A2 - Fortitudo Bologna, Antimo Martino presenta la sfida con Verona

12.01.2019 18:01 di Redazione Pianetabasket.com  articolo letto 350 volte
Fonte: via bolognabasket.org
A2 - Fortitudo Bologna, Antimo Martino presenta la sfida con Verona

Le parole di Antimo Martino alla vigilia della gara casalinga con Verona.

“Siamo pronti per la prima di ritorno, sono passate 15 giornate al di là del precampionato e della Supercoppa, e arriviamo allo scontro con Verona con le certezze di quanto fatto, ma anche sapendo che c’è tanto da fare, e che non abbiamo ancora ottenuto nulla. E l’approccio deve essere quello di chi non si vuole accontentare, fin da domenica. Si è parlato tanto del calendario di questo mese, sono tutte gare da coefficiente di difficoltà elevato, e questa non solo perché è la prossima, ma per la condizione di Verona, è la più difficile. Vogliamo affrontarla nella maniera giusta, siamo in casa, e sarà importante l’apporto del pubblico. Vorrei una atmosfera tipo Forlì, dobbiamo essere pronti a lottare per 40’ in modo da ottenere una vittoria che sarebbe notevole”

Situazione Mancinelli? “Ieri ha fatto parte dell’allenamento con il gruppo e oggi anche, sebbene quello del sabato sia sempre più soft. Siamo felici che sia tornato a disposizione, se dovesse servire sarà nella condizione di poterlo fare. Non abbiamo pianificato il suo utilizzo, vedremo durante la partita, ma quello che conta è che sia tornato. Dovrà lavorare ancora per tornare a regime, ma rispetto a qualche settimana fa la situazione è più positiva”

Eventuali piani alternativi se non dovesse recuperare? “Mercato? No, già nelle ultime settimane il suo recupero stava dando segnali positivi e per quello che rappresenta nella squadra, come capitano e non solo, dobbiamo aspettarlo. Abbiamo poi raggiunto un equilibrio e una compattezza per cui non abbiamo né la necessità vista la classifica né la voglia di modifiche”

Verona apre molto il campo con il tiro da fuori. “Tirano da 2 e da 3 quasi con gli stessi tentativi, è un loro punto di forza. L’attenzione deve essere rivolta su questo aspetto, ricordando come all’andata noi fossimo avanti di 10 ma loro sono rientrati in poche battute per via di errori nostri. “

Avete trovato un ottimo equilibrio tra tutti i giocatori. “E’ quello che voglio dalle mie squadre, essere forti nelle cifre di gruppo ma non in quelle individuali. Poterlo fare anche qui è ancora più gratificante, il merito è dei giocatori, ed è figlia dell’impostazione del lavoro avuta fin da subito: far sentire tutti importanti, anche quelli che partono da dietro perché sanno di poter essere protagonisti, dato che hanno una fiducia reale, e non virtuale, da parte di tutti.”

Dalmonte è stato uno dei tuoi maestri. “Ho avuto l’onore di essere uno dei suoi assistenti, è molto preparato, e la crescita di Verona è qualcosa di oggettivo. Finora l’ho affrontato con Ravenna, il bilancio è positivo e spero scongiuri a parte di mantenerlo”

Dalmonte ha ricordato come Pini sia uno dei giocatori più importanti. “Le sue prestazioni sono figlie di quello che la squadra riesce a produrre. E’ uno dei nostri punti di forza”

State facendo qualche primo calcolo su come eliminare avversarie dirette? “Non li abbiamo mai fatti e finora è andata bene. Poi comunque è presto: abbiamo un vantaggio importante, e nel tempo le avversarie sono cambiate. Non è una sconfitta che le può escludere dalla corsa finale, anche se è chiaro che vincendo domani faremmo 2-0 e il vantaggio aumenterebbe. Comunque per mentalità affrontiamo una partita alla volta, ed è bello che la squadra lo abbia assimilato”

Tornate a 4 lunghi. “Ci proviamo, anche se Mancinelli è al rientro e Benevelli è stato un po’ fermo. Ma davanti ai prossimi appuntamenti, e con energie già bruciate da tanti, essere in più è positivo”

Nelle ultime uscite è stato importante Rosselli da 4. “Ci avevamo pensato già nel precampionato, di poterlo usare in certi casi in quel modo, e credo che lui in questo campionato in quella posizione può giocare minuti letali per gli avversari. Lui giustamente si sente un esterno, e comunque quando ci proviamo lui si adegua e anche la squadra: non farà blocchi e altre cose da lungo di ruolo, ma nel basket attuale non c’è tanta differenza, in alcuni casi, tra 3 e 4. Guido quando viene utilizzato in questo modo lo fa con molta disponibilità, poi è un giocatore vincente e capisce quello che serve per far vincere la squadra”