Virtus Bologna: una stagione a prepararsi per l’Olimpia. Tranne in una cosa

09.06.2021 07:55 di Paolo Corio Twitter:    Vedi letture
Virtus Bologna: una stagione a prepararsi per l’Olimpia. Tranne in una cosa
© foto di virtus.it

Fermata solo dal Covid nell’abortita stagione 2019-2020, la Virtus Bologna sapeva già dalla scorsa estate che per arrivare allo scudetto l’Olimpia Milano sarebbe stata l’avversaria da battere in qualche casellina del tabellone playoff. I giocatori sono stati presi o confermati con quell’obiettivo e sin dall’inizio Sasha Djordjevic li ha allenati perché fossero pronti al momento giusto, semifinale o finale che fosse. Lo stava facendo anche prima del rientrato esonero di dicembre (ancora più surreale visto con il senno di oggi) e ha continuato a farlo anche dopo.

Ogni volta che in partita Pajola e Markovic mettevano difensivamente pressione ai più pericolosi esterni di turno, si stavano idealmente preparando al ruolo di guastatori sfoderato in gara 1 e gara 2 contro Rodriguez, Shields e il poi infortunatosi Delaney. Ogni volta che con il minutaggio cresceva la presenza sotto canestro e la sicurezza da oltre l’arco di Pippo Ricci, il capitano della Virtus si stava preparando al duello con Leday e le altre ali più o meno forti dell’Armani. E lo stesso valeva per Abass, Alibegovic e Weems, scommesse vinte partita dopo partita per allungare davvero il roster in chiave anti-Olimpia. Ogni volta che in campionato o in EuroCup la palla veniva poi testardamente giocata nel colorato per Gamble o Hunter, era un esercizio per mettere in difficoltà gli atletici Hines e Biligha così come i due “marcantoni” Tarczewski e Wojciechowski, se mai coach Ettore Messina deciderà di toglierli dalla naftalina. 

Già pronti di loro erano invece i fuoriclasse Teodosic e Belinelli, anagrafe simile (34 anni il serbo, 35 l’italiano) e stessa inalterata determinazione nel cercare la vittoria. Ma anche un bel bagaglio di esperienza per uscire subito dai momenti difficili. Quando Teodosic in piena rimonta Olimpia in gara 1 ha perso palla finendo faccia a terra al Forum, forse gli è balenato nella mente il ricordo di quegli sciagurati minuti finali sullo stesso parquet con la maglia del Cska nella Final 4 di Eurolega 2014 contro il Maccabi, ma una volta rialzatosi in piedi aveva già ritrovato tutta la sicurezza per guidare i suoi alla vittoria in gara 1 e poi in gara 2, chiuse entrambe da top-scorer rispettivamente con 19 e 21 punti (oltre a 7 + 5 assist). Mentre le non irresistibili percentuali di Belinelli (4/10 nella prima gara di finale, 4/11 nella seconda) hanno comunque regalato punti decisivi alla Virtus, con una sola tripla ma chirurgica a gara e un paio di giocate assai poco ortodosse (il “cameriere” praticamente da terra in gara 1 e il “reverse” in gara 2) quando il pallone pesava di più. 

Da qualsiasi parte del campo la si guardi, il principale merito di Sasha Djordjevic (al di là di quel tourbillon di cambi per dare fiato ai suoi trentenni talenti nei due finali) è stato allora quello di preparare le “V” nere ad affrontare la sfida nei minimi dettagli, inclusa quella difesa a zona sfoderata da coach Ettore Messina in gara 1 e subito bucata prima da un lato e poi dall’altro. C’è però una cosa alla quale l’allenatore serbo non ha potuto preparare capitan Ricci & compagni: giocare da favoriti dopo un intero Campionato da sfidanti. Questa sarà la variabile imprevista che peserà su gara 3 e gara 4, quella su cui l’Olimpia dovrà essere capace di giocare se vuole allungare la serie. Oppure quella che sancirà definitivamente la stagione della Virtus, una stagione passata sin dai titoli di testa a prepararsi per il duello finale come in ogni film western che si rispetti. (Paolo Corio)