Tonelli: «Bologna pronta a sostenere la Fortitudo. Il derby per giocare al PalaDozza»
"Oltre al campionato di B dilettanti — spiega il direttore generale di Ascom Giancarlo Tonelli — che la squadra deve vincere sul campo, c’è un secondo obiettivo da perseguire: il consolidamento economico.
In serie B servono 500mila euro, per quello di serie A dilettanti ce ne vuole un milione, per la LegaDue 2.5, mentre per rimanere in serie A sono necessari 4 milioni. Questi passi vanno compiuti sapendo di poter contare su una base economica, per questo con Daniele Ravaglia, direttore generale di Emilbanca, abbiamo individuato un gruppo di imprenditori bolognesi che si è dichiarato pronto a sostenere in questo percorso la nuova Fortitudo, nata dal matrimonio tra Romagnoli e Casa Madre".
Dal parquet del PalaDozza a chi lo gestirà. Il derby non è più sul campo ma coinvolge palazzo D’Accursio.
"Quest’anno non potremo assistere al derby, ma a livello cittadino ci sarà quello che deciderà a chi verrà affidato l’impianto di piazza Azzarita: la Virtus ne vuole la gestione, noi lavoreremo perché rimanga alla nuova F".
L’altra questione calda è il gradimento dei tifosi per un’operazione che vede Budrio vestire la maglia della Sg.
"Intanto bisogna ringraziare Romagnoli, Tesini e don Sandri per aver creato un qualcosa che dia un futuro alla Fortitudo. In questi mesi si sono fatte tante analisi, ora è arrivato il momento di passare ai fatti. C’è una nuova Aquila e va sostenuta. Il popolo biancoblù può decidere se andare al cinema la domenica o andare al PalaDozza, senza la disponibilità di Romagnoli, oggi non avremmo neppure questa possibilità".
L’ultimo pensiero riguarda Gilberto Sacrati.
"Adesso il proprietario può percorrere un’unica strada: uscire da questa vicenda con la maggiore dignità possibile. Per farlo ha un’unica via: restituire il marchio alla Casa Madre, lasciare che la nuova Aquila giochi al PalaDozza, e consentire ai ragazzi delle giovanili di poter continuare la loro carriera sportiva. Su questi tre punti si è già impegnato verbalmente, sia coerente anche nei fatti".
Massimo Selleri