The FIBA - Euroleague War: No Coppe, No Party! Giocatori e sponsor in fuga: il redde rationem a ottobre

 di Umberto De Santis Twitter:   articolo letto 2069 volte
The FIBA - Euroleague War: No Coppe, No Party! Giocatori e sponsor in fuga: il redde rationem a ottobre

La grande paura, quella che nessuno voleva prendere in considerazione, si è materializzata con un tweet di Darius Johnson-Odom che nel giro di poco tempo è sparito dai social media, ma che tanti hanno letto:  "No Eurocup, no Sassari, sorry". La mancanza della Coppa ridimensiona evidentemente le aspirazioni di visibilità dei giocatori, oltre a quelle economiche dei clubs che avevano aderito alla manifestazione dell'ECA. Mentre risalgono le quotazioni di quelli che disputeranno la Champions League che di fronte ad una Eurocup mutilata risale nella considerazione continentale. Mors tua, vita mea avrebbero detto gli antichi Romani. Paradossale, perchè proprio la vittoria nella piccola Eurochallenge della FIBA aveva lanciato nel panorama europeo Reggio Emilia. Morale numero uno: non importa se giochi Euroleague o la Coppa del Nonno, l'importante è la visibilità che ti regala una vittoria.

Scrive la Nuova Sardegna: "Un tweet come un campanello d'allarme subito sopito, probabilmente dallo stesso giocatore, ma sintomatico di un momento in totale, continuo e indecifrabile divenire. Un passo indietro. Sulla questione Europa, la scelta della Dinamo Banco di Sardegna è quella del silenzio. Una scelta ragionata e condivisa anche da Reggio, Trento e Cantù." Quattro formazioni spalle al muro, che possono solo sperare che, contrariamente alle sue abitudini, la Commissione Europea decida di dare uan risposta alle istanze in tempo ragionevole - in fin dei conti si giocherà ad ottobre e tempo ce ne sarebbe - per accontentare la FIP e la FIBA fino al 21 agosto (così la minaccia di NON far giocare alla Nazionale azzurra i Giochi Olimpici tramonterà definitivamente) e prendersi la rivincita a settembre.

Ma come abbiamo già spiegato ai lettori di pianetabasket.com la vera partita si giocherà nel prossimo ottobre quando al tavolo del CIO si siederanno gli sponsor per la programmazione pubblicitaria del nuovo quadriennio olimpico che porterà a Tokio 2020. A chi si siederà verrà certamente detto di fare una scelta: si al Comitato Olimpico, no a Euroleague Basketball. Una contrattazione commerciale in barba a tribunali civili e commissioni politiche dall'esito prestabilito, visto il numero degli sponsor che sgomitano per sostituire gli esistenti. E' lì che ECA dovrà dimostrare di non soffrire la presa della FIBA. Che intanto avrà rodato il suo format, pronta alla sostituzione in toto della manifestazione di Bertomeu. Che con quattro spagnole e quattro turche su 11 superstiti - Milano si ridurrà alla ragione da sola - che alla prima occasione saranno espulse dai propri campionati nazionali vedrà progressivamente erodersi la torta economica dei diritti televisivi, visto che di europeo ha sempre meno...