La Serie A in dirittura d'arrivo con abbozzati verdetti e molte sorprese di segno opposto

Ignersky
Ignersky

(Sandro Spinetti) - Mancano 6 giornate al termine della Regular Season e la classifica si va delineando non senza molte sorprese e con qualche sorprendente affanno, difficilmente pronosticabili all’inzio della stagione.

Dopo la “dittatura senese”, durata 6 lunghi anni, l’armata bianco verde ha dovuto rivedere il suo budget e quindi il suo roster e sta alternando momenti di gloria, come nella Champions League (fin qui decisamente onorata) ed in Coppa Italia (sigillo sperato ma forse inatteso), a passaggi a vuoto in campionato che ne stanno complicando la classifica e la migliore griglia nei successivi play-off.

Siena, comunque interrompe la caduta e batte ed appaia Cantù al 4° posto.

I Campioni d’Italia, forti della loro esperienza, diranno certamente la loro in chiave scudetto, confrontandosi con squadre che giocano meglio, ma che si affacciano per la prima volte nei piani alti della classifica e che potrebbero quindi soffrire delle inebrianti vertigini.

Milano, la grande favorita della vigilia, non ha avuto “momenti di gloria” e quando sembrava tirar fuori la testa da sotto la sabbia è sempre ripiombata a terra come un pugile barcollante e stordito dalla sua stessa presunzione di forza.

Per Milano, delle partite casalinghe, si fa prima a dire con chi ha vinto, che elencare il nome delle squadre che hanno conquistato il Forum; ormai più un agorà di lamenti e pianti, che un’arena di gladiatori.

La doppietta “sparata a salve” negli ultime 7 giorni contro Cremona e contro Montegranaro, sono solo il botto più grosso di una stagione al momento fallimentare ed alla quale tutti i meneghini, nessuno escluso, hanno personalmente contribuito, ma ha acceso la “luce di riserva” in un sodalizio che mira ancora al tricolore.

Gioco quasi inesistente od a corrente troppo alternata, giocatori tutti sotto la soglia della sufficienza (salviamo Bourousis ?), Fotsis (ma gioca ?), il trio america (spesso in vacanza !), i virgulti nostrani (in crisi di identità !), Basile (grande stima, ma con quale effetto ?) e lo Staff Tecnico capace solo di una…epurazione (Frates).

Milano non rischia i play off, salvo un suicidio e potrebbe anche risorgere dalle sua attuali ceneri, ma sembra improbabile e forse meno pronosticabile di quando, 6 mesi or sono, tutti avevano virtualmente cucito lo scudetto sulla maglia Armani.

Anche Cantù, fermata da Siena, stenta, forse colpita dal virus della presunzione (pensava tutto più facile), impoverita dal cambio Markoishvili-Mancinelli, infastidita dall’intempestivo annuncio di commiato  da parte di coach Trincheri, ha perso smalto ed identità, ma credo che possa ancora dire la sua.

Scendendo la scala dei valori si scorgono la giudiziosa e buona Reggio, l’ondivaga Venezia, mentre Brindisi (sfortunata e colpevole contro Sassari e Caserta), sembra avere dato tutto.

Sui gradini più in in basso sostano l’emergente Avellino, l’introversa Bologna, la viva Cremona, la doubleface Caserta, mentre Montegranaro e Pesaro hanno ancora fiato e la sola Biella è vicina a chiudere la sua bellissima parentesi tra i professionisti.

Ho lasciato per ultimi il “Trio Primavera”: Varese, Sassari e Roma ! Un bel terzetto, impronosticabile ai vertici del campionato dopo 24 giornate.

Sono in Pole con assoluto merito ed anche di più: sono tre formazioni che giocano (vivaddio finalmente) una pallacanestro offensiva, estrosa, a volte spensierata, che valorizzano la loro chimica di squadra miscelando dei valori individuali assoluti, con ottimi comprimari e qualche buon panchinaro.

Varese ha in Dunston un vero crack, in Green e Banks una coppia di ottimi interpreti ed in Polonara e De Nicolao gli azzurri del prossimo e forse immediato futuro.

Sassari, per merito di Meo Sacchetti, ha costruito la sua fattoria attorno ai cugini di campagna Travis e Drake Diener, a cui ha affiancato “l’usato sicuro” Thornton, il freddo Ignerski di Polonia ed a turno gli altri interpreti ormai sassaresi di mantalità e di cuore.

Roma è forse la sorpresa più bella perché del tutto inattesa ed è l’esatto opposto di quella dello scorso anno, per anni attraversata da isterismi economici, continue rivoluzioni tecniche ed avvilenti scoramenti che l’avevano portata sul punto di restituire la sua ….partita Iva, oggi viva, frizzante ed in costante crescita (attenti a Roma…..).

Roma è “risorta” dalle ceneri dello scorso anno e ci sta dimostrando che i soldi spesi bene, la tranquillità e l’equilibrio dovuto a piedi finalmente ben piantati per terra e tre Giocatori di grandissimo rendimento (Datome, Goss, Taylor) ed un straripante Lawal, hanno acquisito identità e fiducia e consentono ora a Calvani, Toti ed alla Città Eterna di sorridere pensando ad un impossibile……. sogno.

Ma quello che va soprattutto sottolineato è che al vertice del Campionato ci sono le tre squadre che giocano meglio, che giocano con maggiore duttilità tattica, che giocano con maggiore spensieratezza e che sono in parte uscite dalla stucchevole omologazione.

Varese è la più quadrata ed ha un discreta panca, Sassari è forse troppo scoppiettante, la panca è meno fornita, ma sopperisce con un carattere ed un animo indomito che la fa temere negli arrivi in volata, mentre Roma ha qualche limite, se aggredita va un po’ in affanno, se l’uomo faro (Datome) è appannato o contenuto perde in pericolosità e varianti, ma ha l’entusiasmo di chi era sceso in cantina (le prime 6 gare) ed ha poi preso un lento ma sicuro ascensore (le altre 18) che la sta portando sul “terrazzo che conta”.

Certamente il livello è un tantino più basso degli scorsi anni, forse la crisi economica ha limitato il rimescolamento dei roster, forse il basket sta cambiano pelle, interpreti e gioco, ma certamente il campionato è più interessante e ci sta regalando diversi Italiani di sicuro avvenire e da spendere agli Europei in Slovenia.

Un ultima riflessione: il ridimensionamento economico sta dimostrando che non incide sulla validità del campionato e sulla sua ritrovata incertezza, anzi, la sottolinea e farebbero bene i nostri vertici (FIP e Lega) di tenere a mente questo messaggio e riformare la struttura agonistica tornando un tantino…. al migliore passato.

Nel frattempo onoriamo la Pasqua e che l’uovo contenga un basket migliore !

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Redazione Pianetabasket.com
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