Vigevano: Radici vuole arrivare a 20 soci e un aiuto dai politici per l'impianto

28.06.2009 09:41 di  Roberto Bernardini   vedi letture
Fonte: La Provincia Pavese

Una decina di soci ora, ma con l’obiettivo di raddoppiarli entro ottobre, e una squadra capace di salvarsi, nonostante un budget ridotto. E’ la Miro Radici al ritorno tra i professionisti.
Giovedì Vigevano ha spedito la richiesta di iscrizione alla Comtec, la commissione tecnica che valuta se le società sono in regola, ed entro martedì dovrà pagare le tasse di iscrizione e costituire la srl, come richiesto dalla Lega.
Il vice presidente Riccardo Capelli non fa i nomi né dice quanto daranno i nuovi soci, ma garantisce che la srl nascerà e che resterà con le porte aperte a nuovi ingressi. «Abbiamo dovuto fare tutto molto in fretta, anche troppa per chi si è ritrovato in LegaDue senza programmarlo - spiega Capelli - . Con le deleghe dei soci in questi giorni io e Gibillini andremo dal notaio per la nuova società. Tra i nuovi soci ci sono anche non vigevanesi, ma capisco i miei concittadini perché bisogna dare tempo alla gente di capire l’importanza di questo progetto. Qualcuno ci ha chiesto tempo per pensarci, qualcuno non diventerà socio, ma comprerà un cartellone pubblicitario. Io però punto sempre a costituire una società sul modello di Treviglio, cioè con tanti soci da qualche migliaia di euro ciascuno». La società avrà anche il contributo dei tifosi, che si sono impegnati a raccogliere un gruzzolo da aggiungere al budget.
Per diventare soci del basket ducale è stata prevista un tassa d’ingresso di almeno 10mila euro. Tra di loro non ci sarà Nicola Radici, che però resta sponsor. «Ho cercato qualche potenziale socio per Vigevano e mi sono impegnato ad aumentare il mio contributo, non direttamente come Miro Radici, ma attraverso nuove aziende partner - dice mister Miro Radici - . E’ giusto che la società mantenga le porte aperte, ora i soci sono una decina, ma dobbiamo arrivare almeno a venti entro ottobre per navigare in questi mari tempestosi. Del resto i 10mila euro previsti per diventare soci non sono molti». Radici parla anche dell’obiettivo della società. «Dobbiamo arrivare almeno terz’ultimi, così da evitare le retrocessione - dice l’imprenditore bergamasco - e dobbiamo riuscirci spendendo il meno possibile, perché la crisi non lascia alternative e perché non è nemmeno educativo buttare via i soldi».
L’unica grana resta il campo visto che il nuovo palasport aprirà a gennaio. Radici reputa fondamentale restare al palaBasletta, per non pagare l’affitto di altri impianti e per mantenere il legame con la città. Il regolamento di LegaDue però prevede impianti da 2.500 posti e con almeno due metri di spazio libero attorno al campo, caratteristiche che il palaBasletta non ha. «Raramente si vedono 2.500 spettatori in LegaDue e credo che per match come Vigevano-Roseto e Vigevano-Jesi i 1.400 posti del palaBasletta potrebbero bastare - dice Radici - . Questi regolamenti sono troppo fiscali e soprattutto non sono adatti ai tempi di crisi. La Lega dovrebbe concedere la deroga e poi se in calendario c’è la Fortitudo andiamo a giocare quella singola partita a Novara o al palaLido. Se la Lega non ascolta i club, dovrebbero essere le istituzioni a muoversi per chiedere la deroga. Se invece il problema è la sicurezza del palaBasletta credo il Comune potrebbe anche spendere per sistemarlo. Quanto ai vigevanesi penso che capiranno che avere la serie A dal punto di vista sociale è importante e ci aiuteranno».

Claudio Malvicini