I Los Angeles Clippers e i Toronto Raptors hanno raggiunto un accordo di massima il 30 giugno
per riportare Kawhi Leonard a Toronto in un’operazione di grande impatto. Tuttavia, a tre giorni dalla fine della moratoria, la trade non è ancora stata ufficializzata. Il motivo è stato chiarito giovedì dalle due franchigie: lo scambio è sospeso fino al termine dell’indagine NBA sulle presunte violazioni del salary cap da parte dei Clippers, legate a un contratto di endorsement “fantasma” con
Aspiration, società di green banking oggi in bancarotta.
La posizione dei Clippers: “Non abbiamo fatto ciò di cui siamo accusati”
In una lunga dichiarazione rilasciata a ESPN, i Clippers hanno ribadito la loro collaborazione con la lega e negato qualsiasi elusione del cap:
- “Per gli ultimi 10 mesi, la nostra organizzazione ha collaborato pienamente con un’indagine NBA, partecipando a dozzine di interviste, fornendo decine di migliaia di documenti e facilitando l’accesso al nostro staff. Sebbene il processo sia stato impegnativo, siamo rimasti impegnati alla trasparenza.”
- “Il 30 giugno, abbiamo raggiunto un accordo di principio per cedere Kawhi Leonard ai Toronto Raptors. Da allora, siamo stati informati che la trade può essere finalizzata solo se il gruppo proprietario dei Raptors si assume il rischio di sanzioni relative al contratto di Kawhi che potrebbero teoricamente derivare dall’indagine in corso.”
- “L’indagine è in corso e ci aspettiamo che la trade venga finalizzata al termine della stessa.”
- “Al centro di questa indagine ci sono Joe Sanberg e Aspiration. Non abbiamo fatto convogliare denaro a Kawhi Leonard tramite Aspiration. Come molti investitori sofisticati, istituzioni finanziarie e partner commerciali, siamo stati vittime di una frode avviata da Sanberg, che è stato condannato a 14 anni di prigione.”
- “Riconosciamo l’incertezza che ciò ha creato e l’impatto che ha avuto sulla nostra squadra, sui nostri tifosi, sull’organizzazione dei Raptors, sui loro tifosi e sui giocatori il cui futuro rimane influenzato mentre questo processo continua. Restiamo fiduciosi che, quando i fatti saranno valutati in modo equo e approfondito, l’NBA confermerà esattamente ciò che abbiamo detto fin dall’inizio: non abbiamo fatto ciò di cui siamo accusati.”
La replica dei Raptors: “Aspettiamo la conclusione, ma siamo pronti a riabbracciare Kawhi”
Toronto, via Sportsnet, ha pubblicato una nota più concisa, allineandosi di fatto alla linea attendista:
- “Riguardo alla nostra trade pianificata con i L.A. Clippers per Kawhi Leonard, l’ufficio di lega NBA ci ha informati che, a causa dell’indagine in corso che coinvolge i Clippers, ci assumeremmo il rischio di qualsiasi potenziale esito dell’indagine che impatti Kawhi. Alla luce di ciò, aspetteremo che l’indagine della lega sia completa.”
- “I Raptors restano desiderosi di riportare Kawhi a Toronto e attendono una rapida risoluzione per i nostri giocatori, la nostra organizzazione e i nostri tifosi.”
Il cuore dell’inchiesta: l’endorsement “senza obblighi” e i legami con Aspiration
L’NBA ha incaricato oltre 10 mesi fa lo studio legale Wachtell, Lipton, Rosen & Katz di indagare sui rapporti tra Aspiration, i Clippers, il proprietario Steve Ballmer e Leonard. L’inchiesta è stata avviata dopo le rivelazioni del giornalista Pablo Torre, secondo cui Ballmer figurava tra gli investitori della società e Kawhi avrebbe firmato un contratto di sponsorizzazione remunerativo senza dover svolgere attività promozionali.
Ex dipendenti di Aspiration hanno descritto l’accordo come uno schema per aggirare il salary cap e remunerare il giocatore oltre lo stipendio NBA. I Clippers respingono con fermezza: per la franchigia, Ballmer e Leonard avrebbero concluso accordi separati con un partner-sponsor e Ballmer sarebbe stato a sua volta vittima di frode; l’anomalia dell’intesa di endorsement di Kawhi sarebbe riconducibile alla cattiva gestione di Aspiration.
Scenari e rischi: dalla sanzione ai pick alla remota ipotesi di un contratto nullo
Adam Silver, a inizio giugno, aveva lasciato intendere che l’indagine fosse alle battute finali, senza però fornire una timeline. Nel ventaglio degli esiti possibili restano vive ipotesi di multe e perdita di scelte future per i Clippers; più remota ma non impossibile la prospettiva estrema dell’invalidamento del contratto di Leonard, che farebbe saltare il banco della trade.
Non è chiaro, alla luce dei comunicati, se i Raptors correrebbero il rischio anche di eventuali sanzioni in scelte o se il rischio si limiterebbe a penalità direttamente collegate al contratto di Kawhi. In ogni caso, la scelta di Toronto di attendere appare logica.
Tempistiche, contesto tecnico e cosa prevede lo scambio
Con oltre due mesi all’avvio dei training camp, non c’è urgenza operativa immediata. Entrambe le parti mostrano ottimismo su una chiusura “a indagine conclusa”. Intanto cresce l’attenzione per il responso della lega, destinato a fare giurisprudenza sul confine tra sponsorship, investimenti dei proprietari e rispetto del salary cap.
Se e quando lo scambio verrà formalizzato, ai Clippers andranno Brandon Ingram, Gradey Dick e un pacchetto di asset futuri, inclusi due first-round pick non protetti, mentre i Raptors riabbraccerebbero il protagonista del titolo 2019, con l’obiettivo di riaccendere ambizioni e mercato a Toronto. Per ora, però, tutto resta sospeso: la palla è nel campo dell’NBA.