Ma sì, riformiamo tutto... E' bello tornare vintage !
(Carlo Fallucca) - In un mondo che guarda sempre più spesso al passato, cercando di trarne il meglio in assoluto, in una situazione quasi al limite, rimettendo tutto in discussione, anche il basket non si sente inferiore. E' da un po' che si parla di riforme e di paradossi, di baci ed abbracci tra Leghe, di fraterne discussioni che portino finalmente alla fine di tanti bisticci, incomprensioni e fratture sempre più insanabili. La Lega Basket si sente forte e detta le sue giuste condizioni, la Lega 2 non ne vuole sapere di fare la vittima sacrificale e guarda sempre più spesso in alto, dimenticando, di fatto, quello che sta accadendo poco più in basso. La Lega Dilettanti? Vorrebbe ma non può, nel senso che non se la sentirebbe di accordarsi con i cugini maggiori dividendo un campionato, o addirittura due, che sembra avere poco senso davvero. Per non parlare delle categorie inferiori, vedi la DNC; tra Nas, tasse e viaggi le società di base non sanno più cosa fare, condannando loro, nel frattempo, la possibilità di entrare nel mondo un poco pericoloso dei Comitati Regionali. Sempre con Mamma l'ip alla finestra. Insomma, chi è sereno e fiducioso del futuro alzi la mano proponendo la ricetta giusta e dando un valido contributo alla discussione di oggi (ma anche degli ultimi anni...). Ed in tutto questo grande mondo di lamenti, di mezzi sorrisi e di esagerate invenzioni ecco che spunta, scusate... rispunta e si fa largo il vecchio e quasi dimenticato "progetto Coccia" che qualche annetto fa trovò la soluzione ad una pallacanestro ferma da anni, stantia e poco visibile. E non parlo solo di americani dentro i roster o di regole ferree per gli italiani. Mi riferisco a quella brillante idea che aveva l'intenzione di "miscelare" i due massimi campionati locali, la Lega A e la Lega 2, dando un senso alle partite, dando una nuova visibilità al gioco e, soprattutto, dando un significato al tutto. Un qualche cosa che, visti i campionati della LNP, abbastanza livellati e senza enormi differenze di forza agonistica e fisica, potrebbe essere utile anche in DNA, DNB e DNC. Aprire le porte all'incrocio dei campionati dando la possibilità, a chi se lo merita, di bruciare le tappe arrivando dove un'attenta programmazione aveva previsto. Certo, non sono i tempi dei grandi investimenti ma il tutto darebbe enorme spinta motivazionale a chi si sente pronto al grande salto, magari dando anche un piccolo aiuto a chi, invece, pur sbagliando tutto, ha comunque la possibilità di salvarsi sfidando le prime della categoria inferiore. Attenzione però ai "dettagli" e a quelle società che, barando fin dal primo minuto, non saranno mai in grado di rispettare certi canoni fondamentali. E fa bene il buon Petrucci ad essere inflessibile nella sua ricerca di instabilità (o stabilità...) economica in qualsiasi categoria. Non un "chi può... può" e basta; ma una attenta e specifica analisi su chi crede davvero nei prossimi progetti e, soprattutto, su chi dimostra di essere indenne da situazioni di grande negatività, non solo in ambito pecuniario. Ma bisogna trovare le medicine giuste e il vero nodo che, sciogliendosi, potrebbe dare luce, unica e stabile, al movimento, oggi un po' vecchiotto. E che torni serenamente il messaggio del grande Claudio Coccia, non ci sarebbe niente di male. Con l'attuale sterilità di nuove idee e progetti poco validi va bene anche tirar fuori e rispolverare un piccolo gioco di squadra che ridia, a tutti noi, la voglia di stupire, di riprovare ad essere protagonisti in barba, soprattutto, a chi crede sempre di meno nel messaggio cestistico a qualsiasi livello.