Si è tenuta poco fa a Cucciago la conferenza stampa di fine stagione della Pallacanestro Cantù. Più la voglia di guardare al futuro che di ripensare al recente passato, tanti i temi caldi affrontati partendo dalla costruzione del prossimo palazzetto con la possibilità di giocare un anno (o più?) a Desio, la questione dell'allenatore, la proposta di adeguamento di contratto per Abass e il futuro tra squadra ed obiettivi. Il vicepresidente Andrea Mauri ed il direttore sportivo Daniele Della Fiori hanno toccato tutti i punti futuri. A breve il servizio completo.
Questione palazzetto
“Il progetto con Gerasimenko era quello di fare un palazzetto nuovo a Cantù. Cos’è cambiato da ottobre ad oggi? Ai tempi è stato fatto un business plan con Gerasimenko ed altri player. La Pallacanestro Cantù era il primo cliente, entrato Gerasimenko in società è cambiato che l’investitore ha perso il cliente, per di più c’era urgenza che si mettessero risorse finanziarie nella squadra. Gli investimenti sono stati fatti anche se purtroppo siamo i primi critici e quello che avevamo in testa non è arrivato. Da lì abbiamo pensato che ci fosse la possibilità di acquistare ed intervenire sul Pianella. Gerasimenko ha versato un acconto e fissato delle scadenze per l’acquisto definitivo del Pianella. Bisogna vedere se quello che abbiamo in mente è funzionale e realizzabile. Due settimane fa abbiamo ultimato un progetto iniziale: qualcosa siamo riusciti a mantenere, altro no, ma abbiamo un progetto. Da lì ci siamo approcciati col comune di Cucciago, il sindaco ci ha comunicato che per l’agibilità serve una quantità di parcheggi imprescindibili. Perché non è stato presentato il progetto? Attualmente non siamo in grado di evadere le richieste del sindaco, è inutile far partire un iter. Ma sappiamo le richieste del sindaco, quando riusciremo a risolvere le problematiche ci muoveremo in maniera definitiva. Il nuovo palazzetto? Non dovrà vivere in funzione solo della pallacanestro ma vivere tutta la settimana”.
Ipotesi Desio?
“Ci stiamo muovendo anche in caso i lavori possano partire e la situazione si sblocchi. Abbiamo preso accordi con Desio, che è un’opportunità. Va anche cercata una palestra d’allenamento in caso di lavori al Pianella e anche in quest’ottica abbiamo parlato con il sindaco di Cantù per evitare di spostare completamente la squadra ma farla vivere a contatto con la città e devo dire che alcune palestre con alcune migliorie possono soddisfare le nostre esigenze. So che andare a Desio può essere un disagio iniziale per i tifosi ma permetterebbe alla società di capire tante cose, anche dal punto di vista organizzativo. L’idea e il pensiero è quello di andare a Desio già da ottobre, sperando poi che possano partire i lavori al Pianella. È una scelta coraggiosa e rischiosa ma dobbiamo provare. Andare un anno a Desio ci permetterebbe di guadagnare un anno non solo di lavori ma di organizzazione societaria”
Il futuro di Abass
“Abbiamo cercato di mettere il nostro capitano al centro del progetto, visto che in questa stagione ha giocato con continuità e quest’annata è stata quella della consacrazione. La cosa ha funzionato, ora abbiamo fatto una richiesta di aumento sostanzioso ad Abass, offrendogli un cospicuo aumento dell’ingaggio. Lui e la sua agenzia hanno preso tempo, come è giusto, visto che il contratto è in essere. Non dobbiamo farlo scegliere in due giorni, ma se ha preso del tempo avrà i suoi buoni motivi. Ed è altrettanto evidente che se arriverà qualcosa che noi non possiamo garantirgli prenderemo delle decisioni. Penso sia normale, è successo anche a Reggio Emilia lo scorso anno con Cinciarini… Non gli abbiamo dato una dead line perché il contratto ce l’ha, se qualcuno poi lo vuole dovrà venire e bussare alla porta. Portando anche il bonifico”.
L’allenatore
“Tutto ruoterà intorno alla figura dell’allenatore, con il presidente che avrà voce in capitolo. Ma questo succede in molte realtà, anche in NBA, ma questo non vuol dire che farà tutto lui. Ci siamo confrontanti ed abbiamo condiviso le figure disponibili. È presto parlare ora di nomi, dire che vogliamo un italiano e poi magari arriva uno straniero. Sono stati fatti un sacco di nomi, gli italiani ci sono stati accostati tutti. Abbiamo un’idea e un pensiero. Cavallo di ritorno? No, questo posso dirlo apertamente. Non sarà un cavallo di ritorno (riferimento a Trinchieri, ndr). Tempistiche? Non più di una decina di giorni e faremo la nostra scelta. Il tipo di contratto? Vorremmo fare un progetto biennale, indipendentemente dal suo profilo. Qual è questo profilo? Ci sono più vie per arrivare ad un risultato, ne abbiamo diversi che sono quelli che offre il mercato. Bucchi? È un allenatore molto bravo, che piace al presidente e che rispetta le nostre volontà. ”.
La squadra del futuro
“Sicuramente la nostra idea è quella di fare il 3+4+5 e non ci saranno problemi se il presidente vorrà dire la sua sui giocatori. Abbiamo giocatori sotto contratto (oltre ad Abass, ndr) che sono Laganà, Wojciechowski e Tessitori: hanno vissuto una stagione particolare partita con delle premesse e poi con investimenti a stagione in corso differenti. Per loro (con riferimento anche a Laganà) è importante vedere chi sarà l’allenatore, come li vede. Ma è chiaro che ci sono poi le aspettative dei giocatori, se non collimano se ne parlerà. Il resto della squadra? Ha poco senso parlarne ora, chi non terrebbe JaJuan Johnson? Ma bisogna vedere la realtà, con un giocatore, ad esempio, che forse vorrà giocare una coppa e che è cercato da mezza Europa. Il 3+4+5 porta ad avere sette stranieri importanti ma non è detto che poi ruoti tutto intorno a loro, dipenderà molto dall’allenatore. I nostri Under 20? Credo che un paio di loro possono avere spazio in Lega2 e hanno avuto tante richieste (Zugno e Cesana). Nwohuocha potrebbe avere un senso tenerlo qui per svilupparlo da un punto di vista fisico. Ruben (Zugno, ndr) in questo senso ha avuto un percorso fisico notevole. Vedendolo gli anni passati e poi nelle finali può capire cosa voglia dire lavorare in quell’ottica. Non è un talento sopraffino con le mani ma ha qualità fisiche, velocità di piedi e capacità di leggere fasi difensive non comuni per un lungo. E poi Curtis è molto apprezzato da patron Gerasimenko”.
Obiettivi futuri
“Qualificarci ai playoff è la nostra volontà, anche perché il presidente è rimasto molto deluso da quello che senza mezzi giri di parole è stato un fallimento. Cosa significa? Arrivare tra le prime otto, magari provando ad essere a ridosso delle squadre che ormai sono consolidate nel prossimo campionato”.