Rimini: Crabs, l'iscrizione è fatta, per decollare serve carburante
Rimini - Non tutti i problemi economici sono risolti, assolutamente, ma intanto oggi verrà formulato l’atto di ricostruzione del capitale sociale del Basket Rimini, passaggio propedeutico per l’iscrizione alla Legadue, iscrizione che a questo punto appare assodata. La ‘public company’ che regge le sorti della società romagnola può esibire un 70% di adesioni, il 55% delle quali già ratificate da un accordo scritto. «Non c’è più l’acqua alla gola — attacca il presidente Adriano Braschi, l’uomo che da mesi è impegnato in una spasmodica ricerca di risorse per mantenere in vita il club di via Dante, un personaggio che non si è mai voluto arrendere nemmeno quando gli scenari erano tetri —. Attenzione, però: dobbiamo rimediare ancora degli sponsor, è vitale, altrimenti il ‘castello’ rischia di crollare prima di partire», avverte il massimo dirigente dei Crabs, che in questi giorni si vedrà con Giancarlo Sacco, peraltro in procinto di volare negli States a seguire la Summer League, per chiudere il discorso relativo all’allenatore, primo tassello della squadra che verrà. «Quella del tecnico era l’ultima delle preoccupazioni, tra noi c’era già una parola», aggiunge Braschi, fortemente convinto di poter giungere a una soluzione positiva della questione con il coach pesarese.
SUL PARCO giocatori, invece, tutto è ancora in alto mare. Sarebbe ovviamente importante riuscire a trattenere Rinaldi, il 24enne lungo impegnato con la nazionale azzurra a Pescara ai Giochi del Mediterraneo. Ma le divergenze economiche potrebbero rivelarsi uno scoglio durissimo. «Tommaso? Se vuole rimanere, lo accogliamo a braccia aperte. E’ chiaro che possiamo solo adeguare il suo compenso, non fare follie. Cifre esuberanti qui non ci sono. Poi le valutazioni spetteranno al ragazzo», precisa il presidente dei granchi, che ha in piedi pure una ‘chiacchiera’ con Carlton Myers. Alla guardia, 38 anni compiuti lo scorso marzo, non dispiacerebbe chiudere la carriera nella sua Rimini, però essendo abituato bene non si accontenterebbe certo di un modesto ingaggio. A quel punto l’affare diventa fattibile solo se Myers porta con sé qualche personaggio (leggi sponsor) che, grazie al suo intervento, farebbe felice sia le casse del Basket Rimini, che lo stesso Carlton. Di fatto, una vera e propria operazione commerciale.
Alberto Crescentini