(di DAVIDE COLOTTI). Bobi Klintman è un nuovo giocatore della Virtus Bologna. L'ala svedese classe 2003 arriva dalla G League via Detroit Pistons, con cui ha messo insieme 20 partite NBA in un biennio, a poco meno di 2 punti di media.
Del suo recente passato, della chiamata numero 37 al Draft 2024 e delle cifre prodotte con i Motor City Cruise, l'affiliata G League dei Pistons, si spenderanno sicuramente inchiostro e parole in questi giorni, ma ciò su cui possiamo focalizzarci è il Bobi Klintman "segreto", quello prima del grande salto in NBA. Ed è un Klintman che ha già assaggiato il basket FIBA, completando una stagione nella NBL australiana.
Sulle orme di Zlatan e... di Magic Johnson. Bobi Klintman nasce il 6 marzo 2003 a Malmö, in Svezia, da padre senegalese e madre svedese. Dal patrigno Ove erediterà il cognome e la passione per il basket, ma il suo primo approccio allo sport è con il calcio, con Zlatan Ibrahimović, illustre concittadino, come grande modello e fonte di ispirazione. Bobi cresce, e alla fine sceglie il basket. Ancora sedicenne lo troviamo già sui parquet della terza divisione svedese, poi la rapida ascesa che lo porta in seconda e poi in prima serie, con 6 incontri disputati, nelle settimane di transizione verso la maggiore età, con la canotta del Borås Basket, uno in più del leggendario Magic Johnson, che, a 40 anni, si regalò una parentesi svedese proprio tra le file del Borås, quattro anni prima della nascita di Klintman.
Bobi, il "Principe di Bel Aire". Non è un refuso. Non è la Bel-Air di Will Smith. Siamo in Kansas, alla Sunrise Christian Academy di Bel Aire, ed è qui che prende il volo il percorso di Bobi nel 2021-22. Nella sua unica stagione alla Sunrise, ha contribuito a portare la squadra a un record complessivo di 25-2, la migliore stagione nella storia della scuola, aggiudicandosi il titolo della National Interscholastic Basketball Conference. Ha poi registrato 16 punti di media con 10 rimbalzi, 5 assist e oltre 2 recuperi nella Divisione B degli Europei FIBA U20 dello stesso anno.
Il College e la NBL. Il 2022-23 vede Klintman spostarsi al college, a Wake Forest, e il bilancio è di 33 incontri a 5,3 punti e 4,5 rimbalzi in 20,5 minuti di media. Di lì, la prima, e finora unica, stagione completa nel basket FIBA a livello professionistico. Il "battesimo" arriva dopo un volo intercontinentale: il neo virtussino viene ingaggiato per il 2023-24 dai Cairns Taipans, nella NBL australiana, nell'ambito dell'ormai noto programma "Next Stars", che agevola l'assaggio del basket "pro" a giovani prospetti in odore di Draft. Otto ragazzi hanno partecipato al programma in quella stagione, e quattro sono stati draftati: Alex Sarr con la scelta numero 2, la più alta di sempre tra le Next Stars; A.J. Johnson con la 23; Bobi Klintman con la 37 e il neo campione NBA Ariel Hukporti con la 58. In particolare, il nuovo inserimento delle Vu Nere è stato il quarto svedese draftato nella storia della NBA, dopo Jonas Jerebko, Jeffery Taylor e Marcus Eriksson, e pochi minuti prima di Pelle Larsson, chiamato 7 posizioni più giù nello stesso giro dello stesso Draft.
L'impatto iniziale di Bobi Klintman con la NBL è scintillante: sono oltre 13 i punti di media nelle prime 6 gare. Per la versatile ala svedese, che convince in difesa con la grande apertura alare e l'atletismo così come in attacco con un buon repertorio bi-dimensionale, ci sono, tra le altre e a distanza di due giorni, una doppia doppia da 15 punti e 11 rimbalzi più 2 rubate e 3 stoppate contro SEM Phoenix e un 19+6r contro i Brisbane Bullets. Klintman si prende la scena e, nel corso del primo mese di gare, ha un minutaggio da titolarissimo, a oltre 27 minuti. Il parco ali dei giovani Taipans è molto folto e ricco di opzioni tra loro intercambiabili e, pur nell'ambito del programma Next Stars, lo svedese assaggia il concetto che, nel professionismo, quasi nessuno è insostituibile.
I minuti e le occasioni scendono di consistenza e linearità e, con esse, la seconda parte di stagione di Klintman si fa più ondivaga: 11 delle ultime 16 le chiude in singola cifra, ma va due volte sopra quota 20, con il season high di 24 punti (più 7 rimbalzi) in 25 minuti contro i Perth Wildcats. È una serata quasi perfetta al tiro: 3/4 da due, 3/4 da tre e 9/10 ai liberi, fondamentale in cui si dimostra preciso in tutto l'arco della stagione (79,3%), evidenziando una certa propensione alla scorribanda in area. Comprensibili alti e bassi per l'ex Wake Forest, capace di issarsi 7 volte sopra i 15 punti, così come di sparire talora tra falli e palle perse (1,6 di media). Le medie di fine stagione parlano di 9,7 punti (gli stessi di Alex Sarr), 4,8 rimbalzi, 0.7 assist, 0,8 rubate, 35,7% da tre, e 21 minuti di impiego.
Il combo-forward di Malmö è un talento tutto da scoprire per il basket europeo e per il livello dell'Eurolega. A far ben sperare in un rapido adattamento sono i trascorsi australo-svedesi nel circuito FIBA e l'atletismo abbinato a braccia infinite (213 cm di apertura). Entusiasma di meno la voce palle perse, sempre abbastanza "significativa" nel corso della carriera, ma il confronto fra le due stagioni in G League ci restituisce un Klintman in evoluzione e affinamento in tutta una serie di fondamentali cruciali in ottica Eurolega: ridotti i minuti (da 30,7 a 26,3), sono aumentati i punti (da 11,9 a 12,9) e l'efficienza (da 14,6 a 15 di PIR); il tiro da tre è salito dal 28,6% al 39%; le rubate sono incrementate da 0,8 a 1,4; le palle perse sono scese da 3,1 a 1,9.
(DAVIDE COLOTTI)