Alla sua prima apparizione pubblica dopo aver informato i Los Angeles Lakers della decisione
di lasciare la franchigia in free agency, LeBron James non ha svelato la sua prossima destinazione. Sul palco del Fanatics Fest al Javits Center, durante la registrazione dal vivo del podcast “Mind the Game”, il quattro volte MVP ha dribblato le pressioni del co-conduttore Tyrese Haliburton e del pubblico di circa 5.000 presenti.
“Lo abbiamo letteralmente detto dietro le quinte, Rese,” ha risposto a Haliburton quando gli è stato chiesto se ci fosse ancora una decisione da prendere, chiarendo che l’annuncio non sarebbe arrivato lì. “Ok, colpa mia, colpa mia,” ha replicato Haliburton. “Non sapevo se volevi… Ok, ok, lascio perdere.” Più tardi, al CNBC and Boardroom Game Plan Summit, però, James ha lasciato intendere che l’attesa non sarà infinita: “Non vi terrò sulle spine ancora per molto.”
Il corteggiamento, intanto, è serrato: secondo fonti vicine alla situazione, Cavaliers, Heat, 76ers e Warriors restano tra le squadre più attive. Haliburton stesso ha raccontato di aver provato a convincerlo verso Indiana: “Ho scritto a Bron forse un mese fa, prima ancora che decidesse di lasciare L.A., e gli ho detto: ‘Ehi, se vuoi venire a Indiana, possiamo far succedere qualcosa’.”
La risposta? "Mi ha risposto con due faccine che ridono e piangono, e questo è tutto quello che ho ottenuto. Quindi, da quel momento ho deciso di smettere di ingaggiarlo come free agent. Non so se succederà con Indiana".
LeBron James: "Mi attende una grande decisione"
Tra battute col pubblico - “Dove? Dove l’ho sentito?” ha detto James mentre dalla platea arrivavano cori “Warriors”, “Philly”, “Miami”, e persino un invito agli Yankees - il n. 23 ha risposto anche alle critiche sul suo impatto attuale: “Ho visto qualcosa sui social l’altro giorno che diceva che ovunque andassi saremmo al play-in o una m… del genere e che non sono più un fattore. Quindi, capisco anche quello… È solo un po’ di motivazione.”
Il momento più denso è arrivato grazie a un undicenne del Queens, Eli, che gli ha chiesto del processo decisionale in free agency. James lo ha elogiato: “È stata una gran bella domanda e alcuni dei media qui dentro dovrebbero imparare da te, giovanotto.”
Poi ha spiegato: “Come mi sento riguardo alla free agency? Ovviamente è una grande decisione. È la quarta volta nella mia carriera che sono free agent. Quindi è una grande decisione non solo per me, ma anche per la mia famiglia, per l’ultima parte della mia carriera e dove voglio trascorrere gli ultimi anni… Ovunque andrò, lascerò il mio segno: sono un leader nato. Cercherò di inserirmi in qualsiasi squadra andrò, ma darò anche tutti gli strumenti e tutte le conoscenze che ho acquisito negli ultimi 23 anni. Conosco il gioco. Conosco i meccanismi del gioco del basket.”
Più tardi, con Rich Kleiman, ha approfondito il tema familiare: “Ho un figlio di quasi 22 anni che ora è un mio ex compagno di squadra, il che è esilarante. Ho un figlio di 19 anni che è all’Università dell’Arizona. Ma è la mia figlia di quasi 12 anni che è stata spesso lontana da me [a causa del basket].”
E ha ricordato il confronto con Zhuri prima della decisione: “L’ho presa da parte e le ho detto: ‘Baby, te lo dico io. Non voglio che tu lo senta da qualcun altro, ma non giocherò per i Lakers l’anno prossimo. Giocherò da un’altra parte’. Non sarò a casa tutto il tempo… Volevo solo sapere come ti sentivi, perché per me conti molto. Stare lontano da te significa molto. Quindi la parte familiare è importante.”
James ha trovato anche il tempo per salutare i Lakers e lasciare uno sguardo al futuro, con una barba appena tinta e l’idea di spingersi fino a una storica 24ª, forse 25ª stagione.
"Un saluto alla mia ex squadra, ho passato otto grandi anni con i Los Angeles Lakers,” ha detto. “Una delle franchigie più storiche al mondo. Un saluto a Jeanie Buss, a tutta la famiglia Buss. Rob Pelinka. Tutti. Tutti gli allenatori con cui ho giocato. Tutti i miei compagni. C…, mi mancheranno tutti, ovviamente. È stato un viaggio incredibile e non vedo l’ora di quello che verrà mentre mi avvicino alle fasi finali del mio percorso.”
E ai tifosi: “Quindi, ovunque approderò in autunno, spero che se siete fan irriducibili di LeBron sin dal primo giorno, verrete con me. Se siete hater irriducibili di LeBron, è quello che fate comunque. Quindi non vedo l’ora di vedervi anche voi. Ma sarà piuttosto divertente. Sarà piuttosto divertente. Ovunque approderò, farò ciò che so fare meglio.”