L'Aget Imola brilla a sprazzi, Veroli vince in volata: 69-71
UN CANESTRO in penetrazione di Rosselli a pochi attimi dalla sirena permette alla Prima Veroli di vincere il Trofeo Andrea Costa numero 40. La partita è tirata come dimostra il finale punto a punto in cui l’Aget prima passa a condurre 68-67 grazie a una bomba di Ndudi Ebi ma poi è costretta ad arrendersi. Imola raggiunge il massimo vantaggio nel primo quarto (23-17) con un tiro dalla lunga di Alessandro Amici liberato da Moreno. All’inizio del secondo tempo sono invece i laziali a portarsi avanti fino al 35-41. L’osservato speciale dei numerosi tifosi accorsi per la prima al PalaRuggi è il centro nigeriano Ndudi Ebi che, a corto di preparazione, alterna schiacciate spettacolari a errori banali anche in fase di controllo.
Chi convince invece è Martin Ringstrom, in buono stato di forma e presente in maniera determinante sotto le plance. Tra gli esterni Patricio Prato e Trent Whiting, finchè la lucidità li accompagna, fanno buone cose poi la luce si spegne per il calo fisico.
DALLA panchina, vista l’assenza di Davide Bruttini, si alzano solo Moreno e Amici. L’impatto col match è positivo per entrambi e il secondo si aggiudica addirittura il premio come migliore under 23.
«Giocare punto a punto per 40 minuti — dice il coach dell’Aget Maurizio Lasi — con una squadra allenata come Veroli è già qualcosa di positivo visto che Ebi ha tre allenamenti sulle gambe ed è una settimana che ci alleniamo senza Bruttini».
L’ex Demis Cavina ha la sua idea su Imola: «L’Andrea Costa sta proseguendo nel cammino di rafforzamento — ha detto —. Ha costruito un gruppo con giocatori importanti senza troppe scommesse».
Aget Imola - Prima Veroli 69-71
AGET SERVICE IMOLA: Moreno 2, Laganà ne, Scagliarini ne, Riga ne, Burresi ne, Masoni 2, Ebi 15, Prato 16, Ringstrom 15, Preti ne, Whiting 14, Amici 5. All. Lasi.
PRIMA VEROLI: Reynolds 17, Binetti 2, Fontana, Rosselli 10, Iannone 3, Fiorini ne, Gatto 15, Kavaliauskas 2, Labbate 2, Jackson 13, Brkic 7. All. Cavina.
Arbitri: Ciano, Caroti, Masi.
Note: Parziali: 24-19, 35-38, 54-58.
Mirko Melandri