Lega A - Denunce, inchieste e regole incerte: non ci si annoia mai...

28.01.2019 17:23 di Redazione Pianetabasket.com  articolo letto 1624 volte
Fonte: Nazione-Carlino-Giorno Sport - Angelo Costa
Lega A - Denunce, inchieste e regole incerte: non ci si annoia mai...

Il nostro basket: che domande è in crescita! Lo dice qualsiasi dirigente di vertice. Poi succede che arriva il presidente di Pistoia, Massimo Capecchi, persona poco incline a farsi pubblicità, e racconta che ci sono arbitraggi dispari e squadre che giocano a settimane alterne in base agli stipendi pagati o non pagati; fin qui, niente che non sia sotto gli occhi di tutti. Meno noto è che ci sia, come rivela lui, "chi schiera atleti pagati da altre società": magari non è l'unico a esserne a conoscenza, comunque è il primo a parlarne. Ben venga l'inchiesta aperta dalla Procura federale: se si accerterà che tutto ciò è vero e sconfina nell'illecito, sarà difficile far finta di nulla.

Come sta il basket? Che domande: benone, è uno sport ricco di valori. Lo senti ripetere ad ogni intervista. Poi succede che i giorni dell'ultima settimana vengano scanditi da episodi non proprio esemplari: prima la multa a un club importante come la Virtus (Bologna) per i cori razzisti dei tifosi, poi il bravo allenatore di una società giovanile bresciana che ritira la sua squadra perché i genitori sugli spalti continuano ad insultare l'arbitro e chi come lui cerca di difenderlo, infine un campione come Walter Magnifico che denuncia le offese razziste verso un suo giocatore di origini nigeriane, ora deciso a non tornare più in palestra anche perché la pena inflitta a chi l'ha denigrato è stata morbida. E' vero, a volte questo è un'altro sport: rispetto a quelli dove tutto ciò non accade.

Come va il basket? Che domande: a gonfie vele. Lo confermano anche le istituzioni. Poi succede che Avellino rischi una pesante sanzione per aver tesserato Young prima di essersi effettivamente messo in regola con tasse e contributi, ma tutto finisca in una bolla di sapone. Dopo il polverone sollevato (e smentito) dalle società, e dopo che un ex presidente di Lega (Marino) ha parlato di penalizzazioni in arrivo, si scopre che in materia manca una regola chiara. In sostanza, esistono termini da rispettare, ma non le punizioni per chi non le rispetta: è come se il codice stradale vietasse di passare con il rosso, ma non prevedesse multe. Allora perché è stata fatta la denuncia?

P.S. Dopo la sceneggiata finale di Mike James a Brindisi, costata al regista di Milano l'espulsione per un antisportivo e un tecnico in rapida sequenza, nessuna conseguenza: né per l'americano, non proprio dolce con gli arbitri, né per i tre fischietti (Weidmann, Martolini e Borgo) che l'hanno lasciato sedere in panchina anziché spedirlo direttamente negli spogliatoi. A meno che il regolamento non sia cambiato.