(Enrico Campana) Kobe Bryant sbarca a Milano e s’informa sulla partita del contratto che si può intitolare “tutto a posto, niente di fatto”.
Gli raccontano che David Stern aveva stampato sul volto un sorriso diplomatico di speranza al termine della ripresa delle trattative impostata su di un concetto psicologico di team-building considerato ormai una priorità assoluta, per evitare uno scontro di classe. La ricerca insomma di un collante umano per superare lo scoglio di quella infelice frase di Billy Hunter, il presidente del sindacato, che aveva parlato di “uno scontro di sangue”. Per ora tutto è possibile salvo le 43 pre-season della settimana dal 9 al 15 ottobre già cancellate.
“Non è questione di pessimismo o ottimismo, la riunione - ha detto il 69enne Commissioner tentando di riprendere in mano il pallino - è durata solo due ore ragionando su dove possiamo trovare un punto d’accordo e su quello lavorare per chiudere il conflitto”
La novità è però che i proprietari adesso sembrano d’accordo sulla richiesta dei giocatori per un tetto salariale più flessibile sui contratti contro invece una stretta molto forte della propria politica economica. In particolare s’è accesa una diatriba interna e riguarda l’entità della tassa sul lusso per colpire i club spendaccioni.
I proprietari in tempi difficile cercano di stringere la forbice della spesa, con un meccanismo a rovescio: alzando la tassa del lusso con una revisione punitiva. Per cui i club spendaccioni saranno via via più penalizzati se vorrai continuare a fare follie. Fino ad oggi il tetto salariale era di 58 milioni di dollari, ma la tassa sul lusso scattava dopo i 70 milioni. Raggiunto quel tetto, per ogni dollaro di spesa era previsto un dollaro di tassa. Adesso la proposta è di raddoppiare o triplicare questo over-budget e la corsa folle che ne consegue a discapito dell’equilibrio economico fra i club. Questo lamentava nei mesi scorsi Michael Jordan, multato per aver detto una cosa che adesso va nella sua direzione…Sarà un caso?
Vediamo però caso pratico della Supertassa: i Lakers che hanno dichiarato una spesa di 91 milioni di dollari pagando una penale di soli 21 milioni adesso ne pagherebbero altri 61, e cioè la cifra sarebbe di circa 2/3 del budget standard.
I giocatori non vedono quindi il pericolo di una ridotta flessibilità nella contrattazione con i proprietari, e si apre uno spiraglio di luce interessante per mettere la firma sul sospirato nuovo contratto anche se rimane sul tavolo il problema della ripartizione sugli incassi che attualmente nettamente a favore dei giocatori col 57%, un limite che accettano di ritoccare fino al 54% contro il 50-51% dei proprietari.
Stern ha cambiato faccia, chiaramente è in gioco il suo prestigio e il supersalario di 24 milioni di dollari, e dopo aver dichiarato che “il tempo gioca contro di noi” ha lasciato il tavolo di New York con una frase all’insegna della positività. “Credo che nella prossima riunione potremo raggiungere aspetti ancora più chiari per tradurre quello che entrambi le parti alla fine vogliono, l’inizio della stagione”.
Una dichiarazione di disgelo che Derek Fisher, il presidente dell’Associazione Giocatori, ha salutato con una frase secca e che ai più è parsa fredda: “La trattativa diventa possibile e si può trovare l’accordo”, ha detto il giocatore dei Lakers senza però sbilanciarsi.
L’ultima trovata di Kobe dopo aver bidonato turchi e cinesi è quella di firmato per la squadra di calcio del Galatasaray con la quale si è allenato lunedì per circa un’ora sfogando la sua passione per questo sport. Dalla Turchia è passato in Grecia proseguendo nel giro promozionale Nike in Europa. E la Virtus?. Già, il patron ha ammesso domenica che il previsto contatto è saltato, poi è circolata la voce che, rifatti i conti, invece di 5 costava 15 milioni. Vedremo cosa succederà. Non è previsto un incontro fra i giocatore e il presidente virtussino in quanto Rob Pelinka, l’agente del giocatore, è rimasto in America a seguire il sempre più intricato rinnovo del contratto di lavoro fra NBA e il Sindacato Giocatori
La Virtus aveva annunciato addirittura una cordata di sponsor da 5 milioni di euro per tutta la stagione, pura utopia guadagnando Kobe quasi 30 milioni di euro . O, seconda ipotesi, un cachet di 600 mila euro per gara con la liberatoria della rescissione del contratto immediato in caso di ripresa della NBA. Quasi il sapore per lui di un cioccolatino, perchè non giocando le coppe Bologna non avrebbe quindi un adeguato ritorno e la Lega italiana televisamente parlando non ha più l’appeal di una volta nel mondo.
Per comprendere le cifre in ballo, va ricordato che Kobe guadagna 28,5 milioni di dollari per stagione, per cui solo la copertura assicurativa è di 570 mila dollari, diciamo attorno ai 450 mila euro mentre lo stipendio mensile su una stagione di circa 8 mesi è di circa 3,6 milioni mensili in dollari e la cifra di 5 milioni di euro potrebbe non bastare.
Certo Kobe è una star, anche se nell’ultima classifica di Forbes il giocatore più ricco resta ancora il Signore dei Sei Anelli Michael Jordan con 60 milioni di euro per stagione. Ad anni di distanza dal suo ritiro come giocatore può permettersi quindi di perdere 20 milioni all’anno di dollari come proprietario dei Charlotte Bobcats .
Di Bryant in questi giorni si è parlato molto sulla stampa americana, e non per l’operazione messa in moto dalla Virtus, ma in chiave olimpica. Viene dato infatti fra gli 8 giocatori sicuri del blocco di Pechino per le Olimpiadi di Londra assieme a LeBron James, Dwyane Wade, Carmelo Anthony, Chris Paul, Deron Williams, Chris Bosh, Dwight Howard.
A proposito del London Dream Team, per il selezionatore Mike Kriszewski è scontata la chiamata di Kevin Durrant, MVP dei mondiali, mentre per gli altri 2 posti la concorrenza sarebbe ristretta a una rosa ristrettissima di giocatori in base all’impostazione del gioco e le caratteristiche degli avversari. Ad esempio potrebbero giocarsi un posto Blake Griffin ala centro dei Clippers o Kevin Love, un centro puro, considerata la statura della Spagna e la sua intenzione di portare anche Mirotic oltre che Ibaka e i due Gasol. Per avere uno specialista del cambio di ritmo l’ideale sarebbe invece Derrick Rose. Infine si prospetta la scelta di una guardia per attaccare l’area come Amare Stoudemire o LaMarcus Aldridge o di un giocatore esperto molto affidabile, un uomo di fatica. In questo caso sarebbe disponibile Lamar Odom.
Il suo nome è stato fatto anche da David Falk, il superagente che l’ha inserito fra i responsabili dello snervante e inconcludente tira e molla fra proprietari e giocatori. Colui che tanti anni fa fece guadagnare 30 milioni di dollari a Michael Jordan e 15 a Mutombo, insiste: “Bisogna cambiare i giocatori al tavolo di gioco”, suggerisce. Chiaramente un invito a Stern e Hunter a farsi da parte, ma anche allo scarso impegno di Kobe e i suoi colleghi.
“Posso apparire presuntuoso, ma si potrebbe trovare una soluzione in un giorno. Conosco i proprietari, sono indispettiti dall’atteggiamento delle stars di oggi, i vari LeBron, Kobe, Wade, Howard sbagliano ad affidare ad altri il loro destino. Devono stare attenti, stavolta è diverso rispetto al ’98-99 quando si giocarono almeno 50 partite, se si sospendono una o due partite perderemo tutta la stagione. La perdita economica sarà grave per tutti, soprattutto per i giocatori. E con credo che ripiegare sull’Europa sia la soluzione più saggia”.
I proprietari vogliono risparmiare 2000 milioni di dollari all’anno per i prossimi 10 anni, “unico parametro entro il quale riuscire a far ripartire la Lega con sani criteri di sostenibilità economica”. Altrimenti per le franchigie minori, sempre meno finanziabili in questi tempi di pesante crisi economica, potrebbe saltare il turn over dei proprietari e iniziare una serie di fallimenti a catena.
Intanto Milano vive la lunghissima giornata per la visita di Kobe Bryant per il tour europeo della Nike, e va in scena l’attesissimo “Milano Kalibro Kobe”. Si comincia alle 16 con l’ incontro di Black Mamba (il suo soprannome e alias nelle campagne pubblicitarie) coi tifosi nel Nike Stadium di Foro Bonaparte 50 e subito dopo la partecipazione, in versione arbitro-giudice , a un torneo 3 contro 3 nel playground di Parco Sempione. Probabile presenza di Marco Belinelli e anche altri colleghi calciatori del Team Nike. Seconda e ultima tappa a Roma domani 29 settembre al Nike Store di via Del Corso. Di certo non si fermerà a Bologna per ritirare la nuova maglia, più probabile alla fine arrivi Manu Ginobili o cominci una trattativa con Kevin Durant a meno che davvero Stern vinca anche questa difficilissima partita e si torni subito tutti in campo, e sarebbe un bommerangn pazzesco per i club europei che hanno scommesso milioni di euro su alcune star senza garanzie sulla disponibilità.
@RIPRODUZIONE RISERVATA