Lega A - Cusin: «Primo, blindare il PalaDelMauro»

Prossimo al rientro in campo. Oggi consulto medico decisivo. «Ridotto il margine di errore, contro i sardi difesa fondamentale»
 di Massimo Roca  articolo letto 610 volte
Fonte: Il Mattino
Lega A - Cusin: «Primo, blindare il PalaDelMauro»

Non è ancora pronto, ma già scalpita. Marco Cusin, è ritornato a referto nelle ultime due gare: in Champions e nella vittoria di Reggio Emilia. Una presenza solo formale visto che non ha ancora ripreso il tradizionale cinque contro cinque in allenamento. L’ultima apparizione in risale al match di Torino del 22 gennaio scorso: senza di lui il bilancio complessivo è di 4 vinte e 6 perse.

Come procede il recupero? Sabato sera sarà nuovamente sul parquet?

“Sta andando tutto per il verso giusto. I fisioterapisti sono soddisfatti. Domani avrò il consulto decisivo con il chirurgo che mi ha operato. L’ortopedico mi dirà quando potrò iniziare l’allenamento a pieno regime. Credo che ci siamo”. 

La parentesi al Festival di Sanremo e l’interesse di alcuni rotocalchi: come ha vissuto questa esperienza?

“E’ stato emozionante. Tutto è nato in due giorni. Devo ringraziare la società per la disponibilità. Anche le altre interviste che sono seguite hanno rallegrato il mio tempo libero. In realtà sono sempre stato con la squadra e senza quest’infortunio gli impegni di Coppa non mi avrebbero consentito queste distrazioni”. 

Da spettatore forzato che analisi fa del periodo difficile appena trascorso. Quali le cause?

“Siamo arrivati già stanchi alle Final Eight. Avevamo più di qualche acciacco fisico. La sconfitta con Sassari ha pesato doppiamente. E’ stata una battuta di arresto che ci siamo trascinati dietro mentalmente e che ha accresciuto la stanchezza. E’ arrivata al termine di una gara combattuta in cui avevamo messo tutto. Una scossa di adrenalina forse avrebbe generato un percorso diverso. Non ci sono state imbarcate, anche nelle sconfitte non ci siamo mai lasciati andare”.

Come ha visto i suoi compagni di reparto?

“Ho la fortuna di avere dei compagni di squadra fantastici. Andrea Zerini si è sacrificato più di tutti. Ha dovuto giocare da cinque. Fesenko è stato chiamato agli straordinari. Entrambi si sono regalati delle bene soddisfazioni come la grande vittoria contro Milano. Forse non sono arrivati i risultati sperati, ma la stanchezza è stata complessiva”.

A Reggio Emilia ci sono state delle difficoltà. La squadra ha però ritrovato entusiasmo e durezza mentale…

“E’ stata un’altra vigilia difficile. Senza di me e Joe (Ragland), con i problemi al ginocchio di Fesenko e la febbre di Randolph. Nel momento più delicato ci siamo compattati. Siamo arrivati a Reggio carichi a pallettoni, sorretti dai tifosi al seguito che ci hanno dato fiducia e tranquillità”.

Green ha fatto gli straordinari mettendo in palla un po’ tutti. Alla fine ha avuto qualche difficoltà, ma la sensazione è che la qualità del vostro gioco dipenda molto da lui…

“E’ proprio così. Marques è uno quei giocatori per cui le statistiche non rendono a pieno il peso della sua prestazione. Ha messo pressione sulla palla, ha fatto ragionare la squadra, ha dato ritmo a tutti. E’ stato fondamentale per il livello del gioco sviluppato. Può essere apprezzato solo da chi ha guardato attentamente la partita”.

Le basse percentuali ai tiri liberi sono un problema con cui si è convissuto nella prima parte. Nelle ultime gare hanno però inciso negativamente. Cosa si può fare?

“Il coach ci fa allenare tutti i giorni. Dipende molto dall’emotività del momento. Credo che siano destinate a crescere”.

Senza il doppio impegno, con un solo focus settimanale, l’obiettivo secondo posto è perseguibile?

“Ora la priorità è quella di allenarci al completo. La settimana lunga, senza il doppio impegno, permetterà a coach Sacripanti di lavorare su tanti dettagli. Nel frattempo noi puntiamo in alto. Il margine di errore si è ridotto. C’è grande incertezza e tutte le formazioni che ci sono dietro puntano a strappare un posto nei play off. Blindare il Pala Del Mauro è il primo obiettivo. La differenza le faranno le gare in trasferta”.

Come procede l’inserimento di Logan nella chimica di squadra?

“David è un giocatore super. E’ molto silenzioso, s’inserisce in punta di piedi. Sta entrando negli equilibri della squadra ma anche la squadra deve venire incontro alle sue esigenze: qualche pallone in più per lui ci dovrà essere. E’ un gran lavoratore, va aiutato in termini di fiducia”.

Brucia ancora la sconfitta di Coppa Italia: sabato come si batte Sassari?

“Sarà una gara difficile. Hanno un potenziale offensivo importante, corrono, prendono tiri in transizione ed allo stesso tempo hanno un giocatore tecnico come Savanovic, abile spalle a canestro. Bisogna essere solidi in difesa, limitando le palle perse da cui spesso traggono linfa per esaltarsi in transizione o con il tiro da tre”.