L'esperto Federico Antinori è il capitano della Costa d'Orlando, seconda forza del Girone I del campionato nazionale di Serie C.
Cinque vittorie nelle ultime cinque gare e seconda posizione in classifica alle spalle della corazzata Cefalù. Stiamo parlando della Costa d'Orlando, compagine che milita nel Girone I del campionato nazionale di Serie C.
Una matricola in grado di sorprendere tutti, la classica mina vagante che, spinta dall'entusiasmo e dalla voglia di stupire, punta a dare fastidio alle cosiddette big del torneo.
Capitano della Costa d'Orlando e leader indiscusso dentro e fuori dal campo è l'esperto Federico Antinori, classe 1975, ex Roma, Forlì, Jesi e Orlandina, atleta con alle spalle una carriera ricca di soddisfazioni.
Una vita per la pallacanestro quella di Federico, un ragazzo cresciuto a pane e basket e arrivato in massima serie grazie alla sua grinta e alla sua forza di volontà: «
Ho iniziato a giocare all'età di otto anni, sin da subito mi sono innamorato di questo sport. Vivevo a Ostia e viaggiavo tutti giorni per andare ad allenarmi a Roma, a quindici anni facevo un'ora di treno all'andata e un'ora al ritorno, ma tornavo a casa felice - ricorda Antinori - Ringrazio mia mamma per tutti i sacrifici che ha fatto e per la pazienza che ha avuto, mi ha aiutato tantissimo, mi accompagnava ad allenarmi con la prima squadra a Settebagni e mi ha permesso di coltivare questa passione e di farne un mestiere. Finita la scuola mi trovai subito a Forlì in Serie A2 come decimo uomo, fu una grandissima esperienza, anche perché culminò con la promozione in massima serie. Ero giovanissimo, ma mi sono comunque ritagliato il mio spazio nonostante avessi davanti a me un certo Stefano Attruia, un grandissimo campione, una forza della natura. Per me fare il suo cambio era già qualcosa di incredibile. Avevamo una grandissima squadra, con giocatori del calibro di Bob Cavallari, Andrea Niccolai, Max Di Santo e Kenny Williams. L'anno seguente giocai in Serie B2 con le Forze Armate per fare un po' di esperienza, poi tornai a Forlì e iniziai a giocare con continuità, prima del passaggio a Jesi. Lì disputai una grande stagione, tanto da meritarmi la chiamata di Attilio Caja a Roma. Per me, da romano, rientrare alla Virtus Roma e vincere una Supercoppa Italiana fu il massimo, un sogno che si è avverato. In quegli anni la Virtus Bologna di Ettore Messina era una corazzata, con campioni del calibro di Manu Ginobili e Marko Jaric. Se ci penso mi viene la pelle d'oca. In carriera ho provato sensazioni veramente uniche e indimenticabili, porto ricordi indelebili dentro al cuore. Oggi racconto tutto con grande normalità, ma in realtà mi vengono le lacrime agli occhi se ci penso».
Dopo il ritorno alla Virtus Roma, per Antinori le esperienze con Cento, Casalpusterlengo, Gira, Pavia, Montecatini, Orlandina e Reggio Calabria, prima di sposare il progetto Costa d'Orlando. Una Costa d'Orlando che ha iniziato la stagione non sotto i migliori auspici per via di alcune defezioni importanti. De Lise è rientrato domenica scorsa e non è ancora in perfette condizioni, al pari di Galipò, mentre Fazio ha problemi ad una spalla. I siciliani, inoltre, hanno cambiato il pivot a campionato in corso a causa dell'infortunio subito da Colombo, con il centro Rodriguez sbarcato a Capo d'Orlando: «Eddy è un ragazzo che ha ampi margini di miglioramento, molto giovane e con un gran fisico - dichiara Antinori - Promette bene, è molto bravo in difesa e coach Condello ci sta lavorando tanto, a parer mio può crescere tantissimo».
«Si è creato un bel gruppo, remiamo tutti quanti verso un'unica direzione e vogliamo toglierci grandi soddisfazioni. Il nostro allenatore, Peppe Condello, è stato molto bravo da un punto di vista tecnico e umano, fa giocare la squadra molto bene e ha creato una grande armonia. Personalmente sono molto contento di come stanno andando le cose, peccato solo per un infortunio che non mi permetterà di essere in campo nel big match in programma domenica contro Cefalù, ma sosterrò i miei compagni con grande energia e passione anche da fuori».
Queste le dichiarazioni rilasciate ai nostri microfoni dall'esterno della Costa d'Orlando, un esempio di professionalità che ha sposato con l'entusiasmo di un ragazzino questo interessante progetto: «Mi sono messo in gioco grazie anche alla presenza di Peppe Condello che conosco da tanti anni - dichiara Antinori - E' un allenatore serio e preparato, una garanzia. La Costa d'Orlando è una società emergente, con buoni propositi, che vuole crescere sotto tanti punti di vista. Anche io sono intenzionato a crescere e ad intraprendere la carriera di allenatore. Se questo sarà il mio ultimo anno? L'età per smettere ci sarebbe, intanto mi godo questi momenti, perché ancora mi diverto».
Un futuro in panchina, dunque, per Federico Antinori: «Per il momento alleno i bambini e ho fondato una scuola di mini-basket a Rocca di Caprileone, in provincia di Messina, la Antinori Basket School. E' una cosa che mi entusiasma, perché mi permette di far conoscere ai bambini la pallacanestro, questo sport stupendo che fa parte della mia vita. Abbiamo anche un rapporto di collaborazione con la Costa d'Orlando, mi piace molto il movimento che si sta creando».
Antinori è stato uno degli artefici della rinascita dell'Orlandina, team che milita nel campionato di Serie A: «Ho giocato nell'Orlandina in Serie C, proprio sotto la gestione ci coach Condello. C'era solo una promozione diretta e vincemmo il campionato con circa cinque giornate di anticipo, ho solo bei ricordi, era una grande squadra in cui militavano, tra gli altri, i vari Aimaretti, Milone, Moccia, Di Lauro, Albertinazzi, Vasile, Brunetti e Costantino. L'anno successivo ho giocato a Reggio Calabria, poi sono stato fermo un anno, prima di sposare il progetto della Costa d'Orlando».
Un campionato equilibrato e difficile, con formazioni temibili del calibro di Cefalù, Palermo, Reggio Calabria e Patti: «Il livello del nostro girone è molto equilibrato, un bel campionato - dichiara Antinori - Non ci sono squadre imbattibili, ma al tempo stesso nessuno ti regala niente e nessuna partita è dall'esito scontato».
Ma dove può arrivare la Costa d'Orlando? Antinori ha le idee chiare: «Inizialmente l'obiettivo era solamente quello di disputare un buon campionato, però l'appetito vien mangiando e adesso ci ritroviamo in alta classifica a lottare per il primato. Il nostro sogno è quello di restare nelle zone alte e giocarcela fino in fondo per la promozione
».