Forlì prepara le domande di ripescaggio
E COSÌ, già oggi la FulgorLibertas potrebbe avere notizie positive, a sole due settimane dalla retrocessione. Anche se è probabile che non ci sia un terremoto e che Forlì resti dunque ancora in attesa. Il punto, ad ogni modo, è sempre lo stesso: l’estate è lunga, la crisi morde, sono dieci anni che avvengono ripescaggi, le ultime stagioni sono sempre state tre le beneficiate, e allora Forlì dovrebbe festeggiare sapendo di avere il tagliando numero uno. Beh, non è proprio questo il clima. Chiaramente perché si è reduci da una retrocessione che lascia terra bruciata (quasi certi gli addii di Vucinic e Alberani, solo 4 i giocatori sotto contratto, tra cui Campani e Basile...) e poi perché c’è una società che deve dare ancora risposte. La presentazione di Gino Natali è una di queste, e positiva. Ma non l’unica che la FulgorLibertas deve saper dare, prima di tutto a se stessa. La piazza ha accolto di buon grado l’arrivo di Natali, che simbolicamente chiude con gli anni del dilettantismo. Ma anche Nicola Alberani era una buona soluzione per la società, a luglio: e non avrebbe varie offerte se mezza Legadue non la pensasse così. Il primo problema sono i rapporti con il resto dell’ambiente. Gianni Genesi qualche settimana fa diceva: «Il problema è che fatturiamo poco, quando si va alla tasca si è tutti meno sereni». Ecco allora alcune domande alle quali da via Zuelli devono ancora rispondere, domande che davvero valgono un ripescaggio: chi ci sta in questa nuova avventura, a prescindere da Natali che sarà stipendiato e non socio? Con quali risorse economiche si può pianificare il futuro? Si può ancora contare sui piccoli soci? La Legadue, dopo, verrà da sé.
Marco Bilancioni