Conad Biancoblù, l'appello di capitan Pecile: "Bologna, aiutaci ad accenderci!"

Fonte: Il Resto del Carlino
Andrea Pecile - ©LegaDue
Andrea Pecile - ©LegaDue

«ABBIAMO bisogno di un PalaDozza pieno per accenderci». Non una mezzi termini il capitano della Biancoblù Bologna Andrea Pecile, per chiamare domenica contro Veroli il proprio pubblico in Piazza Azzarita.
«IL NOSTRO problema è che spesso facciamo fatica ad entrare nelle partite e poi ci troviamo a rincorrere. Un palazzo pieno e caldo ci aiuterebbe ad accederci immediatamente. Domenica dobbiamo vincere e abbiamo bisogno di un ambiente molto caldo che ci sostenga».
Si aspettava di essere ultimo in classifica in questa fase della stagione?
«Dobbiamo fare diverse valutazioni. La prima è che sapevamo che il nostro calendario ci riservava un inizio non facile, con tante gare in trasferta e che, quindi, dovevamo resistere nel girone d’andata perché poi al ritorno avremmo giocato subito tre incontri consecutivi al PalaDozza. Resistere significa che dovevamo vincere un paio di quelle tante partite che purtroppo abbiamo perso di due o tre punti a causa anche di qualche episodio sfortunato».
La seconda ?
«E’ che la squadra lavora bene durante la settimana ma non riesce a vincere le partite la domenica. Delle tante gare che abbiamo perso, solo a Verona siamo usciti veramente sconfitti dal campo».
Che cosa manca per ottenere i due punti?
«Una vittoria con goduria, quelle che generalmente svoltano una stagione. Poteva succedere a Reggio Emilia se avessimo infilato gli ultimi canestri dopo recuperato da un -16, e anche a Verona siamo arrivati a -7 poi un fallo tecnico e altri errori ci hanno rimesso in difficoltà. A noi manca un successo del genere, una vittoria che ci dia fiducia».
Non crede che tanto pubblico possa essere un ulteriore elemento di pressione?
«No. Qui quando un avversario arriva trova tutto bello. Scende sul parquet di uno degli impianti più prestigiosi per giocare a pallacanestro, in una città dove si vive di pallacanestro. Tante persone che tifano per noi potrebbero renderlo un po’ meno bello per chi arriva».
Il presidente Giulio Romagnoli ha detto che chi non se la sente può tranquillamente salutare la squadra. Ve la sentite?
«Era giusto che il presidente ci ponesse questa domanda. Non era la prima volta, anche all’inizio dell’anno l’aveva fatto. Io credo che tutti se la sentano, o meglio non credo che il problema sia il peso di avere sul petto la Effe scudata. Abbiamo giocato le prime due gare e le abbiamo vinte, poi dopo più di un mese siamo tornati al PalaDozza e non ci ricordavamo neanche più come si giocasse davanti al proprio pubblico. Abbiamo perso contro Ostuni e quella sconfitta ha segnato negativamente il nostro cammino fino a qui».
Da capitano, sente di aver dato tutto quello che poteva alla squadra?
«Io sono molto esigente con me stesso e a questa domanda rispondo che un mio canestro in più o un mio errore in meno avrebbe potuto cambiare l’esito di quel paio di partite che ci sarebbero servite per non essere in questa situazione. Non è stato così ma da parte mia, come da parte dei miei compagni, non è stata una questione di impegno».

 Massimo Selleri

Redazione Pianetabasket.com
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