A Rimini Scafati vince 76 a 80 e ritorna nel paradiso della A1

Grande impresa degli scafatesi che dopo un anno di purgatorio hanno riconquistato il paradiso.
26.04.2026 20:35 di  Carmine Sorrentino   vedi letture
Capitan Mascolo
Capitan Mascolo
© foto di Givova Scafati

C’è un nuovo volto che da stasera osserva i fedeli dalle nicchie profumate d'incenso della chiesa grande di Scafati. Accanto alla Madonna e ai martiri della fede, siede ora San Vitucci. Non porta una palma, ma un fischietto e una lavagna tattica, strumenti con cui ha compiuto l'impossibile: trasformare un anno di sofferenza in un’estasi collettiva.
Il cielo sopra l'Adriatico non era mai stato così plumbeo, carico di un’elettricità che solo le grandi battaglie sanno generare. Quella di stasera non era una semplice partita di pallacanestro; era un’ordalia, un rito di purificazione per un popolo che per dodici lunghi mesi aveva masticato la polvere amara della serie cadetta. Scafati cercava la luce, e per trovarla doveva attraversare l'inferno del Palasport Flaminio di Rimini.

La serata è stata una sinfonia di emozioni contrastanti. Scafati è partita come un esercito di angeli sterminatori. Il +16 del primo quarto non era solo punteggio, era una dichiarazione d'intenti. Ma Rimini non era lì per fare da comparsa nel film di qualcun altro. La Dole Basket ha lottato con la forza della disperazione, trasformando il parquet in una trincea. Il vantaggio si assottigliava, il canestro sembrava restringersi sotto la pressione di un intero popolo che attendeva il miracolo.

Il terzo quarto è stato un duello d'altri tempi, un corpo a corpo dove ogni possesso pesava come un macigno. Ma è negli ultimi dieci minuti che la storia ha deciso di farsi leggenda. In quel finale concitato, dove i nervi saltano e le gambe tremano, Scafati ha tirato fuori gli attributi. Non è stata solo tattica, è stata la fame di chi ha conosciuto l'esilio e non vede l'ora di tornare a casa.
Il profeta di questa serata, l'apostolo della vittoria, è stato Mascolo. Una prestazione da MVP che rimarrà scolpita nella pietra: 22 punti che hanno squarciato la retina, 5 rimbalzi strappati al cielo, 4 palle recuperate con la rapidità di un ladro di sogni e 6 assist per i compagni. Con lui, Scafati ha toccato il paradiso. Il purgatorio è finito.
Le campane suonano a festa: la Serie A ha ritrovato un’altra regina del Sud.

Hanno arbitrato i signori : Roberto Radaelli di Porto Empedocle (AG), Alessandro Costa di Livorno, Giulio Giovannetti di Recanati (MC).
Le formazioni in campo al Palasport Flaminio di Rimini :
DOLE BASKET RIMINI :
Porter 14, Leardini, Saccoccia, Tomassini 9, Denegri 12, Sankare 2, Marini 7, Pollone 3, Simioni 4, Camara 11, Alipiev 14. All. Sandro Dell’Agnello
GIVOVA SCAFATI BASKET :
Walker 15, Chiera 3, Iannuzzi 2, Gentile 15, Allen 14, Italiano, Mascolo 22, Nobili 5, Bartoli, Caroti 4. All. Frank Vitucci.