Costantino Bechi si appresta a vivere una nuova stagione con la maglia della Gemini Mestre, reduce da un anno di crescita esponenziale in cui ha dimostrato una leadership fuori dal comune. La decisione di restare in terra veneta è stata naturale per il giocatore, spinto dal desiderio di proseguire un percorso tecnico e umano già proficuamente avviato. "Perché mi sono trovato molto bene con il club, con l'allenatore e con tutta la piazza. Ho voluto dare continuità a un progetto che è iniziato e che voglio portare avanti. Ho tanta voglia di fare un'altra ottima stagione, come quella passata. Rimanere alla Gemini è stata la scelta giusta", ha spiegato il regista motivando la sua permanenza.
La sua maturazione tecnica e caratteriale è passata anche attraverso momenti di difficoltà collettiva, come il grave infortunio occorso al compagno di reparto Simone Valsecchi, un evento che lo ha costretto a prendere in mano la regia della squadra da solo. Di fronte a questa grande responsabilità, Bechi non si è tirato indietro, cogliendo l'occasione per crescere: "Mi dispiace veramente tanto per quello che è successo a Valsecchi. Per me Simone è come un fratello, siamo molto uniti. Nonostante l'infortunio è sempre rimasto vicino alla squadra e, avendo il mio ruolo, mi ha aiutato moltissimo. Il suo grave stop mi ha costretto a caricarmi di maggiori responsabilità e a stare in campo molti più minuti. Sono stato obbligato a prendermi in mano la squadra con un minutaggio altissimo. È una cosa che cercavo: mi piace avere responsabilità. E vivere la competizione è il motivo stesso per cui gioco a pallacanestro. Mettermi in gioco e misurarmi con sfide importanti mi ha dato tantissimi stimoli, a livello mentale e di conoscenza del gioco e del campionato".
Per affrontare le insidie del campionato di Serie A2, la Gemini Mestre ripartirà da una solida base, affiancata da nuovi elementi inseriti rapidamente da una dirigenza con le idee molto chiare. Sono infatti cinque i giocatori confermati e altrettanti i volti nuovi che comporranno il roster. Sull'importanza di mantenere l'ossatura del gruppo, Bechi ha le idee nitide: "La continuità, l'unione e la coesione del gruppo ci hanno permesso di fare quello che abbiamo fatto la scorsa stagione: muoverci tutti uniti in blocco verso un unico obiettivo è stato decisivo. Ora siamo in cinque della scorsa annata a sapere come funziona l'ambiente, cosa dobbiamo fare e come dobbiamo lavorare, conoscendo soprattutto le esigenze del nostro allenatore e del club. Abbiamo anche il compito di aiutare i nostri cinque nuovi compagni nell'inserimento. Sono sicuro che, unendo i giocatori dell'anno scorso e i nuovi innesti, troveremo la giusta chimica e sinergia per competere in un campionato non facile come la Serie A2. Siamo un gruppo giovane che ha tanta voglia di fare".
L'identità della nuova Mestre si preannuncia ben delineata, con un piano di gioco chiaro e una precisa etica del lavoro per sopperire a eventuali limiti. Analizzando gli obiettivi stagionali e le caratteristiche del gruppo, il playmaker ha sottolineato: "Sarà sicuramente un gruppo capace di giocare a ritmi alti, correndo per tutto il campo senza fermarsi mai. Magari peccheremo un po' di inesperienza, ma compenseremo questo limite con il grande lavoro in palestra. La società ha chiuso il roster in poco tempo, a dimostrazione di avere le idee molto chiare. L'atteggiamento di una squadra che non molla mai deve rimanere il nostro marchio di fabbrica. L'obiettivo è disputare una stagione importante, senza imporci limiti. Il campionato è lungo e le variabili tante: dobbiamo pensare a giocare una partita alla volta, consapevoli dei nostri mezzi ma anche del valore di avversarie dall'identità ben definita".
Infine, volgendo lo sguardo al futuro, il talento della Gemini non nasconde le proprie ambizioni individuali, pur ribadendo la necessità di mantenere i piedi saldamente a terra. Interrogato sul suo sogno nel cassetto, ha risposto con forte determinazione: "Non posso negare che il mio obiettivo sia giocare, un giorno, in A. Con la giusta mentalità, il lavoro quotidiano in palestra, la perseveranza e quel pizzico di talento, secondo me ci posso arrivare. Ma sempre con grande umiltà e lavorando a testa bassa, l'atteggiamento che mi ha sempre contraddistinto".
Fonte: La Nuova di Venezia