Anthony Davis e gli obiettivi con i Wizards: giocare 82 partite e vincerne 40 almeno

NBA
domenica, 19 luglio 2026 alle 11:32
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A Washington, Anthony Davis non si nasconde. Dopo il periodo complicato vissuto a Dallas, il lungo degli Wizards guarda alla stagione 2026‑27 con ambizioni enormi, convinto che la sua avventura nella capitale possa ancora prendere una piega importante. Nessun dubbio, nessuna esitazione: almeno all’esterno, Davis vuole trasmettere solo fiducia.
In una recente chiacchierata con un content creator, ha messo sul tavolo obiettivi che definire audaci è poco. Non solo immagina una squadra da più di 40 vittorie, ma ha dichiarato di puntare alle 82 presenze stagionali, un traguardo rarissimo nell’NBA di oggi. Per lui sarebbe una prima assoluta: in quattordici anni di carriera non ci è mai riuscito, e il massimo resta la stagione 2023‑24, quando giocò 76 partite con i Lakers.
Davis non si aspettava di essere scambiato ai Wizards, e per un breve periodo sembrava che un’altra trade fosse inevitabile. Poi tutto si è fermato, e non avendo alternative ha dovuto abbracciare la nuova realtà, inaugurando quello che potrebbe essere l’ultimo capitolo della sua carriera. Quanto riuscirà a ottenere dipenderà soprattutto dalla sua salute, un tema cruciale per una franchigia che sogna di diventare una potenza a Est.
Quando sta bene, Davis è ancora uno dei migliori lunghi della lega: 24 punti, 10,7 rimbalzi, 2,6 assist, 1,3 recuperi e 2,3 stoppate di media in carriera, con il 52,2% dal campo. Numeri da fuoriclasse, che renderebbero più semplice la vita a compagni come AJ Dybantsa e Trae Young. Il problema è che nei prossimi due anni i Wizards gli devono circa 120 milioni, una cifra enorme per un giocatore che negli ultimi tempi è stato tutt’altro che disponibile con continuità.
Dopo quella stagione da 76 partite, infatti, Davis ne ha disputate appena 71 nelle due annate successive. Con l’età, la sua tenuta fisica è peggiorata, riducendo impatto e valore in campo.
All’inizio dell’estate non era nemmeno chiaro quanto fosse legato ai Wizards: le voci su un possibile ricongiungimento con LeBron James circolavano già. Davis, però, ha scelto di abbracciare il progetto di Washington, e ha persino parlato con LeBron della possibilità che fosse lui a raggiungerlo nella capitale. Un segnale evidente: crede che questa squadra possa competere.
Forse le 40 vittorie sono un obiettivo troppo ottimistico nell’immediato, ma c’è chi è convinto che gli Wizards possano essere molto più competitivi del previsto con Davis e il contributo di Trae Young, Jalen Johnson, Nickeil Alexander‑Walker e Onyeka Okongwu. Per ora, le sensazioni attorno alla nuova Washington sono positive, quasi contagiose. E Davis, nel bene e nel male, resta al centro di tutto.
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Fritzcarraldo
Sintetizzo,due nuove squadre di basket capitoline fondate ex novo rilevando i titoli da realtà consolidate della nostra pallacanestro (una,Cremona,da tempo in cerca di acquirenti,l'altra,Brescia,un po' "de botto", tanto per restare a Roma)nella speranza di poter far parte di NBAEurope quando partirà( e già si sa che ci sarà solo una franchigia per ogni città,dunque una delle due resterà esclusa,più probabile sia Maxima visto che dall'altra parte ci sono Nelson e Doncic..).Entrambe acquisiscono dalle realtà romane i settori giovanili di società storiche capitoline per essere formalmente in regola per disputare il campionato di Lba e le altre competizioni annesse.Per i campi gara ovviamente in partenza si adattano all'esistente,una al Pala Tiziano,l'altra alPalaEur in attesa di un nuovo impianto (copertura Foro Italico?Nuovo Palasport?).Ad oggi,nonostante vari e variegati rumors,nessuna ha ancora un allenatore e mi sfugge anche la presenza dei DS.Entrambe hanno firmato/ereditato qualche giocatore per iniziare a formare il roster (cosa che comunque si può fare anche con una certa calma in trenta giorni).Tutte e due le squadre parteciperanno alla Eurocup di matrice ECA ,rivale di NBAEurope.La FIP,pur non essendo direttamente coinvolta nel progetto,tramite Petrucci ha però spalancato le porte alle operazioni guidate da oltreoceano nella speranza di vedere sconfitta l'acerrima nemica ECA giocando sulla possibilità di avere finestre sicure per la partecipazione degli atleti alle competizioni della Nazionale (come noto l'NBA concede sempre la possibilità ai propri atleti europei di giocare con le rispettive Nazionali..o mi sbaglio?).La Lega vede una crescita negli investimenti ed è tutta contenta di accogliere due società nella Capitale perchè è convinta di far crescere,non a torto,il giro di interessi economici e sportivi del campionato italiano( e pazienza per i tifosi di Cremona e di Brescia,siete stati ammirevoli,bravi,e tanti saluti..Ringraziamenti sinceri anche a Gherardini).Posto che anche io sono contento se Roma torna nel grande basket,tanto più nel caso riuscisse a catalizzare l'entusiasmo degli appassionati locali,mi devo però chiedere se le modalità non potevano essere diverse e,soprattutto,se questo progetto calato dall'alto in tutta fretta non vada incontro a delle criticità che potrebbero minarne la buona riuscita:le incognite non sono poche e paiono aumentare anzichè diminuire col passare dei giorni:probabilmente i finanziatori americani sono abituati a muoversi su terreni molto più solidi negli USA,non basta far piovere denari in Italia per realizzare le cose ,devono esserci competenze,organizzazione,conoscenza della realtà locale soprattutto in materia di realizzazioni edilizie di un certo impatto,etc..Manca un orizzonte definito e con i contorni certi,tutto onestamente resta molto fumoso, e non è detto che dove ci sia del fumo esista anche l'arrosto.Nel sentimento comune,che è anche il mio,non si vede come NBAEurope,con squadre tutte da inventare a Londra,Parigi,Berlino,Manchester,Milano/Varese,palazzi dello sport quasi tutti da costruire e tifosi (ma di chi?)da coinvolgere possa davvero iniziare tra poco più di un anno.Anche fosse,sarà uno spettacolo così attrattivo rispetto al presente di Euroleague?Difficile che vi si possa ritrovare la qualità agonistica alla quale siamo abituati,probabilmente invece i costi per gli appassionati aumenteranno considerevolmente (non vi è altro modo per rientrare dagli ingenti investimenti iniziali richiesti da Nba Europe).Tutto questo onestamente mi lascia tanti dubbi sul futuro del basket nazionale ed europeo,i contraccolpi di un fallimento di un simile progetto potrebbero essere pesanti da sostenere per tutto il movimento:la pallacanestro ha bisogno di fondamenta solide e di certezze al pari degli investimenti,l'opacità di questa fase iniziale nulla pregiudica del futuro ma certo non concorre a rendere più remota l'idea che oltreoceano vedano il basket europeo come un osso da spolpare finchè ce n'è secondo le proprie regole,lasciando poi i delusi superstiti a vagare sopra lande di terra bruciata..
lug 19, 12:12
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Gil10Sba5
Win first mentality, bravo Dylan
lug 18, 20:02
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