Il capitano del team messinese, che milita nel campionato di Serie C Nazionale, ha parlato del progetto che punta alla crescita e allo sviluppo del Settore Giovanile.
A Messina si torna, finalmente, a parlare di pallacanestro grazie alla F.P. Sport, squadra che milita nel campionato di Serie C Nazionale. Composta da un gruppo di giovanissimi guidati dall'esperienza di Cavalieri, Sabarese e Campi e dall'entusiasmo di Coach Francesco Paladina, la F.P. Sport Messina Basket è nata appena otto anni fa, grazie all'impegno del tecnico peloritano all'ottimo lavoro svolto con il Settore Giovanile.
In pochi anni il team messinese è riuscito a ritagliarsi uno spazio di assoluto rilievo nel panorama della pallacanestro siciliana, ponendosi come prima realtà cestistica messinese.
La successiva "congiunzione astrale" che ha visto l'ingresso in Società dell'esperto Claudio Cavalieri ha comportato per i peloritani un ulteriore salto di qualità sotto l'aspetto tecnico-organizzativo, che è poi fisiologicamente culminato con l'ammissione al campionato di Serie C Nazionale.
Il prestigioso risultato ottenuto assume una valenza ancor più significativa se si considera che ben otto atleti su dodici impiegati nello scorso campionato di Serie C Regionale provengono tutti dal florido vivaio messinese.
Punto di forza del roster della F.P. Sport è senza ombra di dubbio il capitano Claudio Cavalieri, che ai nostri microfoni ha parlato del progetto a medio-lungo termine della Società messinese.
Dopo tante stagioni giocate ad alti livelli tra Pallacanestro Messina, Casalpusterlengo, Cento, Sant'Antimo, Napoli, Patti, Viola Reggio Calabria e C.U.S. Messina cosa ha spinto Claudio Cavalieri ad accettare di mettersi in gioco in un campionato come la Serie C Regionale?
“
Io non ho scelto di giocare in Serie C Regionale, ma ho abbracciato un progetto a lunga durata e vedere l'entusiasmo dei miei compagni di squadra e di Francesco Paladina mi ha spinto a buttarmi in questa fantastica avventura senza guardare la categoria”.
Claudio Cavalieri, Francesco Paladina e la F.P. Sport Messina. Come è nato questo triangolo d'amore? Che allenatore è Francesco Paladina?
“E' nato tantissimi anni fa, quando sbarcai a Messina la prima volta nel lontano 1999. Lì ho conosciuto Francesco, che era giovanissimo e cominciava ad allenare i ragazzi della Pallacanestro Messina. Dopo l'ultimo anno al C.U.S. Messina si era spenta un po' la scintilla, anche perché avevo perso tanti soldi e il basket mi stava deludendo tanto dopo aver vissuto anni meravigliosi grazie alla palla a spicchi. Avevo voglia di smettere, Francesco è stato bravo a ricordarmi una promessa che gli avevo fatto tantissimi anni fa, cioè che prima o poi avremo fatto qualcosa insieme, così entrai in Società come socio di minoranza e pian piano riacquistai la voglia di giocare e di vivere la pallacanestro. Francesco, come Coach, è cresciuto da solo, è molto umile e ha tanta voglia di crescere. A mio modesto parere ha ampi margini di miglioramento, si impegna tantissimo e avrà grandi soddisfazioni. Poi devo per forza parlare bene di lui, altrimenti non mi fa giocare per punizione!”.
Non ci sono retrocessioni, ma nel vostro girone ci sono squadre di altissimo livello, molte con ragazzi provenienti da vivai importanti (Orlandina, Barcellona, Agrigento e Trapani) e con qualche atleta statunitense in grado di fare la differenza. Che ruolo può recitare in questo torneo la F.P. Sport Messina?
“Giochiamo senza pressioni, gli unici nostri obiettivi sono permettere di fare esperienza ai nostri giovani atleti e crescere gradualmente sotto l'aspetto organizzativo, gestionale e tecnico per buttare giù basi solide e magari il prossimo anno fare un piccolo sacrificio in più”.
A te, che anche quest'anno sei il capitano del team peloritano, si sono aggiunti altri due giocatori di grande esperienza come Marco Sabarese e Gabriele Campi, per il resto la squadra è composta da tanti giovani, molti dei quali provenienti dal vostro Settore Giovanile. Sei soddisfatto di questo inizio di stagione?
“Marco Sabarese e Gabriele Campi hanno creduto nel nostro progetto e sono felicissimo, sicuramente la mia presenza è stata per loro una garanzia e li ringrazio. Questa è una squadra composta da giovani atleti messinesi, tutti alle prime armi, e sono felicissimo di sbucciarmi le ginocchia per loro”.
A Messina la grande pallacanestro manca ormai da tanto tempo. Come mai? Cosa serve per rilanciare questo sport in città? Da parte vostra c'è grande forza di volontà, grande passione e grande entusiasmo, ma forse bisognerebbe avvicinare anche qualche imprenditore alla società messinese.
“Purtroppo l'Italia sta attraversando un periodo molto delicato e Messina rispecchia molto questo momento. Mi dispiace che una volta si poteva assaporare la Serie A in ogni sport, quando anche calcio e basket, oltre alla pallanuoto, erano in Serie A, mentre adesso la strada è in salita. Sono convinto che questo periodo passerà e si riaccenderanno dei meccanismi importanti per la città, lo sport è un grandissimo motore che riaccende anche il commercio, basta solo avere le persone giuste. Noi abbiamo tantissima voglia e ci muoviamo su più fronti per avere una crescita graduale, ma non nego che è difficile. Giochiamo per passione, senza stipendi e rimborsi spese e molte volte troviamo dei muri che però riusciamo a sorpassare. La gente comincia a credere in quello che facciamo e si avvicina alla nostra realtà, noi avremmo bisogno dell'aiuto di tutti per crescere ma questo non ci spaventa".
Assieme al Coach Francesco Paladina avete optato per il "PalaRitiro", una palestra periferica della città di Messina. Come mai questa scelta?
“E' stata una scelta ovvia, perché questa Società nasce lì e non volevamo snaturare le radici della nostra squadra. In più l'ambiente si sta sviluppando pian piano e i tifosi stanno crescendo. Quel posto dovrà diventare ogni domenica sempre più caloroso, la nostra casa”.
La F.P. Sport Messina è molto attiva soprattutto a livello giovanile. Quali sono i vostri progetti e cosa offrite ai bambini e ai ragazzi della città di Messina?
“Lavoriamo molto sui nostri giovani e avere la Prima Squadra che milita in un campionato nazionale deve funzionare da stimolo. La crescita sarà graduale, ma esponenziale, ogni giorno siamo divisi su più fronti e abbiamo allargato lo staff tecnico con l'inserimento di professionisti del settore. Abbiamo uno psicologo, uno staff medico importante e lavoriamo sull'atleta a 360 gradi. Non intendiamo fermarci e puntiamo sempre ad ottenere il massimo”.
Trentasei anni suonati e l'entusiasmo di un ragazzino. Nonostante qualche acciacco fisico, quando entri sul parquet fai ancora la differenza. Cosa ti spinge a continuare a giocare a basket?
“Ho una voglia matta che non si spegne e non mi sono mai divertito così tanto nel fare quello che ho sempre fatto da quando sono piccolo e questo grazie ai miei compagni e a tutto lo staff tecnico e dirigenziale. Non riesco a smettere, anche se qualche volta le mie ginocchia me lo chiedono, ma io amo troppo la palla a spicchi e il parquet, amo quei canestri e l'adrenalina che sale ogni domenica. Non riesco a vivere senza il lavoro di squadra, amo questo sport e questo grazie ai tantissimi allenatori che ho avuto. Forse smetterò quando riuscirò a trasmettere del tutto il mio amore per la pallacanestro ai nostri cuccioli del Settore Giovanile”.
Hai tanti anni di professionismo e semi-professionismo alle spalle e hai indossato numerose casacche in carriera. Qual è stato il giocatore più forte con cui hai giocato in squadra? E l'avversario più ostico da affrontare?
“Ho avuto la fortuna di giocare davvero con tantissimi atleti e molti di loro hanno fatto la storia del basket. Potrei dire davvero una marea di nomi, tra cui Avenia, Semprini, Cattabiani, Obradovic, Wiliams, Iuzzolino, Binelli, Casadei, Antinori, Masieri, Sabatini, Abram, Barry e Fajardo, ma chi rimarrà sempre nel mio cuore è il capitano della Virtus Roma Emiliano Busca, un giocatore con gli attributi, leader in campo e fuori. Per me è stato sempre un grande esempio da seguire e non smetterò mai di ringraziarlo per quello che mi ha trasmesso, è sempre stato un grandissimo lavoratore, con un cuore grande, un esempio di vera professionalità. Ho avuto la fortuna di giocare in un bellissimo momento e quando scendi in campo ed il tuo piano partita è difendere su Boni, Riva, Myers o Esposito non è facile ma ringrazio sempre Dio di avermi dato la possibilità di giocare contro avversari che hanno fatto la storia della nostra pallacanestro. Ho avuto la possibilità di vivere una favola e i ricordi sono tantissimi”.
In chiusura, cosa lega Claudio Cavalieri alla città di Messina?
“Sono sbarcato a Messina nel lontano 1999 grazie a Coach Perdichizzi e a Ciccio Scardi che vedevano in me qualcosa di speciale. La Pallacanestro Messina mi comprò che ero giovanissimo, sbarbato e senza pancia. Il sole, il calore e l'umanità che si respira in città, lo Stretto, le granite con brioche e mia moglie hanno fatto il resto. Amo questo posto come fosse la mia seconda casa, mio figlio è nato qui, io sono romano e mi sento romano dentro ma apprezzo tantissime cose di Messina e credo che abbia così tante potenzialità inespresse che un giorno si sveglierà e brillerà di luce propria sotto tutti i punti di vista
”.