Jordan dà un'altra occasione a Kwame Brown
Nell'estate del 2001 Michael Jordan commise il peggiore errore della sua carriera. Presidente operativo dei Washington
Wizards. ebbe a disposizione la cartuccia che tutti i dirigenti Nba sognano di avere una volta nella vita: la prima scelta
al draft. Jordan puntò il suo intero capitale di credibilità tecnica su un ragazzo di una high school della Georgia. Kwame Brown, sorprendendo gli osservatori che, senza lasciare il comparto lunghi, si aspettavano piuttosto la chiamata di Chandler, Gasol o Curry. Genio anche da dirigente o dietro la scrivania la magia non funzionava più? La risposta arrivò in tempi brevi, e fu drastica: ancora oggi Brown viene considerato una delle peggiori prime scelte nella storia del campionato Nba.
Quell'anno Jordan tornò in campo per l'ultima volta, ma nemmeno il suo magistero riuscì a far progredire Brown nella direzione sognata. Da allora, in ogni intervista arriva il momento in cui gli viene ricordata la bufala presa, preludio all'antipatico discorso sul fuoriclasse che fuori dal campo scende dal piedistallo: Michael un pò si arrabbia, tranciando giudizi sul povero Kwame e un po' abbozza, ricordando come il draft non sia una scienza esatta. Comunque sia, tutti pensavano che Brown fosse il suo
incubo privato. Finché Jordan, che ha da poco acquisito la maggioranza di un altra franchigia, a Charlotte, ha lasciato ancora la Nba di stucco offrendo una stagione di contratto a Kwame. Nove anni dopo, 1 antica prima scelta è un gregario da tre punti e tre rimbalzi a partita (le tristi cifre dell' ultima stagione, a Detroit). Chiamandolo ai Bobcats, è come se Jordan avesse voluto
chiudere un cerchio rivendicando la vecchia scelta e portandola in un tempo diverso. Facile che sia la testardaggine di chi si considera infallibile: ma se così non fosse, e Brown giocasse un bel campionato, indirizzate una preghiera al dio delle seconde chance: che esiste, nello sport e nella vita.