Kawhi Leonard è tornato al centro della scena NBA senza nemmeno scendere in campo. Lunedì sera, seduto a bordocampo al Thomas & Mack Center per una partita dei Toronto Raptors, l’ex stella della franchigia canadese - e potenziale futuro volto del suo ritorno - è rimasta simbolicamente a distanza di qualche seggiolino dal general manager dei Raptors e dal loro ex governor.
La realtà, però
, è che Leonard è bloccato in un limbo: l’indagine della NBA sul suo controverso accordo di sponsorizzazione “senza obblighi di lavoro” con
Aspiration, una società ambientale poi finita in bancarotta, è entrata nell’undicesimo mese e
ha congelato decisioni e strategie di Clippers, giocatore e, ora, Raptors.Secondo più fonti, lo studio legale Wachtell Lipton, incaricato dalla lega, ha ampliato il raggio dell’inchiesta. Oltre a verificare se i Los Angeles Clippers abbiano aggirato il tetto salariale favorendo l’accordo di sponsorizzazione tra Leonard e Aspiration, gli investigatori stanno esaminando se la franchigia abbia coperto in modo improprio spese del giocatore poi non rimborsate e se esistesse un’ulteriore intesa di endorsement non dichiarata.
L’incertezza ha già avuto ripercussioni concrete: la scorsa settimana Toronto ha messo in pausa la trade per riportare Leonard in Canada dopo che la lega ha informato i Raptors che, in caso di acquisizione, si sarebbero assunti il rischio di eventuali sanzioni derivanti dall’indagine.
Da parte loro, i Clippers e il proprietario Steve Ballmer negano con forza qualsiasi illecito e sostengono di essere stati truffati dall’ex cofondatore di Aspiration, Joe Sanberg, condannato in primavera a 14 anni per frode telematica. “Non pensiamo che ci sia davvero qualcosa,” ha dichiarato il direttore esecutivo della NBPA, David Kelly. “Non dovrebbe volerci così tanto tempo per chiudere una questione del genere.”
Il nodo nasce dal contratto tra Leonard e Aspiration, dal valore di 28 milioni di dollari, mai sfociato in una reale attività promozionale: l’ala dei Clippers non ha mai pubblicamente sponsorizzato l’azienda.
Ex dipendenti di Aspiration, che hanno parlato in anonimato, restano divisi: alcuni ritengono che solo Sanberg conoscesse le reali finalità dell’accordo; altri sostengono che l’operazione fosse un tentativo mal congegnato di marketing, frenato dal profilo pubblico schivo di Leonard e dalla sua limitata presenza sui social. In azienda furono perfino ipotizzati concept creativi ispirati ai supereroi e a un clone di Groot della Marvel, poi abortiti.
“Le conclusioni a cui la gente sembra arrivare non mi sembrano irragionevoli,” ha detto un ex dirigente di alto livello. “Nessuna persona che conosca il cliente di Aspiration penserebbe che investire quella cifra su Kawhi Leonard sia una buona idea.”
L’accordo, hanno raccontato più fonti, fu visto internamente come “un buco nero”, mentre a Leonard vennero approvate anche piccole utilità come il rimborso di 17.181 dollari di spese legali legate al contratto.
A complicare il quadro, i legami tra Aspiration, i Clippers e Ballmer: l’azienda fu jersey patch partner della franchigia in un’intesa da oltre 300 milioni di dollari, vendette crediti di carbonio al club e ricevette investimenti significativi dal proprietario dei Clippers, che però ribadisce la propria estraneità a qualsiasi schema illecito.
“Non abbiamo fatto arrivare denaro a Kawhi Leonard attraverso Aspiration,” ha dichiarato la franchigia. “Come molti investitori e partner sofisticati, siamo stati vittime di una frode avviata da Sanberg… Restiamo fiduciosi che, quando i fatti saranno valutati in modo equo e approfondito, la NBA confermerà ciò che diciamo dall’inizio: non abbiamo fatto ciò di cui siamo accusati.”
Sullo sfondo, restano interrogativi chiave: perché Aspiration firmò un contratto così ricco con Leonard nella primavera 2022 concedendogli ampia discrezionalità nel rifiutare impegni? E soprattutto, quell’accordo era davvero legato - formalmente o informalmente - alla relazione d’affari con la franchigia?
Il commissario Adam Silver ha espresso la speranza di chiudere presto l’inchiesta e potrebbe offrire aggiornamenti alla conferenza del Board of Governors, ma tra i dirigenti NBA cresce l’aspettativa che i Clippers possano essere sanzionati. Intanto, Wachtell ha ascoltato Sanberg, Leonard e il suo consulente Dennis Robertson, oltre a Ballmer e ad altri ex dirigenti di Aspiration.
Qualunque sarà l’esito, la strada non è scontata: per accertare formalmente una violazione del CBA servirà un arbitro congiunto NBPA–lega, a meno che non si arrivi a un accordo transattivo. Fino ad allora, Leonard resta sospeso tra passato e futuro, e l’intera NBA attende risposte che possano sbloccare uno dei dossier più intricati e spinosi dell’ultimo anno.