In queste ore di fermento, l’attesa dei tifosi dei Celtics per capire le ragioni della cessione di Jaylen Brown potrebbe finire nel pomeriggio.
Brad Stevens, presidente delle operazioni cestistiche, e il proprietario di maggioranza Bill Chisholm terranno una conferenza stampa, secondo quanto riportato da Marc Stein di The Stein Line..
L’operazione, però, non sarà ufficiale fino al termine della moratoria fissato per le 11:00 ora centrale, e fino ad allora Stevens e Chisholm non possono rilasciare dichiarazioni pubbliche.
Nel frattempo, Tim MacMahon di ESPN ha raccolto il parere di vari dirigenti NBA su una trade che ha scosso la lega: un giocatore del Second Team All-NBA che vola ai Sixers in cambio del costoso contratto di Paul George, più due prime scelte future e due seconde. Il consenso che emerge è che Boston abbia accelerato i tempi dopo aver inserito Brown in un’offerta per Giannis Antetokounmpo, tentativo fallito e poi dirottato dai Bucks su Miami.
"Sono sorpreso che si siano sentiti così costretti a farlo proprio ora, a Philadelphia e per quel pacchetto!" ha detto un direttore generale a MacMahon. "Sono scioccato. Non lo capisco. Non riesco a farmene una ragione."
"Non si può dare una spiegazione logica se non che dovevano fare qualcosa. Non avevano altra scelta", ha detto un talent scout professionista. "Non potevano farlo tornare. Aveva abusato della sua disponibilità. Ma è una mossa sbagliata. Fa anche una brutta figura. Sono andati nel panico e hanno preso una decisione sbagliata."
Un altro GM ha messo a fuoco un punto cruciale: perché il mercato per Brown, cinque volte All-Star reduce dalla sua miglior stagione e nel pieno a 29 anni, era così tiepido? Con Jayson Tatum fuori a lungo per il tendine d’Achille, Brown ha retto il ruolo di go-to guy, ha guidato Boston a 56 vittorie e al secondo posto a Est.
È atipico per Stevens, due volte Dirigente dell’Anno, uscire con un ritorno percepito come così limitato. Eppure, col protrarsi delle discussioni, molte squadre non hanno voluto spingersi su valutazioni alte per Brown. Un dirigente rivale sostiene che Stevens sia partito chiedendo troppo dopo il no su Antetokounmpo e che, per questo, "le squadre si siano spaventate e si siano concentrate su altre trattative".
Resta il nodo economico: Brown costa 183 milioni complessivi nei prossimi tre anni, con opzione di rinnovo entro fine estate. MacMahon riporta anche timori legati alla sua "personalità forte e senza compromessi, alla sua schiettezza e alla sua riluttanza ad adattare il suo stile di gioco", elementi che avrebbero pesato nella scelta di Boston e che la lega osserva con attenzione.
"Se Jaylen non è contento di aver vinto il premio di MVP delle Finals, di essere stato inserito nell'All-NBA Team e di aver vinto con i Boston Celtics, come potrà essere con noi?", ha detto un presidente delle operazioni cestistiche. "Se non è felice lì, cosa cerca? Questo spaventa le squadre."
Sul piano analitico, la sua reputazione non convince tutti: diversi analisti sostengono che l’impatto reale sia inferiore alle cifre di base. Un GM afferma che Brown ha "il divario più ampio della lega" tra percezione pubblica e lettura avanzata, mentre MacMahon segnala che il net rating dei Celtics è stato migliore con Brown in panchina in ognuna delle ultime quattro stagioni e in sei delle ultime otto.
"Il merito va a chi segna, ma non sono sempre loro a guidare la squadra verso il successo", ha detto un altro general manager. "Ci sono giocatori come lui in tutta la lega: Brandon Ingram, DeMar DeRozan, ecc. La differenza è che lui non ha uno stipendio di 40 milioni di dollari, ma di 60 milioni! È davvero difficile impegnare una parte così consistente del tetto salariale in un solo giocatore, a meno che non sia un talento generazionale. E lui non lo è nemmeno lontanamente. Se offrissi un contratto supermax a Shai [Gilgeous-Alexander] o a Joker [Nikola Jokic], allora avrebbe senso. Probabilmente è questa la lista. La lega sta diventando più intelligente. E il punto è questo: le squadre meno intelligenti sono anche quelle che risparmiano, quindi i Celtics non potevano approfittarne."
Resta infine l’interrogativo sulla strategia: perché Stevens non ha alzato l’offerta a Milwaukee, sapendo che Brown sarebbe partito comunque? Alcune voci parlavano della richiesta di Baylor Scheierman e Hugo Gonzalez, ma Stevens non avrebbe voluto separarsi da contratti giovani e convenienti.
"Se sapevate che avreste dovuto cederlo, perché non puntare tutto su Giannis?" ha chiesto uno dei general manager. "Per Milwaukee è stata comunque una decisione difficile. Se sapevate di dovervi liberare di lui ed eravate tra i due finalisti, perché non fare qualcosa in più?"