Maurizio Gherardini: «Ai giovani giocatori dico: cercate di sorridere, siete il nostro futuro»
A Verona, in concomitanza con la prima tappa della IBSA NextGen Cup 2025-26, si è tenuto il workshop di Next Generation Educational, il progetto di A Better Basketball in collaborazione con LBA, dedicato ai ragazzi delle squadre Under 19 delle società di Serie A.
Giunta alla sesta edizione, Next Generation Educational, iniziativa legata ai temi dell’istruzione, dell’etica sportiva, della dual e post career, è stata dedicata all’Educazione e Comunicazione digitale con Massimo Cortinovis, Head of Digital di LBA, che ha invitato, durante il suo intervento, un Content creator molto popolare tra i ragazzi, Sebastian Barba, AKA Seba_Jump, in azione durate le partite della NextGen Cup.
La serata è stata impreziosita dalla presenza del presidente LBA, Maurizio Gherardini, che non ha soltanto portato il saluto della Lega Basket, ma ha dato consigli preziosi ai ragazzi presenti. “La NextGen Cup è quello che gli americani chiamano uno showcase – ha detto il Presidente Gherardini -, un evento nel quale viene data ai giovani un’opportunità di mettersi in luce, migliorare e competere ad alto livello e sotto pressione perché le loro squadre devono provare a vincere. Per affermarvi come giocatori dovete sfruttare nel miglior modo possibile questo tipo di opportunità che, come Lega Basket, siamo felici di offrirvi perché a noi interessa vedervi crescere: se migliorate voi, migliorano le squadre e tutta la Lega diventa ancora più competitiva. Siete il nostro futuro”.
Gherardini ha regalato ai giocatori presenti la sua esperienza di grande manager internazionale che lanciato, in carriera, decine di giovani, accompagnandoli fino alla NBA: “Il primo elemento per avere successo è la passione – ha detto Gherardini -, perché si traduce nella volontà di dare il massimo in quello che si fa. Poi c’è il focus sul proprio lavoro, perché raggiungere un obiettivo significa dover fare molti sacrifici. Un manager, di un giocatore, guarda per prima cosa, il cuore e la testa più ancora delle qualità atletiche o dell’IQ cestistico, valutando la capacità di stare in un gruppo perché, senza questa attitudine, anche atleti di grande talento possono diventare negativi per tutto l’ambiente. Dovete perseguire i vostri sogni ed essere pronti ad accettare le sfide grandi e piccole che ogni giorno la vita e la pallacanestro vi pongono di fronte, per superarle. E cercate di sorridere: magari non ci fate caso, ma il sorriso caratterizza tutte le grandi squadre vincenti: vi dà una chance in più di avere successo”.