, arricchita da una congenita intensità difensiva e da qualche giocata (come la penetrazione del 71-75 al 33° e la tripla del 74-79 al 36°) degne dello stesso Dr. James. E la questione, a ben vedere, sta proprio qui: se Cinciarini (10 punti e 2 assist nei 13’ contro l’Herbalife) riesce ad aggiungere dei lampi di classe al suo essere al servizio della squadra, James non riesce invece sempre a fare il necessario “downgrade” per mettere il suo indiscutibile talento a vantaggio dei compagni. In altre parole, quando Dr. James riuscirà a capire quando lasciare il posto a Mr. Mike, l’Olimpia non potrà che beneficiarne in termini di punti e vittorie. Altrimenti, nelle serate storte, possibile che arrivino sconfitte come quest’ultima. 

Sempre i soliti noti (ma sempre più stanchi)

Contro Gran Canaria va in scena per l’Armani il solito minutaggio: 37’49” per James, 33’09” per Micov, 28’48” per Brooks, 27’08” per Bertans, 26’17” per Gudaitis. Seguono con ampio distacco Cinciarini (13’09”) e un Tarczewski che peraltro non si merita molto di più dal momento che pareggia punti e falli commessi (3 in 12’48”, più la miseria di un solo rimbalzo). Coach Pianigiani si affida insomma ai soliti noti, ma l’unico che risponde presente - dopo qualche balbettio iniziale e comunque con un insufficiente 2/7 al tiro - è Gudaitis: 16 punti (12 dei quali realizzati dalla lunetta su 14 tentativi), 17 rimbalzi (10 dei quali offensivi) e 10 falli subiti, per una tripla doppia che non ha valore statistico ma ne certifica la concretezza in campo. Gli altri invece appaiono sempre più stanchi e meno consistenti. A partire dal professor Micov, la cui scarsa reattività si traduce in pessime percentuali al tiro (0/4 da due, 2/6 nelle triple per 6 punti complessivi), ma soprattutto nella deleteria impossibilità per l’Olimpia di poter contare su un regista aggiunto nei momenti topici. Bertans va in doppia cifra (11), ma con meno precisione chirurgica del solito (1/2 da sotto, 2/6 dalla lunga), mentre meno energia che in un recente passato arriva da Brooks: 9 punti e 6 rimbalzi, ma senza mai fare la differenza dall’una come dall’altra parte del campo. E senza che coach Pianigiani prenda mai in considerazione Burns se non per…

Christian e i cambi in stile hockey

“La squadra davanti a tutto”. E magari anche: “Essere professionisti significa obbedire al coach”. Non sappiamo se Christian Burns, voluto a tutti i costi dall’Olimpia prima ancora che finisse lo scorso Campionato, ami citare questi precetti dello sport, ma certo li mette in pratica in ogni partita di Euroleague. Con l’apice raggiunto proprio contro Gran Canaria: 55" in tutto di impiego. Ovvero 40” alla fine del secondo quarto e altri 15” nel terzo, in cui viene messo sul parquet a 21” dalla sirena per poi cambiarlo 6” dopo. Vero che in quel lasso di tempo riesce a commettere un fallo quanto meno ingenuo, mandando in lunetta Oliver (7 punti e 6 assist), ma vero anche che non battere ciglio con minutaggi da hockey su ghiaccio è indice di una disponibilità encomiabile. E che forse andrebbe sfruttata in altro modo…

Diverso invece il discorso per Kuzminskas: malgrado le solite sbavature, trova minuti di fiducia da coach Pianigiani e applausi di incoraggiamento dal pubblico a dispetto di soli 5 punti a referto, tra i quali spicca la tripla dell’80-82 che al 36° illude i tifosi milanesi della possibilità di una rimonta finale. Che però viene rintuzzata da Gran Canaria con i punti finali di Pauli (9 a referto), determinanti tanto quanto in precedenza quelli di Eriksson (top-scorer con 17), Tillie (12), Balvin (10, con 5/5 da sotto) e l’ex-trentino Radicevic (10 a sua volta). 

Paolo Corio